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Babaji di Herakhan

Shri Babaji

Dall'inizio del 19° secolo, Babaji è venerato nell'Himalaya come Brahmachary Baba, Somvari Baba, Naga Baba o Herakhan Baba intorno al quale la tradizione orale, soprattutto, in India settentrionale conosce molte storie connessi ad avvenimenti miracolosi. Intorno al 1800, sulla cima del monte Kailash nel Kurmanchal, apparve una luce intermittente e folgorante.

Alcuni abitanti del villaggio videro questa luce ed incuriositi salirono sul monte pregando l' Essere luminoso di rivelarsi. E avvenne il miracolo dalla Luce sfolgorante emerse un essere luminoso dalle sembianze di un giovinetto. I contadini onorarono questa apparizione chiedendogli con umiltà di scendere alle loro case. Accondiscendendo, Egli visse per molto tempo nel loro villaggio e fu da allora che gli abitanti del luogo lo chiamarono Herakhan Baba .

LA TESTIMONIANZA DI CHANDRAMANI

Babaji riappare nella grotta di Herakhan

Una notte nel giugno 1970, verso le 3, mio padre, morto da 25 anni, mi apparve in sogno annunciandomi che Shri Shri 1008 Herakhan Baba era ricomparso nella forma fisica di un giovane che stava nella grotta di Herakhan. Mio padre mi esortava ad andare nella grotta per ricevere il darshan di Babaji che era Baba Herakhan al di là di ogni dubbio. Mi disse anche di ignorare le eventuali critiche di altre persone, chiunque queste fossero, e di non lasciarLo mai. Mi alzai e andai alla grotta che mi era stata indicata nel sogno; mentre camminavo mi accorsi che erano solo le quattro di mattina.

Nella grotta trovai un venerabile vecchio che stava seduto alla luce di una piccola lampada ad olio; aveva una lunga barba bianca, ed era coperto da una stoffa bianca. Quando mi vide disse: "Figlio mio, devi tornare subito a casa e venire qui solo fra tre giorni". Andai a casa, ma ritornai immediatamente alla grotta con una coppa di latte. Entrando nella grotta fui sorpreso nel vedere che, al posto del venerando vecchio c'era un giovane, seduto allo stesso posto, con capelli lunghi, una lunga barba e grandi baffi; sembrava avere solo venti o ventidue anni. Bevve un po' del latte che avevo portato e mi chiese di non dire a nessuno quello che avevo visto. Mi recai nella grotta i due giorni seguenti, ma non Lo vidi. Il terzo giorno Lo incontrai nel tempio situato dalla parte opposta del fiume, su una piccola altura.Egli abitò vicino a questo tempio per 15 giorni e poi andò sul monte Kailash, dove rimase seduto nella stessa asana-yoga per 45 giorni di seguito.

Rimasi con Lui tutto quel tempo e non Lo vidi mai alzarsi per prendere qualcosa, e neanche per lavarsi; Egli rimase sempre seduto nello stesso posto, assolutamente immobile, dimostrando una assoluta padronanza dello yoga.

Quando finalmente uscì dalla meditazione, Gli chiesi come avrebbe fatto il bagno, poiché non c'era acqua da nessuna parte. Mi rispose: "Ordino al vento di portarmi l'acqua, e così mi lavo". Notai allora che i Suoi adorabili lunghi capelli erano inzuppati d'acqua e che il Suo corpo divino era completamente bagnato.

Una mattina, verso le 3, avevo una sete terribile: lo dissi a Prabhu ed Egli mi rispose che non c'era acqua per circa due miglia tutt'intorno, e che non era possibile avere dell'acqua a quell'ora. La sete era tale che mi misi persino a piangere; quasi Lo sfidai, dicendo che poiché Egli era l'incarnazione divina del Signore, poteva sicuramente produrre dell'acqua. In seguito alla mia insistenza, Egli mi prese amorevolmente per mano e mi condusse verso lo Shivalingam situato lì vicino.

Avevamo appena fatto due passi quando due fiotti, uno d'acqua, e uno di latte incominciarono a scorrere dai due lati del lingam.Il flusso dell'acqua era tale che sia il Signore che io potemmo bagnarci confortevolmente. Da allora non ho mai più visto acqua o latte scorrere da quel lingam. Quando chiesi a Babaji riguardo a questo fatto, Egli mi disse: "Quel giorno tu eri così assetato che Dio non potè fare altro che produrre acqua, ma questo non succederà mai più qui".

Un giorno mentre ero di nuovo con Lui sul monte Kailash, il Signore mi disse: "Chandramani, oggi verrà qui un leone; non aver paura". Aveva appena finito di parlare, quando apparve improvvisamente un leone che si avvicinò come un cane si avvicina al padrone, scodinzolando e poi piegando tutte le zampe come per prostrarsi ai Suoi piedi. Poi il Signore schioccò le dita e il leone scomparve d'improvviso, così come era venuto. Ebbi l'occasione di vedere altre due volte questo leone alla grotta e ogni volta si comportava nello stesso modo: pareva un cagnolino domestico.

Un altro giorno il mio Signore disse, con lo stesso tono della volta precedente: "Verrà un grande cobra. Non aver paura". Mi avvicinai a Lui il più possibile e, appena ebbe finito di parlare, un enorme cobra lungo 6 piedi, di un colore chiaro, dorato, si avvicinò strisciando e si arrotolò attorno al Suo corpo, allargando la sua testa dorata sopra la testa di Babaji, dove rimase così eretto per 20 o 25 minuti. Poi scivolò giù e se ne andò passando sulle mie ginocchia.

Dopo essere rimasto seduto per 45 giorni sul monte Kailash, Babaji si alzò e mi disse: "Non voglio più andare a Herakhan. Ora vado verso l' Himalaya". Cominciai a supplicarLo: "Se mi lasci, allora perché mi hai chiamato? Non ti lascerò andare". Babaji cercò di spiegarmi usando parole dolci ma ferme, ma non Gli prestavo attenzione, convinto che il mio adorato Signore dovesse restare con me. Allora Babaji cominciò a scendere dalla montagna in direzione di Herakhan. Là giunti trovammo riunite molte persone per un grande bhandara.

In quell'occasione Babaji mi chiese di preparare ogni giorno 4 libbre di prasad  da distribuire alla gente. Preparavo regolarmente il prasad nella quantità indicatami da Babaji, e straordinariamente era sempre sufficiente, che ci fossero 10 o 100 persone: non era mai né troppo, né troppo poco.

Rimasi tre mesi con Babaji senza mai tornare a casa. I primi giorni dormivo nella grotta, vicino a Lui: dividevamo la stessa coperta, Babaji mi metteva a dormire come una madre fa col suo bambino.

Durante i 45 giorni passati sul monte Kailash e i tre mesi successivi nella grotta di Herakhan, Babaji non ha mai mangiato né bevuto nulla.e così feci anch'io. Ogni volta che mi allontanavo dalla grotta e attraversavo il fiume Gotama Ganga, che scorreva a qualche metro di distanza, sentivo una gran fame, ma appena riattraversavo l'acqua per tornare alla grotta, mi sentivo come se avessi mangiato un pasto completo.

Quando Babaji si sedeva nella grotta a meditare, una luce molto intensa emanava dal tempio, situato a mezza costa sull'altro lato del fiume, e cadeva sul Signore. Diversi abitanti del villaggio di Herakhan, tutt'ora viventi, possono confermare questi fatti.

Dopo tre mesi tornai a casa, anche perchè la mia famiglia cominciava a lamentarsi che ero diventato uno yogi. Fra le altre cose, raccontai a mia madre questo fatto, per chiedere a lei conferma.. La prima volta che avevo incontrato Babaji nella grotta, Egli si era rivolto a me chiamandomi per nome. Con sorpresa Gli avevo chiesto come potesse conoscere il mio nome.

"Chandramani, tuo padre è stato un mio grande devoto; ma in quel periodo tu non eri ancora nato...". Babaji descrisse poi come era la mia casa, il tipo di raccolto e quali erano gli alberi, che stavano nel campo di mio padre, al tempo in cui egli era ancora vivo. Mia madre confermò ogni cosa, fin nel più piccolo dettaglio. È ancora viva oggi, e può testimoniare la verità di questo fatto in qualsiasi momento.

In seguito rimasi spesso vicino a Babaji. Una volta Lo accompagnai al monte Siddheshvar, a tre miglia circa da Herakhan. Passammo la notte sulla montagna: Babaji si sedette in meditazione e io rimasi accanto a Lui. Durante il Suo stato di samadhi18 una bellissima luce divina emanò dal Suo corpo, meravigliandomi profondamente.

Nel dicembre 1970, durante le fredde notti invernali, Babaji era solito fare il bagno nel fiume alle 4 di mattina e rimanere nell'acqua per un'ora. Quando mi sedevo vicino a Lui sul bordo del fiume vedevo sempre un raggio di luce divina sull'acqua.

Nel gennaio 1971, Shri Sher Singh, guardia forestale di professione, organizzò un'intera notte di canti e recitazione del 'Ramayana'. Si radunarono circa 700 persone. Quella notte piovve intensamente, ma, con meraviglia di tutti, non una sola persona patì il freddo o il disagio, e neanche il fuoco sacro venne spento dalla pioggia.

° Chandramani, Herakhan P.O. Okhaldunga, Nainatal, U.P.

 

 

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