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Io Sono

VITA IMPERSONALE

IO SONO 

(IO SONO la Via e voi non mi seguite.
IO SONO la Verita' e voi non mi credete.
IO SONO la Vita e voi non mi cercate.


E Iddio disse a Mose':
- Cosi' dirai ai figlioli d'Israele:
"Colui che si chiama IO SONO
mi ha mandato a voi".
(Esodo - Cap. 3 -versetto 14)

****************

lo sono. A te che leggi, io parlo. A te, che per lunghi, vagando innanzi e
indietro, hai con ardore cercato nei libri, negli insegnamenti, nelle
filosofie, nelle religioni, non sai neppure tu che cosa: la verita', la
felicità, la libertà, Dio.

A te, Anima stanca e scoraggiata, quasi senza speranza, che molte volte hai
afferrato un barlume della verità cercata solo per riconoscere che essa si
dileguava come il miraggio nel deserto.

A te che credesti d'averla trovata in qualche istruttore, capo riconosciuto
di una Religione, Fraternita', o Societa', e che ti pareva un "maestro" ?
tanto meravigliose
erano la sua sapienza e le opere sue ? solo per risvegliarti piu' tardi alla
scoperta, che quel maestro era soltanto una persona umana, con difetti,
debolezze e colpe segrete, pur avendo potuto essere tramite di splendidi
insegnamenti apparsi a te come la più alta verità.

A te, di nuovo stanco e affamato, senza guida; a te io sono venuto.

E sono venuto anche a te, che hai cominciato a sentire la presenza della
Verità nella tua anima e cerchi la conferma di ciò che lotta vagamente
dentro di te, per esprimersi.


Sì, a quanti hanno fame del vero "pane di vita" io sono venuto.

Sei tu pronto a ricevere il mio cibo? Se lo sei, fa cuore. Siedi. Calma la
tua mente umana e segui strettamente la mia parola qui pronunciata. Oppure
forse ti allontani, deluso ancora una volta, con nel cuore il morso della
fame insaziata?

Io! Chi sono io, che sembro parlare con si' conscio potere ed autorita'?

Ascolta. Io sono tu; quella parte di tu che e' e sa, che sa tutte le cose,
che sempre seppe e sempre fu. Io sono tu, il tuo Se'; quella parte dì te che
dice: "lo sono" ed e'" lo Sono". lo sono quella parte piu' alta di te
stesso, che vibra entro di te mentre leggi; che risponde a questa mia
parola, che ne percepisce la verita', che riconosce per sua natura tutta la
verita' e scarta ogni errore dovunque lo trovi. Cio' io sono: non quella
parte di te che sino ad oggi s'e' nutrita dell'errore.

Poiche' io sono il tuo vero Istruttore, il solo che tu conoscerai sempre, il
solo Maestro; io, il tuo Se' divino.

Io, il tuo Io sono, ti reco questo mio messaggio, la mia vivente parola,
come ti ho portato ogni cosa in vita, libro o "maestro", povertà o
ricchezza, amara esperienza od amore, allo scopo di insegnarti che io, io
solo, il tuo vero Se', sono il tuo istruttore; il solo istruttore e il solo
Dio, che provvede ed ha sempre provveduto a te, non solo il pane e il vino
della vita, ma anche tutto cio' che occorreva al tuo mantenimento ed al tuo
sviluppo fisico, mentale e spirituale. Percio' quello che fa appello a te
mentre leggi, e' il mio messaggio, detto alla tua coscienza umana esterna
dal di dentro, ed e' solo una conferma di cio' che l'Io sono di te sempre
seppe interiormente, ma che non aveva ancora tradotto in termini ben
definiti alla tua coscienza esterna. Così pure, tutto ciò che sempre fece
appello a te, venendo da qualche espressione esterna, non era che la
conferma della mia parola gia' pronunziata dentro di te; quell'espressione
esterna era il canale, il mezzo da me scelto in quel momento per
impressionare la tua coscienza umana.

Ma io non sono la tua mente umana, ne' il figlio suo, l'intelletto: essi
sono soltanto l'espressione del tuo essere, come tu sei l'espressione del
mio essere; essi sono soltanto fasi della tua personalita' umana, come tu
sei una fase della mia divina impersonalità.

Pesa e studia attentamente queste parole.

Sorgi e liberati per sempre dal dominio della tua personalita', con la tua
mente e il suo intelletto cosi' gonfi ed esaltati di se' stessi; poiche' la
tua mente, d'ora innanzi, deve essere la tua serva e l'intelletto il tuo
schiavo, se vuoi che la mia parola penetri nella coscienza dell'anima tua.
Io sono venuto ora alla coscienza dell'anima tua, dopo averla stimolata per
prepararla a ricevere la mia parola. Se sei abbastanza forte per
sopportarla; se puoi sbarazzarti di tutti i tuoi capricci, di tutte le tue
credenze, di tutte le tue opinioni personali ? rottami da te raccolti nei
campi coltivati da altri ; se sei forte abbastanza da gettarli via; allora
la mia parola sara' per te una sorgente inesauribile di gioia e di felicita'
.

Ma sii preparato al fatto che la tua personalita' dubitera' di queste mie
parole man mano che le leggerai; poiche' la sua vita e' minacciata, ed essa
sa che non puo' vivere e prosperare, ne' dominare piu' a lungo i tuoi
sentimenti, il tuo andare e venire, come prima, se tu accetti nel tuo cuore
la mia parola e le permetti di dominarvi.

Si. Io sono venuto a te, ora, a farti conscio della m presenza; poiche' ho
gia' preparato la tua mente umana in modo che essa possa fino ad un certo
punto comprendere il significato di me.

Io sono sempre stato con te, ma tu non lo sapevi; ti ho espressamente
condotto attraverso il Deserto dei libri e degli insegnamenti, delle
religioni e delle filosofie, tenendo sempre davanti agli occhi della tua
anima la visione della Terra Promessa; alimentandoti con la manna del
Deserto, perche' potessi ricordare ed apprezzare il pane dello Spirito ed
anelare ad esso.

Ora ti ho condotto sulla riva del Giordano che ti separa d tuo divino
retaggio. Ora e' venuto per te il tempo di conoscermi coscientemente; e'
venuto il momento di attraversare il fiume e di passare nella Terra di
Canaan, nella terra del latte e d miele. Sei pronto' Vuoi andare?

Allora segui questa parola che è l'Arca del mio patto, e passerai a piedi
asciutti.
II°

SII CALMO E SAPPI!

Ora, perche' tu possa conoscermi, ed essere percio' sicuro che sono lo, il
tuo vero Se', che dico queste parole, devi prima imparare ad essere calmo, a
quietare la tua mente ed il tuo corpo umani e tutte le loro attivita', fino
a non essere piu' cosciente di esse.

Puo' darsi che tu non sia ancora capace di far cio'; ma io t'insegnero',
purche' tu voglia realmente conoscermi e sia disposto a darne prova
affidandoti a Me ed obbedendomi in quanto sto per chiederti.

Ascolta. Cerca d'immaginare l'Io che parla attraverso queste pagine, come il
tuo Se' superiore e divino, che da' consigli alla tua mente ed al tuo
intelletto umani e considera questi, per il momento, come una personalità
separata. La tua mente e' costituita in modo che non può accettare nulla che
non si conformi a cio' che essa ha prima esperimentato od imparato e che il
suo intelletto non considera ragionevole. Quindi, rivolgendoti ad essa, tu
adoperi i termini e le espressioni piu' consone ad esprimere chiaramente al
tuo intelletto le verita' che esso deve comprendere, prima che la mente
possa svegliarsi alla coscienza del tuo intento.

Il fatto e' che questo "lo" e' te stesso, il tuo Se' reale. La tua mente
umana e' stata finora cosi' assorta nel compito di concedere al tuo
intelletto e al tuo corpo ogni sorta di favori, che non hai mai avuto tempo
di venire a conoscenza di te stesso, suo vero signore e maestro. Ed intanto
tu ti sei talmente interessato ai piaceri ed alle pene del tuo corpo e del
tuo intelletto, lasciandotene influenzare, che sei quasi giunto a credere
che tu sia il tuo intelletto ed il tuo corpo ed hai, per conseguenza, quasi
dimenticato me, il Se' divino.

Io non sono il tuo intelletto, ne' il tuo corpo e questo messaggio e' per
insegnarti che tu ed lo siamo Uno. Le parole che dico qui e il principale
scopo di queste istruzioni e' di svegliare la tua coscienza a tale grande
fatto

Ma tu non puoi svegliarti ad esso finche' non esci dalla coscienza di questo
corpo e di questo intelletto, che cosi' a lungo ti hanno tenuto schiavo. Tu
devi sentirmi dentro di te, prima di sapere che io vi sono.

Orbene, affinche' tu possa dimenticare completamente tua mente, i tuoi
pensieri, il tuo corpo e le tue sensazioni, in modo da poter sentire me
dentro di te, e' necessario che tu segua scrupolosamente le mie istruzioni.

Siedi tranquillo, in stato di rilassamento, e, una volta completamente
tranquillo, lascia la tua mente assorbire il significato di queste parole:

"Sii Calmo! E Sappi: lo?Sono?Dio".

Pronunzia queste parole precisamente come sono scritte qui, cercando di
realizzare che e' il Dio tuo che comanda e domanda dal tuo se' mortale
implicita obbedienza; studiale e cerca di capire il loro nascosto Potere.

Senza pensare, permetti a questo mio divino comando di penetrare
profondamente nella tua anima. Lascia allora ogni altra impressione che
venga alla tua mente, entrare a suo piacere, senza sforzo od interferenza da
parte tua; ma, notane, attentamente, il senso, poiche' sono Io, dall'
interno, che t'istruisco, per mezzo di tali impressioni. Poi, quando il
loro significato incomincia ad apparire alla tua coscienza, pronuncia queste
mie parole lentamente, imperativamente, rivolgendole ad ogni cellula del tuo
corpo, ad ogni facoltà della tua mente, con tutta la forza cosciente che
possiedi:

"Sii Calmo! E Sappi: lo?Sono?Dio".

Medita profondamente queste parole e portale teco nel tuo lavoro, qualunque
esso sia. Fa di esse il fattore vitale dominante del tuo lavoro e di tutti i
tuoi pensieri creativi.

Pronunziale mille volte al giorno, finche' non ne abbia penetrato e scoperto
tutto il piu' intimo significato, finche' ogni cellula del tuo corpo non
frema in lieta risposta al comando "Sii Calmo!" ed obbedisca istantaneamente
ed ogni pensiero errante, che fluttui intorno alla tua mente, svanisca
subito nel nulla.

Quando le mie parole risuoneranno attraverso la caverna del tuo essere
divenuto vuoto, quando il sole della conoscenza comincera' a sorgere
sull'orizzonte della tua coscienza, allora tu sentirai espandersi dentro di
te l'impeto di uno strano, meraviglioso respiro che riempira' fino
all'estremo tutte le tue membra mortali, facendo quasi esplodere i tuoi
sensi con la sua estasi; allora sentirai a fiotti levarsi in te una
possente, irresistibile forza, che t'innalzera' quasi sulla terra; allora
sentirai dentro di te la gloria, la santita', la maesta' della mia presenza:
e allora, allora tu saprai: lo?Sono?Dio.

Quando tu mi avrai sentito cosi' in quei momenti dentro di te, quando avrai
gustato il mio potere, ascoltato la mia sapienza e conosciuto l'estasi del
mio amore che tutto abbraccia, non potrai piu' essere toccato da alcuna
malattia, ne' indebolito da alcuna circostanza, ne' soggiogato da alcun
nemico. Poiche' tu saprai allora che io sono dentro di te e da allora in poi
ti rivolgerai a me in ogni tua necessita', mettendo tutta la tua confidenza
in me, permettendomi di esprimere la mia volonta'.

E quando ti rivolgerai a me, troverai sempre, in me, nell'ora del bisogno,
un aiuto pronto ed infallibile; poiche' io ti riempiro' talmente con la
realizzazione della mia presenza e del mio potere, che ti bastera' essere
calmo e permettere a me di fare qualunque cosa tu voglia: risanare i tuoi
mali o quelli degli altri, illuminare la tua mente in modo che tu possa
vedere con i miei occhi la verita' che cerchi, o compiere a perfezione cio'
che prima ti sembrava quasi impossibile.

Ma questa conoscenza, questa realizzazione non avverra' ad un tratto. Potra'
non venire per anni; potra' venire domani.

Cio' dipende solo da te. Non dalla tua personalita', con i suoi desideri
umani e la sua umana comprensione, ma dal tuo "Io ?Sono - Dio" entro di te.

Che cosa e' che dal bocciolo fa sbocciare il fiore? Cosa e' che fa rompere
il guscio al pulcino? Chi stabilisce il giorno e l'ora? E' l'atto cosciente
e naturale dell'intelligenza interna, della mia intelligenza, diretta dal
mio volere, quello che porta a maturazione la mia idea e la esprime nel
fiore e nel pulcino.

Il fiore ed il pulcino hanno qualche cosa a che fare in tutto ciò? No, essi
si sottomettono soltanto, uniscono la loro volonta' alla mia e permettono a
me ed alla mia sapienza di stabilire l'ora nella quale maturera' l'azione.
Solo quando essi hanno obbedito all'impulso della mia volonta' ed hanno
fatto lo sforzo che io imponevo loro di fare, hanno potuto passare alla
nuova vita.

Tu puoi, con la tua personalità, tentare mille e mille volte di uscire dal
guscio della tua coscienza umana; ma potrai riuscire tutt'al piu' ad
abbattere le porte che io ho provvidenzialmente messo tra il mondo delle
forme tangibili ed il regno dei sogni intangibili; una volta aperte le
porte, tu non potrai piu', senza molto disturbo e sofferenza, tenere fuori
gli intrusi dal tuo dominio privato.

Ma anche questo io permetto talvolta, perche', attraverso tale sofferenza,
tu possa acquistare la forza di cui manchi e la saggezza necessaria a
conoscere che soltanto deponendo ogni desiderio di sapienza, di bonta' e
persino di unione con me, a beneficio del tuo Se', tu puoi schiudere i tuoi
petali, manifestando la mia perfetta bellezza e gettar via il guscio della
tua personalita' umana, passando alla luce radiosa del mio Regno celeste.

Io ti do' percio' queste istruzioni, adesso, al principio, perche' tu possa
imparare a riconoscermi. E ti prometto, qui, che se tu accetti le istruzioni
che ti do' in queste pagine e ti sforzi seriamente di comprenderle e
metterle in pratica, tu mi conoscerai ben presto ed io faro' si' che tu
comprenda tutte le mie parole, dovunque scritte, in libri o dottrine, nella
Natura, o nei tuoi simili.

Se ti pare che in quanto e' qui scritto vi siano contraddizioni, cerca bene
il mio reale intento prima di respingerlo; non lasciare una sola parola, un
solo pensiero finche' tutto cio' che esso suggerisce non ti sia divenuto
chiaro.

Ma in tutta la tua ricerca, in tutti i tuoi sforzi, abbi fede in Me, nel tuo
vero Se' interno, e non essere impaziente dei risultati; poiche' essi sono
in mia custodia ed io ne avro' cura.

I dubbi e l'impazienza sono soltanto della tua personalita' e, se permetti
loro di persistere, essi ti condurranno all'insuccesso e al disinganno.

III°

IO, VITA, DIO


Se cio' che hai letto ha svegliato dentro di te una risposta e la tua anima
brama di ricevere ancora di piu', allora tu sei pronto per quanto segue.

Ma se tu discuti ancora, o ti ribelli all'apparente pretesa di autorita'
divina con cui qui ti si parla ed il tuo intelletto ti dice che si tratta
solo di un nuovo tentativo per sedurre la tua mente con scaltri suggerimenti
e sottile sofistica, allora tu non avrai beneficio da queste parole; poiche'
il loro significato e' finora nascosto alla tua coscienza mortale e la mia
parola deve giungere a te per altre vie e sotto altre forme.

Ed e' bene se la tua personalità, col suo intelletto, ti spinge a discutere
cosi' ed a ribellarti contro l'autorita' che non sai ancora essere la mia.
Ma, sono realmente io che faccio cosi' ribellare la tua personalita', poiche
' essa, con il suo orgoglioso senso di separazione, mi e' ancora necessaria
a sviluppare una mente e un corpo forti abbastanza da potermi esprimere
perfettamente. E finche' tu non sia preparato a conoscermi, e' sua missione,
datale da me, di discutere e ribellarsi. Ma, dall'istante in cui riconosci
la mia autorita', I'imperio della personalita' comincia ad essere minato; i
suoi giorni sono contati e tu ti volgerai sempre piu' a me per guida ed
aiuto.

Non sgomentarti quindi; seguita a leggere e forse il riconoscimento verra'.
Sappi che puoi leggere e non leggere, come vuoi tu; ma che. comunque tu
faccia, sono realmente io che scelgo, e non tu.

Per te, che apparentemente scegli di non leggere oltre, ho altri piani: a
suo tempo tu imparerai che, qualunque cosa faccia, o ti piaccia, o desideri,
sono io che ti conduco attraverso gli inganni e le illusioni della
personalità, affinche' tu ti possa finalmente svegliare alla loro irrealta'
e volgerti a me quale unica e sola Realtà. Allora queste parole troveranno
risposta dentro di te:

"Sii Calmo! E Sappi: lo - Sono ? Dio".

Si', io sono la più intima parte di te, che dimora nell'interno ed aspetta e
veglia, non conoscendo ne' spazio ne' tempo, poiche' io sono l'Eterno e
riempio tutto lo spazio.

Io veglio ed aspetto che tu sia stanco delle tue follie, delle tue vane
brame, ambizioni e rimpianti, sapendo che tutto verra' a suo tempo. Allora
ti volgerai a me scoraggiato, vuoto e umile e mi domanderai di prendere il
comando, senza sapere che sempre io fui che ti condussi.

Io sto qui dentro aspettando quietamente che questo accada; pure, mentre
aspettavo, ero io che dirigevo la tua condotta, che ispiravo tutti i tuoi
pensieri, tutte le tue azioni, utilizzandoli e manipolandoli impersonalmente
in modo portare te, e la mia altra espressione mortale, al riconoscimento
cosciente di me.

Io sono stato sempre dentro di te, profondamente, dentro al tuo cuore. Io
sono stato con te attraverso tutto, le tue gioie ed i tuoi dolori, i tuoi
successi ed i tuoi errori, attraverso la tua malvagità e la tua onta,
attraverso i delitti contro i fratelli e contro Dio, che tu credi d'aver
commesso.

Sia che tu procedessi innanzi, ti sviassi o arretrassi, ero io chi ti
spingevo; ero io che ti spingevo innanzi, mostrandoti qualche bagliore di me
a distanza e coi contorni confusi, che io permettevo; ero io che ti
allettavo con la visione di me in qualche volto incantevole, in qualche
bellissimo corpo, in qualche piacere inebriante od in qualche travolgente
ambizione; ero io che ti apparivo sotto le spoglie del peccato, della
debolezza, dell'avidità, della sofistica e ti attiravo indietro nelle fredde
braccia della coscienza, lasciandoti lottare nelle sue strette tenebrose;
finche' tu, risvegliato alla tua impotenza, ti scuotesti disgustato e,
ispirato dalla nuova visione, strappasti la mia maschera.

Si', sono io che ti faccio fare tutto cio' che fai e (puoi comprenderlo?)
sono io che faccio tutto cio' che fai e tutto cio' che fa il tuo fratello;
poiche' in te ed in esso tutto cio' che e', e' Io, me stesso.

Poiche' " Io sono la vita". Sono io che animo il tuo corpo, che faccio
pensare la tua mente e che faccio battere il tuo cuore; sono io che attiro a
te il piacere o il dolore, siano essi della carne, dell'intelletto o delle
emozioni.

Io sono l'Intimo, lo Spirito, la Causa animatrice dell'essere tuo, di tutta
la vita, di tutte le cose viventi visibili ed invisibili e non c'e' nulla
che sia morto, poiche' io, l'Uno impersonale sono tutto cio' che esiste. Io
sono infinito e sconfinato; l'Universo e' il mio corpo; tutta l'intelligenza
che e' in esso emana dalla mia Mente; tutto l'amore che vi e' fluisce dal
mio Cuore; tutta la forza che vi agisce non e' che la mia volonta' in
azione.

La triplice forza, che si manifesta quale tutta la Sapienza, tutto l'Amore,
tutta la Forza o, se preferisci, come Luce, Calore ed Energia; cio' che
mantiene tutte le forme ed e' dentro e dietro tutte le espressioni e tutti
gli aspetti della vita, siano essi creativi, coesivi o distruttivi, non e'
che la manifestazione di me stesso nell'atto e nello stato di Essere.

Nulla puo' essere senza manifestare ed esprimere qualche aspetto di me, che
sono, non solo il costruttore di tutte forme, ma colui che dimora in
ciascuna di esse. Nel cuore di ciascuna io dimoro, nel cuore dell'uomo, nel
cuore dell'animale, nel cuore del fiore, nel cuore della pietra. Nel cuore
ciascuno io vivo, muovo ed ho il mio essere e dal cuore di ciascuno io
esprimo quell'aspetto di me che desidero esprimere e che si manifesta nel
mondo esterno come una pietra, un fiore, un animale, un uomo.

Che cosa esiste dunque, tranne questo grande lo? Ma, domandi: "Non e' dunque
consentita a me nessuna Individualita'?". "No, non c'è nulla, assolutamente
nulla, che non sia una parte di me, dominata e retta eternamente da me, l'
Una Realta' indefinita".

Quanto alla tua cosiddetta individualita', essa non e' altro che la tua
personalita' che cerca ancora di conservare un'esistenza separata. Ma ben
presto tu conoscerai che non esiste individualità separata dalla mia
individualità e che ogni personalita' svanisce nella mia divina
impersonalità.

Tu raggiungerai presto quello stato di risveglio in cui potrai avere un
barlume della mia impersonalita' ed allora non desidererai piu' per te
alcuna individualita', alcuna separazione; poiche' avrai compreso che essa e
' solo e ancora un'illusione della personalita'.

IV°

COSCIENZA, INTELLIGENZA, VOLONTA'

Conosco i molti pensieri che si affollano, mentre leggi, nella tua mente;
conosco i dubbi, l'ansioso interrogare, il vago timore che lentamente si
trasforma in crescente speranza: nella speranza che questo baleno del mio
intento, appena appena penetrato nel tuo oscuro intelletto umano, possa
brillare piu' intensamente e permetterti di vedere chiara la verita', che
per istinto senti celata sotto le mie parole.

Ti ripeto che questo "lo sono", che qui parla, e' il tuo Se' reale e, per
comprendere tutto il significato delle mie parole, e' necessario che tu sia
persuaso che e' il tuo Se' che le dice alla tua coscienza umana. Ti ripeto
pure che lo stesso "Io sono" e' la vita, lo spirito animatore di tutto cio'
che vive nell'universo, dall'infimo degli atomi al piu' grande dei soli; che
questo "Io sono" e' l'intelligenza in te ed in tuo fratello e che e' pure
l'intelligenza che fa vivere e crescere ogni cosa e divenire cio' che e'
destinata ad essere.

Ma tu non riesci ancora a comprendere come questo "lo sono" possa essere nel
medesimo tempo "l'Io sono" tuo e l'"Io sono" di tuo fratello e anche
l'intelligenza della pietra, della pianta e dell'animale. Pure questo tu
comprenderai, seguendo queste mie parole e sottomettendoti alle istruzioni
qui date; poiche' io portero' quanto prima alla tua coscienza una luce che
illuminera' i piu' profondi recessi della tua mente e ne spazzera' tutte le
nubi degli erronei concetti umani, tutte le idee, tutte le opinioni che ora
offuscano il tuo intelletto, purche' tu legga e ti sforzi seriamente di
comprendere il mio intento.

Io sono tu, il tuo Se' reale; tutto cio' che tu realmente sei. Cio' che tu
credi di essere, non sei: e' solo un'illusione, un'ombra del tu reale che e'
lo, il tuo Se' divino immortale. Io sono quel punto di coscienza focalizzato
nella tua mente umana, che chiama se' stesso "Io". Sono quell'Io, ma cio'
che tu chiami la coscienza e' in realtà la mia coscienza, attenuata in modo
adattarsi alla capacità della tua mente umana. Ma e' sempre la mia coscienza
e se riuscirai a cacciare dalla mente tutti i suoi concetti falsi, tutte le
sue opinioni erronee, a vuotarla e mondarla in modo che la mia coscienza
abbia la possibilit'' di esprimersi liberamente, allora tu riconoscerai me
e saprai che tu sei nulla, cioe' solo un punto focale della mia coscienza,
un canale, un mezzo attraverso il quale io esprimo esternamente nella
materia il mio scopo.

Ma questo tu non lo puoi ancora comprendere e, naturalmente, non puoi
crederlo, finche' io non abbia completamente preparato la tua mente,
convincendo il tuo intelletto della verita'.

Ti e' stato detto che ogni cellula del tuo corpo ha coscienza e una
intelligenza propria e che se non fosse per questa coscienza, non potrebbe
compiere il lavoro che fa intelligentemente. Ma ogni cellula e' circondata
da milioni altre cellule, ciascuna delle quali fa con intelligenza il
proprio lavoro, ciascuna evidentemente sotto l'impero della coscienza
complessiva di tutte le cellule, formante una intelligenza di gruppo, che
dirige ed influenza tale lavoro. Questa intelligenza di gruppo e'
l'intelligenza dell'organo formato da quelle cellule. Allo stesso modo vi
sono altre intelligenze di gruppo in altri organi, contenenti ciascuno altri
milioni di cellule e tutti questi organi formano il corpo fisico.

Orbene, tu sai di essere l'intelligenza che dirige il lavoro degli organi
del tuo corpo, sia in questa direzione cosciente o incosciente, e che ogni
cellula di ogni organo e' realmente un punto focale della Intelligenza
dirigente, e che, quando questa viene ritirata, le cellule si disgregano, il
corpo fisico muore e non esiste piu' come organismo vivente.

Ma chi e' questo Tu che dirige e domina le attivita' dei tuoi organi e
conseguentemente di ogni cellula che li compone? Tu non puoi dire che sia il
tuo se' umano o personale, poiche' tu personalmente non puoi dirigere
coscientemente l'azione neppure di un solo organo del tuo corpo. Deve dunque
essere questo tuo "lo sono" impersonale, che e' te, eppure non e' te.

Ascolta. Tu e il tuo "lo sono" siete per me cio' che la coscienza del tuo
corpo e' alla coscienza dell'" lo sono".

Tu sei una cellula, per cosi' dire, del mio Corpo e la tua coscienza (come
una delle mie cellule) e' per me cio' che la coscienza di una delle cellule
del tuo corpo e' per te. Percio' la coscienza d'ogni cellula del tuo corpo e
' la tua coscienza, come la tua coscienza e' la mia; quindi noi dobbiamo
essere Uno nella coscienza; la cellula, tu ed io.

Tu non puoi ora coscientemente dirigere o dominare una sola cellula del tuo
corpo; ma quando tu potrai a volonta' entrare nella coscienza del tuo lo
sono e conoscere la sua identita' con me, allora tu potrai dominare e
dirigere non solo ogni cellula del tuo corpo, ma quella di qualunque altro
corpo tu desideri dominare.

Che cosa accade quando la tua Intelligenza non domina piu' le cellule del
tuo corpo? Esso si disintegra, le cellule si separano; l'opera loro e'
temporaneamente finita. Ma muoiono esse, o perdono la loro coscienza? No,
esse semplicemente dormono o riposano per qualche tempo e dopo poco si
uniscono ad altre cellule e formano nuove combinazioni e presto o tardi
appaiono in nuove manifestazioni di vita; forse minerali, forse vegetali,
forse animali; mostrando di conservare la loro primitiva coscienza e di
aspettare solo I'impulso della mia Volonta' per unirsi insieme in un nuovo
organismo a compiere il lavoro della nuova Intelligenza attraverso la quale
io intendo manifestarmi.

Questa coscienza cellulare e' dunque una coscienza comune a tutti i corpi
minerali, vegetali, animali, umani? Ed ogni cellula e' forse adatta per
esperienza ad un certo genere d lavoro? Si', questa coscienza delle cellule
e' comune ad ogni cellula di ogni corpo, di qualunque specie, perche' e' una
coscienza impersonale che non ha altro intento che di compiere il lavoro
assegnatole. Vive solo per lavorare, dovunque occorra. Dopo costruito un
corpo, passa a costruirne un altro, sotto la direzione di qualunque
intelligenza che io desideri essa serva.

Cosi' e' di te. Tu, come una cellula del mio corpo, hai una coscienza che e'
la mia coscienza, una intelligenza che e' la mia intelligenza ed una volontà
che e' la mia volonta'. Tu non hai nulla di tutto cio' per te stesso o da te
stesso. Tutto cio' e' mio e per mio uso soltanto.

Ora, la mia coscienza, la mia intelligenza e la mia volonta' sono
completamente impersonali e quindi comuni a te ed a tutte le cellule del mio
corpo, come sono comuni a tutte le cellule del tuo corpo.

lo sono impersonale, e come tale, la mia coscienza e la mia volonta', agente
in te e nelle altre cellule del mio corpo, e costituente "l'Io sono" di te e
di loro, deve agire impersonalmente nelle cellule del tuo corpo. Quindi io e
"l'Io sono" tuo e del tuo fratello e la coscienza e l'intelligenza di tutti
i corpi siamo Uno.

Io sono l'intelligenza che dirige tutto, lo Spirito animatore, la vita. la
coscienza di tutta la materia, di tutta la sostanza.

E (puoi comprenderlo?) tu, il tuo Tu reale, il tuo Tu impersonale e' in
tutto ed e' uno con tutto; e' in me ed e' uno con me; precisamente come lo
sono in te e in tutto ed esprimo quindi la mia realta' attraverso te ed
attraverso ogni cosa.

Similmente la volonta', che tu chiami tua, non e' tua personalmente piu'
della coscienza e dell'intelligenza della tua mente e delle cellule del tuo
corpo. Essa e' solo la piccola parte di mia volontà che io ti permetto di
adoperare. Quanto piu' tu ti risvegli al riconoscimento di un certo potere,
o facolta', dentro di te e cominci ad usarlo coscientemente, tanto piu' io
ti concedo del mio infinito potere.

Ogni potere e l'uso che se ne fa e' solo altrettanto riconoscimento e
comprensione dell'uso della mia volonta'. La tua volonta' e tutto il tuo
potere sono soltanto aspetti della mia volonta', che io attenuo per
adattarla alla tua capacita' di usarne.

Se io ti affidassi il pieno potere della mia volonta', prima che tu sapessi
adoperarlo coscientemente, esso annichilirebbe completamente il tuo corpo.
Per mettere alla prova la tua forza e piu' spesso per mostrarti come tu
adoperi male il mio potere, io, a volte, ti faccio commettere un cosiddetto
peccato, od un errore. Io ti permetto di gonfiarti del senso della mia
presenza dentro di te, quando essa si manifesta come coscienza del mio
potere, della mia intelligenza, del mio amore e lascio che tu le prenda e le
usi per i tuoi scopi privati. Ma non a lungo; poiche', non essendo forte
abbastanza da dominarli, essi ben presto ti prendono la mano, ti travolgono
nel fango e, allora, spariscono dalla tua coscienza.

Ma io sono sempre la' a sollevarti dopo la caduta, quantunque tu, sul
momento, non te ne accorga; prima ti faccio arrossire, poi ti infondo nuova
forza e ti rimetto sulla buona via, indicandoti la ragione della tua caduta
e, finalmente, quando tu sei abbastanza umiliato, ti faccio riconoscere che
questi poteri cresciuti in te mediante l'uso della mia volonta', della mia
intelligenza e del mio amore, ti erano concessi soltanto per adoperarli al
mio servizio e non per i tuoi fini personali.

Le cellule del tuo corpo, i muscoli del tuo braccio, pensano essi mai di
avere una volonta' od una intelligenza diverse dalle tue? No, essi non
conoscono volonta', ne' intelligenza al di fuori delle tue.

Cosi' ben presto comprenderai che sei soltanto una cellula del mio corpo,
che la volonta' non e' tua, ma mia, che la coscienza e l'intelligenza che tu
hai sono interamente mie e che non esiste quella persona che tu chiami te
stesso, ma solo una forma fisica contenente un cervello umano, che io creai
allo scopo di esprimere in materia un'idea, un certo aspetto della quale
posso esprimere meglio in quella forma particolare.

Forse e' ora difficile per te accettare tutto questo e puoi energicamente
protestare che non puo' essere, che ogni istinto della tua natura si ribella
contro questo cedere e subordinarsi ad un potere sconosciuto, quantunque
impersonale o divino. Ma non temere, e' solo la tua personalita' che si
ribella. Se tu continui a seguire e studiare le mie parole, tutto ti diverra
' chiaro, ed io schiudero' alla tua comprensione interna molte meravigliose
verita' che ora ti e' impossibile comprendere. Allora la tua anima si
rallegrera', e tu benedirai queste parole per il messaggio che recano.

LA CHIAVE

E' possibile che tu non sappia ancora che "Io sono", che tu non creda che
"Io sono" Te realmente e che "lo sono" in ugual modo tuo fratello e tua
sorella e che siete tutti parti di Me ed uno con Me. Tu puoi non riconoscere
che l'animo tuo e quello dei tuoi fratelli, le sole parti veramente
imperiture del tuo tu mortale, sono soltanto aspetti differenti di Me,
esprimentisi nella cosiddetta Natura. Cosi' pure puo' essere che tu non
comprenda, che tu ed i tuoi fratelli siete aspetti, od attributi, della mia
divina Natura, precisamente come la tua personalita' umana, con il suo
corpo, la sua mente ed il suo intelletto mortali, e' un aspetto della tua
natura umana.

No, tu non puoi ancora comprendere questo, ma io te ne parlo ora, perche' tu
possa conoscere i segni quando essi cominceranno ad apparire nella tua
coscienza, come certo appariranno. Ma per riconoscere questi segni, tu devi
studiare attentamente e meditare quanto segue e non passar oltre finche' tu
non abbia, almeno in parte, afferrato quel che io voglio dirti. Una volta
compreso bene il principio che io qui stabilisco, tutto il mio messaggio
diviene chiaro e comprensibile.

lo ti do' innanzi tutto la chiave con la quale aprirai ogni mistero, che ora
ti nasconde il segreto del mio Essere. Quando avrai imparato ad adoprarla,
questa chiave ti aprira' la porta di tutta la sapienza, di tutto il potere
nel Cielo e sulla Terra. Invero essa ti aprira' la porta del regno dei Cieli
e tu non avrai che da entrare, per divenire coscientemente uno con me.

Questa chiave e':"Pensare e' creare". Cio' puo' essere espresso cosi': Tu
sei come pensi nel tuo cuore. Fermati e medita su questo, affinche' si fissi
saldamente nella tua mente.

Un pensatore e' un creatore; egli vive in un mondo di propria cosciente
creazione. Quando tu sai come pensare puoi creare a volonta' qualunque cosa
tu voglia, sia un nuova personalita', sia un nuovo ambiente, sia un nuovo
mondo.

Vediamo se puoi afferrare alcune delle verita' nascoste e dominate da questa
chiave. Ti ho mostrato come tutta la coscienza sia una e come tale coscienza
sia al tempo stesso la tua, ed anche quella dell'animale, della pianta,
della pietra e della cellula invisibile.

Hai visto come questa coscienza sia retta dalla mia volonta', che unisce le
cellule invisibili, forma i vari organismi per l'espressione e l'uso dei
diversi "centri d'intelligenza", attraverso i quali io desidero esprimermi.
Ma non puoi ancora comprendere come tu possa dominare e dirigere la
coscienza delle cellule del tuo corpo e, piu' ancora, quelle degli altri
corpi, quantunque tu ed io ed essi siamo tutti uno in coscienza ed
intelligenza. Facendo bene attenzione a quanto segue, potrai riuscire a
comprenderlo.

Hai mai meditato che cosa sia la coscienza? Come essa paia essere uno stato
impersonale di attenzione, un'aspettazione di servire o di essere adoperata
da qualche potere latente in te e in intima relazione con te? E come molti
paiano essere il tipo più elevato di organismo contenente tale coscienza,
diretta ed usata da questo potere interiore? E che tal potere latente tanto
nella coscienza umana, quanto in ogni altra e' soltanto la mia volonta'?

Ti è stato detto che al principio io creai l'uomo "a mia immagine e
somiglianza"; che poi soffiai in lui l'alito di vita, e che egli divenne
un'anima vivente. Creando l'uomo a mia immagine e somiglianza, io creai un
organismo capace di esprimere tutta la mia Coscienza e la mia Volonta', il
mio Potere, la mia Intelligenza e tutto il mio Amore. Io lo feci perfetto
sin dal principio, modellandolo secondo la mia perfezione.

Quando io soffiai nell'organismo umano il mio alito, esso divenne vivo di
me, poiche', in quell'istante, io alitai in esso il mio volere; non
dall'esterno, ma dall'interno, dal Regno dei Cieli dove sempre lo sono.

E, d'allora in po,i io sempre respirai e vissi ed ebbi esistenza dentro
l'uomo, avendolo creato a mia immagine e somiglianza a questo scopo. Percio'
, dovunque sia l'uomo, lo sono; e qualunque cosa l'uomo faccia, o tu faccia,
sono lo che la faccio; e qualunque cosa tu dica o pensi, sono lo che dico e
penso attraverso il tuo organismo. Ti fu pure detto che quando l'uomo fu
cosi' compenetrato dal mio alito, gli fu dato il dominio su tutti i regni
della Terra. II che significa che egli fu fatto signore della terra, del
mare, dell'aria e degli eteri e che tutti gli esseri viventi in tutti questi
regni rendevano omaggio a lui ed erano soggetti al suo volere. Naturalmente
era cosi', poiche' io, dentro la coscienza umana e dentro tutte le
coscienze, manifesto continuamente il mio volere; ed io, il signore e
regolatore dell'organismo dell'uomo, sono pure signore e regolatore di tutti
gli organismi in cui dimora la coscienza. E poiche' tutta la coscienza e'
mia coscienza e dimora dovunque e' vita e poiche' non v'è sostanza in cui
non sia vita, la mia coscienza dev'essere in ogni cosa: nella terra, nell'
acqua, nell'aria e nel fuoco; e deve, percio', riempire tutto Infatti essa e
' spazio, o cio' che l'uomo chiama spazio.

La Mia Volonta', essendo il potere latente in tutta la coscienza, deve
estendersi dappertutto; quindi, la volonta' dell'uomo, che e' solo una
focalizzazione della mia volonta', deve pure estendersi dappertutto; e,
percio', la coscienza di tutti gli organismi, il tuo compreso, e' soggetta
al dominio ed alla direzione dell'uomo. Occorre soltanto che egli realizzi
coscientemente che io, il Se' imperante dentro di lui, di continuo dirigo,
domino ed uso la coscienza di tutti gli organismi, ogni momento, in ogni
giorno della loro vita. Ed io faccio questo per mezzo del suo pensiero; io
lo faccio per mezzo dell'organismo dell'uomo. Egli crede di pensare; ma sono
io, il suo Se' reale, che penso per mezzo del suo organismo. E per mezzo
dell'atto di pensare io compio tutto cio' che compie l'uomo e faccio
dell'uomo e del suo mondo cio' che sono.

Non importa che l'uomo ed il suo mondo non siano cio' che egli suppone. Essi
sono precisamente come io li ho creati per il mio scopo.

Ma tu dirai: se e' sempre questo solo "lo" che pensa, l'uomo non pensa e non
puo' pensare. Si', questo sembra un mistero, ma ti sara' svelato, se tu
osserverai attentamente quanto segue; poiche' io insegno ora a te, uomo,
come "pensare".

VI°

< Pensare è creare >
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Ho detto che l'uomo non pensa; che sono io dentro di lui, che penso; ho anche detto che l'uomo crede di pensare. Siccome questo è, in apparenza, una contraddizione, io ti mostrerò che l'uomo normalmente non pensa, più che non faccia ogni altra cosa ch'egli supponga di fare. Poiché io, dentro di lui, faccio tutto ciò che egli fa; ma lo faccio necessariamente per mezzo del suo organismo, della sua personalità, del suo corpo, della sua mente e della sua anima.

Cercherò ora di farti comprendere come ciò possa essere.

Ricorda prima di tutto che io ti feci a mia immagine e somiglianza e che ho il mio Essere dentro di te. Ma questo non lo credi ancora. Tu credi che io, Dio, sia in qualche luogo fuori di te: che noi siamo separati. Inoltre, ciò che tu fai quando credi di pensare non è realmente «pensare» perché non è un pensare cosciente, essendo tu inconscio di me, l'ispiratore, il dirigente di ogni idea, di ogni pensiero che entra nella tua mente. Ancora, essendo io in te e tu fatto a mia immagine e somiglianza, e possedendo quindi tutte le mie facoltà, tu puoi pensare; ma non essendo conscio del fatto che pensare è creare e che pensando tu adoperi uno dei miei divini poteri, tu hai bensì pensato durante tutta la vita, ma hai pensato male, cioè hai pensato ciò che tu chiameresti l'errore. Questo pensare erroneamente ti ha sempre più separato da me, pur adempiendo il mio piano, che più innanzi ti sarà manifesto.

La prova di questo è che tu credi di essere separato da me e di vivere in un mondo materiale; che il tuo corpo di carne produca e accolga il piacere e il dolore e che nel mondo si manifesti una cattiva influenza, chiamata Demonio, la quale si opponga alla mia volontà.

E così è per te, poiché tutto è, per l'uomo, come egli pensa o crede che sia. E sono pure io che ho fatto apparire all'uomo tutto ciò, come se fosse ciò che egli pensa che sia. Anche questo in vista del mio intento e per adempiere la legge del creare.

Infatti, se tu credi che una cosa sia in un certo modo, non è essa, per te, realmente così? Se una cosa ti sembra reale, sia essa una gioia o un dolore, un disturbo o un cruccio, o qualunque altra cosa, condizione o esperienza, non è essa reale per te solo perché il tuo pensarla e crederla tale la fa tale per te? Ma essa sembra reale soltanto a te: altri possono pensarla del tutto differente, non è vero?

E se è così, allora il tuo corpo, la tua personalità, il tuo carattere, il tuo ambiente, il tuo mondo, sono come appaiono a te solo perché tu li hai pensati tali. Tu puoi quindi cambiarli col medesimo processo, se non ti piacciono, non è vero? E tu puoi farli comunque tu voglia, pensandoli tali.

Ma tu domandi: come si può realmente pensare, coscientemente pensare, in modo da produrre questo cambiamento?
Sappi innanzitutto che io, il tuo Sé reale, ho espressamente attirato la tua attenzione su queste cose che ora ti dispiacciono e che te le lascio pensare quali esse ora ti sembrano.

Io, io solo preparo così la tua mente umana in modo che quando tu ti volgerai interiormente a me con fede durevole, possa renderti capace di comprendere e manifestare esteriormente la realtà delle cose che ora ti sembrano così poco soddisfacenti. Poiché io ti porto tutto ciò che, con la sua apparenza esterna, può attrarre o allettare la tua mente umana e spingerla innanzi nella sua ricerca terrena, allo scopo di istruirti intorno alla illusorietà di tutte le apparenze materiali e alla fallibilità d'ogni giudizio umano: cosicché tu ti volga finalmente a me, dentro, alla mia sapienza, come Una e unica interprete e guida.

E quando tu ti sia così volto a me dentro, io aprirò i tuoi occhi e ti farò vedere che l'unico modo di provocare questo cambiamento nel pensare è di mutare prima il tuo atteggiamento verso tutte queste cose che ora tu pensi non siano quel che dovrebbero essere; cioè, se esse non sono soddisfacenti o ti sembrano biasimevoli e ti toccano al punto da recarti dolore o disturbo della mente, ebbene, cessa di pensare che esse possano addolorarti o disturbarti.

Chi è, insomma, il padrone? Il tuo corpo, la tua mente? Oppure Tu, l'Io sono interiore? Allora perché non mostrare che tu sei il padrone, pensando le vere cose che l'Io sono dentro di te desidera che tu pensi?

Tutte le cose influiscono su di te solo in quanto tu le pensi e dai loro il potere di turbarti o tediarti. Se tu cessi di pensare che esse abbiano questo potere, ti volgi dentro a me e mi permetti di dirigere il tuo pensiero, esse spariranno immediatamente dalla tua coscienza e si dissolveranno nel nulla, da cui tu, pensandole, le hai tratte. Quando tu sarai disposto a fare questo, solo allora sarai pronto a riconoscere la verità e, per mezzo di un pensare cosciente diretto da me, a creare al loro posto le cose vere e permanenti che io, dentro, desidero che tu crei.

Allora, quando tu saprai distinguere il vero dal falso, il reale dall'apparente, il tuo pensiero cosciente sarà tanto potente da creare tutto ciò che desideri, come lo è stato il tuo pensiero inconscio nel creare in passato quelle cose che tu, un tempo, desiderasti e che ora trovi odiose. Poiché fu per il tuo pensiero inconscio, o per il tuo pensare senza aver coscienza del dominio che i tuoi desideri esercitavano sui tuoi poteri creativi, che il tuo mondo e la tua vita sono ora ciò che tu qualche volta in passato desiderasti che fossero.

Hai tu studiato e analizzato mai il processo con cui lavora la tua mente quando le appare una nuova idea fertile di possibilità? Hai notato la relazione che il desiderio ha con quell'idea e come pensandola essa alfine si realizzi?
Studiamo questa relazione, questo processo. Prima di tutto c'è sempre un'idea, non considerando adesso la necessità o l'occasione per cui essa è apparsa. E non importa di dove essa venga, se di dentro o di fuori: poiché in ogni modo sono io che l'ispiro e faccio sì ch'essa impressioni la tua coscienza in quel particolare momento. Poi, precisamente nella misura in cui tu ti concentri su di essa, arrestando tutte le attività della tua mente ed eliminando tutte le altre idee e pensieri dalla tua coscienza, in modo che questa possa avere pieno impero su tale idea, io illumino la tua mente e faccio svolgere dinanzi a essa i vari aspetti, le varie possibilità ch'essa contiene.

Tutto ciò ha luogo, fino a questo punto, senza il concorso della tua volontà, tranne che nel mettere a fuoco, nel concentrare la tua attenzione su quell'idea. Ma una volta che io ho dato alla tua mente umana una prospettiva delle sue possibilità e ho attirato a essa il tuo interesse, allora diviene responsabile la tua personalità: allora essa deve assumere il suo compito, poiché come io creai e generai quell'idea, così nell'atto stesso io generai in essa il potere di creare e generare il desiderio, desiderio di portare a manifestazione esterna tutte le possibilità dell'idea stessa. Il desiderio, quindi, diviene l'agente mortale della mia Volontà e fornisce la forza motrice; precisamente come la personalità umana è lo strumento mortale adoperato per costringere e mettere a fuoco quel potere. Nasce per prima, quindi, l'idea nella mente, poi sorge il desiderio di realizzarla. Questo per ciò che concerne la relazione. Veniamo ora al processo di realizzazione.

A seconda della precisione con cui la mente afferra l'immagine dell'idea e nella misura con cui l'idea possiede la personalità, procede nell'opera sua il potere creativo, sotto l'impulso del desiderio. E fa questo costringendo la mente mortale a pensare o immaginare o, in altre parole, a costruire forme mentali in cui io posso, come in un vuoto, riversare la forza vitale, elementare, impersonale dell'idea, che subito comincia a realizzarsi, prima dirigendo e dominando la coscienza e tutte le attività della mente e del corpo, e di tutte le menti e di tutti i corpi che sono in relazione con essa stessa, e poi attraendo, guidando, modellando le cose e gli eventi in modo che prima o poi quell'idea possa avere definita e tangibile manifestazione.

Così ogni cosa, ogni condizione, ogni evento, furono prima un'idea nella mente.

Pensa questo e fa tu stesso la prova. Prendi un'idea qualunque e seguila attraverso tutto il processo, dal suo primo apparire alla sua realizzazione: oppure prendi un atto qualunque da te compiuto, una tua opera d'arte, una tua invenzione o qualunque cosa o condizione ora esistente e risali alle sue origini, all'idea prima da cui partì. Questo è il processo di ogni vero pensare e quindi di tutta la creazione.

In altre parole, tu hai ora e hai sempre avuto, per mezzo del potere del pensiero, il dominio su tutti i regni della Terra. Se solo tu lo sapessi, tu hai, ora, in questo momento, solo da pensare o proferire parola e la coscienza aspettante di tutte le cellule invisibili di tutta la materia su cui si concentrano la tua volontà e la tua attenzione, cominceranno a obbedire immediatamente e ad agire a seconda dell'immagine o dei piani che tu hai preparato pensandoli.
Una volta che tu sei persuaso di questo e che sai che la coscienza dell'Io sono in te è una con la coscienza di tutta la materia animata e inanimata, e che la sua volontà è una con la tua, che è la mia volontà, allora tu comincerai a conoscere e sentire me dentro e riconoscerai il potere e lo splendore della mia idea, che esprime eternamente se stessa, impersonalmente per mezzo tuo.
Ma prima è assolutamente necessario che tu impari a pensare, a distinguere i tuoi pensieri, quelli diretti da me, dentro, dai pensieri degli altri, a rintracciare fino alla loro origine la sorgente dei pensieri, a bandire dalla tua coscienza quelli che non sono desiderabili e, finalmente, a dominare e utilizzare i tuoi desideri in modo che essi servano sempre te, invece di renderti loro schiavo.

Tu hai in te tutte le possibilità: poiché io sono in te. La mia idea deve esprimersi per mezzo tuo. Essa si esprimerà perfettamente se tu lo permetterai: se tu calmerai la tua mente umana, se metterai da parte le tue idee, credenze e opinioni personali e la lascerai fluire dall'esterno. Tu non hai che da volgerti dentro, a me, e lasciarmi dirigere il tuo pensiero, lasciarmi esprimere qualunque cosa io voglia, accettando personalmente e facendo ciò che io desidero che tu faccia. Allora nella tua vita ci sarà una grande armonia, il tuo mondo diverrà un paradiso e tu stesso diverrai uno con me.
Quando tu avrai cominciato a realizzare tutto ciò e avrai avuto un barlume del suo intimo significato, sarai pronto ad afferrare il valore di quanto segue.

VII°

< La Parola >

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Prendiamo ora la chiave e vediamo come il piano e il processo ora descritti siano quelli con cui il mondo venne all'esistenza e come la terra e tutto quanto essa contiene, compresi te e i tuoi fratelli, non siate che manifestazioni esterne di un'idea, della mia Idea, che ora viene pensata in espressione di vita.



Sappi innanzitutto che io, il Creatore, sono il Pensatore originario, l'Uno e l'Unico pensatore. Come è stato detto prima, l'uomo non pensa. Sono io che penso per mezzo del suo organismo. L'uomo crede di pensare, ma prima d'essersi svegliato alla realizzazione di me dentro, egli non fa che prendere i pensieri che attraggo a lui o ispiro alla sua mente. Ingannandosi intorno al loro reale significato e al loro scopo, egli costruisce su di essi un edificio personale e, con i desideri egoistici così suscitati, crea da se stesso tutti i suoi affanni, tutti i suoi guai.



Ma tutti questi apparenti errori, questi concetti falsi, questi intralci, sono in realtà soltanto ostacoli che io metto sulla sua strada perché li superi e perché, appunto nello sforzo di superarli, egli sviluppi alfine un corpo e una mente forti e capaci di esprimere perfettamente e coscientemente questa mia idea, che agisce eternamente nella sua anima.



L'uomo è dunque soltanto l'organismo che io preparo per potere, attraverso dì esso, manifestare la perfezione della mia idea. Egli fornisce la personalità, con il suo corpo, la sua mente e il suo intelletto, per mezzo dei quali io posso esprimere questa idea, e il cervello fisico con cui io posso pensarla in manifestazione esterna.



Io semino nel cervello umano un'idea qualsiasi ed essa cresce, si sviluppa e giunge a completa maturazione e fruttificazione esterna; ma non finché l'uomo non sia divenuto capace di non attaccare più nulla di personale all'idea che gli ho ispirato e che esprimo per mezzo suo; non finché egli non abbia completamente abbandonato a me la sua personalità. Io semino ora nel tuo cervello un'idea. Possa essa crescere e svilupparsi e maturare nella splendida messe di sapienza che ti aspetta; ma tu devi lasciare che io diriga il suo sviluppo e la sua espressione attraverso di te.



In una delle altre mie rivelazioni, chiamata Bibbia, si parla molto della Parola; ma ben pochi, anche tra i più dotti studiosi della Bibbia, comprendono chiaramente ciò che intendo.



È detto che: «In principio era il Verbo, il Verbo era con Dio e il Verbo era Dio». Così era in principio riguardo a Dio. Tutte le cose furono fatte da lui e senza di lui nessuna cosa fu fatta. Tu imparerai ora qui come la mia Parola era in principio, come essa era con me e come essa era io, me stesso; come tutte le cose furono fatte da me e dalla mia Parola e che senza di me e della mia Parola nulla di quanto esiste è stato fatto.



Orbene, la parola, secondo l'intelletto umano, è simbolo di un'idea, vale a dire rappresenta, dà corpo, esprime un'idea.

Tu, vedi, sei una Parola, il simbolo di un'idea. Così un diamante, una violetta, un cavallo. Se tu sei capace di scorgere l'idea dietro il simbolo, tu conosci l'anima, ovvero la realtà della manifestazione che appare come un uomo, un diamante, una violetta, un cavallo. Quindi Parola, nella precedente citazione, significa Idea; un'idea latente, non manifestata, che aspetta di essere espressa o pensata in una forma o in un'altra.



La Parola che era in principio e che era con me, era quindi non solo un'idea, ma la mia idea di me stesso in espressione in un nuovo stato e condizione che tu chiami vita terrena.



Questa idea era Io, perché era parte di me, essendo ancora latente e immanifesta dentro di me, poiché era la sostanza, essenza del mio Essere, che è esso stesso un'idea, l'Idea Una, originaria.



Tutte le cose furono fatte da me per mezzo dell'azione vitalizzante di questa mia Idea, pensata in espressione; nulla nella vita terrena fu o potrà mai essere espresso senza avere la mia Idea come causa prima e fondamentale, come principio del suo essere.



Questa mia idea è ora in processo di sviluppo, ossia d'essere pensata in espressione esterna; alcuni chiamano evoluzione questo processo. Precisamente come prima spunta il germoglio dal tronco e poi si forma il bocciolo, poi si schiude il fiore, obbedendo all'impulso di esprimere la mia idea celata dentro la sua anima, precisamente così io svilupperò tutti i miei strumenti d'espressione i quali, finalmente riuniti insieme, rappresenteranno completamente la mia Idea, esprimendola dalle loro anime nello splendore della sua perfezione.



Al presente questi strumenti sono di tal natura che per esprimere la mia idea richiedono molte lingue, molti tipi, dal più semplice al più complesso, e composti di un numero quasi infinito di parole. Ma quando io avrò completamente esternato la mia Idea, cioè avrò perfezionato i miei molti strumenti d'espressione, allora la mia Idea splenderà in ogni parola, ognuna essendo infatti una parte o un aspetto perfetto della mia Idea, tutte scelte e disposte in modo da essere realmente una sola parola, irradiante la sublime intelligenza del mio intento. Allora le lingue si saranno mescolate e fuse in un solo linguaggio, tutte le parole in una Parola, poiché tutti gli strumenti saranno divenuti carne e tutta la carne sarà divenuta Una carne, cioè lo strumento perfetto per la completa espressione della mia Idea in una Parola.



Allora la mia Idea, avendo possibilità di venire espressa da quelle perfette parole, splenderà attraverso i suoi strumenti di espressione, attraverso le personalità, i loro corpi, le loro menti, i loro intelletti; e la Parola sarà divenuta carne, cioè sarà carne.



Il che significa che tutte le parole per mezzo del potere rigenerante della mia Idea, avranno evoluto attraverso la carne, trasmutandola, spiritualizzandola e rendendola così pura e trasparente che la personalità non avrà più in sé nulla di terreno che possa impedirne l'espressione impersonale; quindi il mio Intento potrà irradiare perfettamente e divenire del tutto manifesto, amalgamando così di nuovo tutte le parole e tutta la carne in Una Parola. La Parola che era in principio e che ora splende attraverso tutta la carne creata come il Sole di Gloria.



Questo è il piano e lo scopo della mia Creazione e di tutte le cose manifeste.



Un barlume del processo della mia Creazione, ossia del pensare la mia Idea di me stesso in espressione terrena, sarà data da quanto segue.

VIII°

                                   < La mia Idea >

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Ti è stato detto che la Terra, e tutte le cose che le appartengono, sono
soltanto la manifestazione esterna della mia Idea che è ora in processo
d'essere pensata in perfetta espressione. Ti è stato mostrato che la mia
Idea è responsabile di tutte le cose create e che Essa è la causa e la
ragione di tutte le manifestazioni, tu e i tuoi simili compresi, poiché
tutte sono state pensate in esistenza da me, il Pensatore e Creatore
originario, l'Uno.

Rintracceremo ora il corso di quell'idea dal principio, attraverso i suoi
vari stadi di espressione terrena, e così pure il processo del mio pensare
quell'idea nel suo presente stato di manifestazione.

Se tu considererai attentamente quanto segue e permetterai a me, dentro, di
dirigere la tua meditazione sopra il suo intimo significato, ti apparirà non
solo il metodo per creare col pensiero qualunque cosa tu desideri creare, ma
anche in che modo tu venisti in esistenza e sei giunto al tuo stato presente
di manifestazione.
In principio, quando, dopo un giorno di riposo durato eoni incalcolabili,
all'alba di un nuovo giorno cosmico, la coscienza del mondo si svegliava
appena, e regnava ancora la calma della notte cosmica, Io, il Pensatore,
concepii la mia Idea.

Questa idea di me stesso, in manifestazione in una nuova condizione chiamata
espressione terrestre, io la vidi completamente raffigurata nello specchio
della mia mente onnisciente. In questo specchio vidi la terra reale
splendere, irradiare luminosa nel cosmo, una sfera perfetta, dove tutte le
infinite fasi, attributi e poteri della mia divina natura trovavano perfetta
espressione attraverso l'opera di Angeli di luce, messaggeri viventi della
mia Volontà, mia Parola nella carne, come è nel mondo Celeste dell'Eterno.

Tutto ciò io vidi rispecchiato nella mia mente onniveggente e onnisciente,
che poteva solo vedere e riflettere l'anima delle cose, ossia la loro
Realtà. Quindi ciò che io vidi raffigurato nella mia mente era la terra
reale, il suo «principio», la sua concezione in esistenza cosmica.

Ora, la mia coscienza è l'intima essenza di tutto lo Spazio di tutta la
Vita. Essa è la sostanza reale della mia Mente che tutto include e tutto
pervade, il cui centro informatore e vitalizzante è dappertutto e i cui
limiti e la cui circonferenza non sono in alcun luogo. Solo nel regno della
mia mente io vivo, muovo e ho il mio Essere. Essa contiene e riempie tutte
le cose, e ogni sua vibrazione e manifestazione non è che l'espressione di
qualche fase o aspetto del mio Essere.

Essere è espressione. Non si può immaginare esistenza senza espressione.
Quindi io, tutto ciò che è, sto continuamente esprimendomi.

Esprimendo che cosa? Ma se io sono tutto ciò che è, che cos'altro potrei
esprimere se non me stesso?

Tu non puoi ancora vedere o comprendere me, ma puoi comprendere quando
t'ispiro un'Idea. Quindi, se io Sono tutto ciò che esiste, quell'Idea che è
diretta da me dev'essere una parte, un aspetto di me stesso in esistenza,
cioè in espressione.

Qualunque idea, una volta nata nel regno della mia mente, diviene
immediatamente, come ti ho mostrato, una realtà, poiché nell'eternità del
mio Essere il tempo non esiste. In te, però, l'idea crea prima il
desiderio, il desiderio di esprimere quell'Idea; poi il desiderio obbliga a
pensare; il pensiero promuove l'azione e l'azione produce risultati, cioè
l'Idea in effettiva manifestazione esterna.

Ma io non ho desideri, perché io sono tutte le cose, e tutte le cose vengono
da me. Io non ho che da pensare per produrre risultati. Pure quel
desiderio che tu senti viene da me, perché è nato dalla mia Idea, che io
seminai nella tua mente solo perché potesse manifestarsi per mezzo tuo.
Invero qualunque cosa tu desideri è solo la mia idea che preme in te per
esternarsi.

Ciò che in me ti potrebbe sembrare un desiderio di esprimersi, è solo la
necessità della mia Idea di me stesso di Essere, cioè d'esprimere se stessa.
Perciò, ogni vero desiderio tu senta, esso deve necessariamente, una volta o
l'altra e in qualche modo, essere adempiuto.

Ciò che nelle personalità umane è chiamato desiderio, non è che l'azione
necessaria della mia volontà, che spinge la mia Idea a esprimersi in
manifestazione esterna, cioè in esistenza.

Ma siccome io non ho desiderio e sono tutte le cose, una volta che
quest'idea di esprimermi in questa nuova condizione fu nata, io non ebbi che
da pensare, cioè concentrare, mettere a fuoco la mia volontà sulla mia idea,
ossia, com'è detto nell'altra mia rivelazione, proferire la Parola creativa,
e subito le Forze cosmiche del mio Essere, messe in moto dalla
concentrazione della mia volontà, procedettero a raccogliere gli elementi
necessari dall'eterna riserva della mia mente e, con la mia idea quale
nucleo, plasmarono, combinarono e modellarono intorno a essa questi elementi
in ciò che si chiama la forma-pensiero di un pianeta, riempiendola con la
mia sostanza di Vita, la mia coscienza, e dotandola di tutte le potenzialità
del mio Essere.

Ma, questo atto di pensare, produsse solo la forma pensiero vitalizzata di
un pianeta e la sua manifestazione era solo in uno stato nebuloso nel regno
del pensiero.
Dalla forma-pensiero, il potere vivificante interno dell'idea, con la mia
volontà localizzata su di essa, procedettero a plasmare, formare e, a poco a
poco, a solidificare in forma materiale i vari elementi della sostanza del
pensiero, finché la mia idea apparve in manifestazione nel mondo delle forme
visibili come il pianeta chiamato Terra, uno strumento pronto a essere
espressione vivente e ora capace di contenermi e di esprimermi. Questo fu il
corpo materiale preparato dal mio pensiero e nel quale già stava latente
tutta la natura potenziale del mio Essere, in forza del potere formativo
della mia idea interna.

Lo stadio, seguente fu lo sviluppo e la preparazione degli strumenti, per
mezzo dei quali io potessi esprimere in molteplici aspetti le possibilità e
i poteri della mia Idea. I regni minerale, vegetale e animale segnarono suc
cessivamente il processo di questa manifestazione e svilupparono, volta a
volta, stati di coscienza sempre più alti e complessi, i quali mi permisero
di esprimere sempre più chiaramente gli infiniti aspetti e varietà della mia
natura.

Fu a questo punto che, come è detto nell'altra mia rivelazione, io guardai
la mia creazione e vidi che era buona.

Ma restava ancora l'ultimo e culminante mezzo d'espressione.

Fino a questo punto, mentre ogni strumento o mezzo di espressione esprimeva
perfettamente qualche aspetto della mia Natura, tutti però erano inconsci di
me ed erano mezzi di espressione solo come un filo conduttore lo è per il
calore, per la luce, per l'energia. Erano mature ormai le condizioni per la
creazione di un mezzo attraverso il quale i miei divini attributi potessero
trovare espressione cosciente, cosciente non solo della loro relazione con
me, ma anche della loro capacità e potere di esprimere la mia idea.

In quel momento tu e i tuoi fratelli nasceste all'esistenza nel tempo quali
espressioni umane, venendo in manifestazione, come gli altri strumenti, in
risposta al mio pensiero concentrato in cui io vedevo tutta l'infinita
varietà dei miei attributi realmente espressi in forme entitizzate ed
esprimenti ciascuna particolarmente qualche aspetto del mio Essere, e
ciascuna conscia di me, suo Pensatore ed Espressore.

Io vedevo te in espressione perfetta come ti vedo ora, Tu reale, un
attributo di me stesso, perfetto. Poiché in realtà tu sei un angelo di
luce, uno dei raggi del mio pensiero, un attributo del mio Essere, involuto
in condizioni terrene, con nessun altro scopo (che non è affatto uno scopo,
ma una necessità del mio Essere) tranne quello di essere l'espressione
ultima e completa della mia Idea.

Nell'Eterno non vi è tempo, né spazio, né individualità ed è solo per il
fenomeno del pensiero, nato dalla matrice della mente nel mondo della
materia, che sorgono le illusioni del tempo, dello spazio e
dell'individualità e che il pensiero, cioè la Creatura, consegue la
coscienza della separazione dal suo pensatore o creatore.

Così nacque in te la prima tendenza a pensarti separato da me. Ma la
completa coscienza della separazione non avvenne che molto tempo dopo.

In principio, quando tu entrasti così dapprima in espressione terrena,
obbedendo all'impulso che io avevo emanato per mezzo del mio pensiero
concentrato, tu, uno dei miei attributi, ti circondasti, ti rivestisti della
mia idea di me stesso in espressione, quale il particolare attributo che tu
rappresentavi, essendo tu la forza animatrice di quell'idea. In altre
parole, la mia idea di me stesso esprimentesi come quel particolare
attributo, divenne allora l'anima della tua particolare espressione. Ma
quell'idea o anima non è te, ricordalo, poiché tu sei una parte di me,
essendo me stesso in espressione, per mezzo di quel particolare attributo.
Una volta che la mia idea ebbe rivestito il tuo sé, essa, per la necessità
del suo essere, incominciò immediatamente ad attrarre a se stessa la
sostanza-pensiero necessaria all'espressione di quel particolare attributo e
a modellarla e costruirla a mia immagine e somiglianza. Essa divenne così
un sacro tempio, pieno della mia vivente presenza, poiché abitato da te, uno
dei miei divini attributi. Questo tempio, fatto a mia immagine e
somiglianza, composto dalla mia sostanza-pensiero, circondante e rivestente
la mia idea, è conseguentemente il tuo corpo reale. Esso è indistruttibile,
immortale, perfetto. Esso, il mio pensiero proiettato contenente la mia
essenza vivente, aspetta il tempo in cui potrà esprimersi esteriormente e
assumere forma materiale.

Dunque:
Primo: Io sono che si esprime come tu, uno dei miei divini attributi.

Secondo: la mia idea di te, uno dei miei attributi esprimentesi in
condizioni terrene, ossia la tua anima.

Terzo: il mio pensiero immaginato di Te, formante il Tempio della
Tua anima, ossia il corpo della Tua anima in cui Tu dimori.

Questi tre formano la parte divina o impersonale di te, l'immortale Trinità,
tu, il mio pensiero latente, già completamente formulato, plasmato a mia
immagine e somiglianza, ma non ancora vivificato e quindi privo di
collegamento con la personalità umana, che non è ancora nata.

Manca il IX°

 

- Il Bene e il Male -

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IL BENE ED IL MALE

Nel Giardino dell'Eden dove tu dimoravi prima d'intraprendere la tua
missione terrena, cresceva un albero il cui frutto e' chiamato della
Conoscenza del Bene e del Male. Durante la tua dimora in quel giardino
dell'Eden tu eri completamente impersonale, perche' non avevi ancora gustato
quel frutto.

Ma una volta ceduto al desiderio, che e' l'agente terreno della mia volonta'
e il cui compito principale e' appunto quello di indurti a gustare quel
frutto, tu, appena mangiatolo, cadesti, ossia fosti costretto ad uscire dal
tuo stato edenico (come il pulcino dal guscio e la rosa dal bocciolo) e ti
trovasti immerso in condizioni del tutto nuove e strane; poiche' invece
d'aver dominio sui regni inferiori e di ricevere da esso quanto ti
occorreva, ti trovasti a dover coltivare il suolo per ridurlo a produrre; a
dover insomma guadagnare il pane col sudore della tua fronte. Ma, avendo
assunto questa missione terrena, era necessario che tu entrassi pienamente
nelle condizioni della vita terrena, allo scopo di sviluppare una mente e
perfezionare un corpo capace di esprimere la mia Idea sulla Terra; ragione e
causa reali della tua entrata in tali condizioni.

Essendo caduto, o meglio, uscito dal tuo stato impersonale edenico e
permettendo ora al desiderio di guidarli, tu non eri più capace di vedere la
realta' dell'anima delle cose, poiche' avevi rivestito un corpo fisico, un
involucro terrestre, con un cervello umano che, influenzato dal desiderio,
agiva come un velo sulla coscienza della tua anima, ottenebrava la tua vista
e velava la tua mente, in modo che la luce della Verita' non poteva
penetrarvi ed ogni cosa era colorata e distorta alla tua umana comprensione.

E vedevi tutte le cose confusamente come attraverso una nebbia, che
t'impediva di vederle nella loro realta'; tu le vedevi solo nella loro
nebulosa apparenza, che pero' a te sembrava la loro realta'. Cosi' avveniva
per tutte le cose che vedevi mediante i tuoi occhi fisici, cose animate ed
inanimate; per tutto quanto tu concepivi nella tua mente umana, perfino per
il tuo se' e per gli altri se' che ti circondavano.

Non scorgendo piu' l'anima delle cose, ma soltanto la loro offuscata
apparenza, tu venisti a pensare che quelle ombre fossero la vera sostanza e
che il mondo intorno a te fosse composto e pieno di tale sostanza. Ma quella
nebbia era solo effetto della luce della verita' che non poteva penetrare
attraverso la tua mente umana, il cui intelletto, come una lente imperfetta,
distorceva ogni cosa e la faceva apparire reale.

Orbene, l'intelletto e' una creatura del desiderio e completamente dominata
da esso e non e', come altri suppongono, una facolta' dell'anima. In altre
parole, quella nebbia era la torbida lente del tuo intelletto umano che,
perche' dominato dal desiderio, rifletteva e faceva interpretare falsamente
alla tua coscienza ogni immagine, idea o impulso che io ispirassi
dall'interno, o attirassi dell'esterno, durante il processo del risveglio
che operavo nella tua coscienza, al riconoscimento della mia Idea interna
sempre incalzante per esprimersi esteriormente. Tutto cio' io facevo
appositamente, per mezzo del desiderio, per condurti coscientemente nel
cuore delle condizioni terrene.

Mentre questa falsa visione, ispirata dal desiderio, cagionava molti errori,
molto travaglio e molta sofferenza, tu, a poco a poco, perdevi la fiducia
nel tuo vero Sé, in me, l'Uno Impersonale interno. Mi dimenticavi insomma e
coi'ì non sapevi piu' dove rivolgerti nella tua impotenza; eppure, se tu non
avessi perduto la memoria del tuo stato divino e concentrata tutta la tua
coscienza in queste condizioni terrene, io non avrei potuto sviluppare la
tua mente, la tua volonta' umana, tutte le tue facoltà e fornire al tuo
corpo umano la forza ed i poteri che mi avrebbero permesso di esprimere perf
ettamente sulla Terra la mia Idea divina. E cio' doveva essere.

Cosi', attraverso i tuoi errori, le tue pene, le tue sofferenze, il
desiderio di alleviarle fece sorgere nella tua mente l'idea del Male e
quando queste pene non esistevano piu' esso ispiro' l'idea del Bene. E a
tutte le apparenze di cose e condizioni tu attribuisti le qualita' del Bene
e del Male, nella misura in cui soddisfacevano o meno il tuo desiderio, il
mio agente, il mio se' umano, ossia te, nella tua personalita' umana.

Ma tutte queste condizioni ed esperienze in cui tu entravi, che chiamavi
Bene se ti piacevano e Male se ti spiacevano, erano soltanto incidenti
creati dal desiderio per suscitare in te certe facolta' dell'anima che ti
avrebbero reso capace di riconoscere la verita' che lo, dentro, desideravo
in quel momento imprimere sulla tua coscienza.

II Male (apparente) era l'aspetto positivo del frutto dell'albero, che
sempre ti allettava, col suo bell'aspetto e con la dolcezza del primo
assaggio, a mangiare e godere fino alla sazieta', o finche' i suoi effetti
dannosi si manifestassero e divenissero una maledizione, apportatrice del
disinganno che serviva a farti tornare pieno di umiliazione a me, il tuo
vero Se', che per mezzo della nuova coscienza, cosi' risvegliata, poteva
allora estrarre l'essenza del frutto ed incorporarla nella sostanza e nel
tessuto dell'anima.

Il Bene (apparente) era l'aspetto negativo del frutto, venuto ad espressione
mediante il tuo riconoscimento e la tua obbedienza al suo impulso e che ora
ti permetteva di godere i suoi felici effetti naturali e di ricevere i
benefici esterni della mia guida e della mia ispirazione piene d'amore.

Ma questo " tu", che era condotto dal desiderio attraverso tutte queste
esperienze, era soltanto la tua personalita' umana, che il Tu reale
sviluppava e preparava perche' potesse divenire uno strumento perfetto per
il tuo uso nell'esprimere la mia idea, che sempre cerca di manifestare nella
carne la sua perfezione.

Tu facesti tutto cio', non solo costringendo la tua personalita' umana a
mangiare il frutto del cosiddetto albero della scienza del Bene e del Male,
ma a vivere di esso, finche' non avessi veduto e conosciuto il cosidetto
Male, e vivendo con esso tu non avessi scoperto in lui il germe del
cosiddetto Bene e, raccoltolo e sollevatolo, non lo avessi rovesciato
dall'altro lato; in modo che da allora in poi tu sapessi che Bene e Male non
hanno esistenza reale e sono soltanto termini relativi che descrivono
condizioni esterne, guardate da differenti punti di vista; ossia aspetti
esteriori differenti di una verita' centrale, interna; la cui realta' e'
appunto cio' che tu cerchi di conoscere, di essere, di esprimere.

Cosi', durante le ultime eta' tu hai, per cosi' dire, gettato via, ad uno ad
uno, gli strati della tua coscienza umana, dissipando la nebbia ed il
miraggio creato dall'intelletto intorno alla tua mente; soggiogando,
spiritualizzando e quindi rischiarando, l'intelletto stesso; finche' ora tu
cominci ad afferrare, per mezzo degli altri strati sempre piu' sottili,
qualche barlume di Me, l'unica grande Realta', dentro tutte le cose.

Ma tu, l'Onnisciente, L'Impersonale "Io Sono" di te, ha fatto coscientemente
ed intenzionalmente tutto questo, non allo scopo di acquistare la sola
conoscenza delle condizioni e delle cose terrene, come il tuo intelletto ha
proclamato a voce cosi' alta e con tanta autorita', ma perche' tu potessi
raccogliere cio' che avevi seminato nelle remote eta' del passato e
manifestare sulla Terra la mia perfetta Idea, come tu la manifesti anche ora
nello stato impersonale, nella tua casa celeste.

E tu, ricordalo, sei il grande lo Impersonale che fa tutto cio', che muta
continuamente l'apparenza esterna, ma che dentro e' eternamente lo stesso.

L'infinito succedersi delle stagioni, la Primavera, col suo affaccendato
seminare; l'Estate, con la sua calda maturazione; l'Autunno, con la sua
opulenta raccolta; l'Inverno, con la sua fredda, tranquilla abbondanza, anno
per anno, vita dopo vita, succedentisi durante secoli ed epoche
innumerevoli, sono soltanto l'ispirazione e l'espirazione del respiro della
mia Idea, attraverso la Terra; e te, mio attributo, e tutti gli altri miei
attributi, durante il processo di manifestazione del mio sacro intento.

Si', io faccio questo attraverso di te, perche' tu sei parte di me, perche'
solo attraverso te, mio attributo , io posso esprimere me stesso, io posso
Essere. Io sono, perche' tu sei. Tu sei perche' io esprimo me stesso. Io
sono in te come la quercia e' nella ghianda. Tu sei me come il raggio solare
e' il sole. Sei una fase della mia espressione. Tu, uno dei miei divini
attributi, cerchi eternamente di esprimere la mia perfezione per mezzo della
tua personalita' mortale.

Precisamente come l'artista vede nella sua mente l'immagine perfetta che
vuol dipingere, ma la sua mano non puo' riprodurre completamente con i rozzi
strumenti del pennello e dei colori, le qualita' e gli effetti che egli
vede, cosi' tu mi vedi nel tuo Se' e sai che noi siamo uno, ma sei sempre
ostacolato ad esprimermi perfettamente dalla imperfezione del materiale
terreno di cui e' composta la tua personalita' umana con il suo corpo
animale, la sua mente mortale, il suo egoistico intelletto.

Eppure io creai il tuo corpo, la tua mente, il tuo intelletto allo scopo di
esprimere me stesso per mezzo tuo. Feci il tuo corpo ad immagine della mia
perfezione; la mente ti diedi perche' tu conoscessi me e le opere mie; ti
diedi l'intelletto perche' tu interpretassi la mia Idea che io ispirai alla
tua mente.

Ma tu sei stato cosi' distratto dalle fasi umane di questo corpo, di questa
mente, di questo intelletto e dei loro usi esteriori, che hai dimenticato
me, l'una e unica Realta' interna, la cui natura divina io cerco sempre di
esprimere a te e per mezzo tuo.

Ma il tempo s'avvicina in cui gli usi esteriori non ti distrarranno piu', ed
in cui la mia Realta' ti sara' rivelata in tutto lo splendore della sua
perfezione, dentro di te.

Ma Tu, allorche' io rivelero' cosi' me stesso, non sarai piu' felice di
prima, se cio' che ti avro' rivelato non diverra' pane di vita per te; se
non vivrai e non manifesterai la vita che esso rivela.

XI°

-          L'Uso -

- Parte undecima -


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Di proposito io non ho esposto chiaramente tutto il come e il perché di queste cose; poiché mi riservo (quando tu mi chiederai di farlo e quando sarai capace di riceverlo) di ispirarti dall'interno, con una visione dello sviluppo della mia divina Idea e della sua finale, perfezionata espressione, molto più vasta di quella qui raffigurata. Se adesso ti comunicassi il significato reale delle mie molteplici aspirazioni, prima che tu fossi capace di sperimentare coscientemente la loro verità, tu non crederesti alle mie parole, né comprenderesti la loro applicazione intima e il modo di adoperarle. Perciò, mentre io comincio a svegliare in te la realizzazione che Io sono dentro e rendo sempre più la tua coscienza umana un canale impersonale per mezzo del quale io possa esprimermi, ti rivelerò gradualmente la realtà della mia Idea, disperdendo a una a una le illusioni del tuo lungo passato, le quali mi hanno celato a te, e potrò così alfine manifestare sulla Terra, attraverso di te, i miei celesti attributi in tutta la loro umanamente divina perfezione.

Io ti ho dato qui solo un barlume della mia Realtà, ma precisamente nella misura in cui ciò che ti viene rivelato ti riesce chiaro. Molto di più ti sarà dischiuso dall'interno e sarà ben più Meraviglioso di quanto esso ti sembri ora. Poiché la mia Idea interna, allorché splenderà finalmente attraverso il tuo involucro di carne, ti costringerà ad adorarmi e glorificarmi molto al di sopra di tutto ciò che la tua mente e il tuo intelletto umani concepiscono ora come Dio.

Ma, prima che tu possa divenire conscio di tutto questo, e veramente comprenderlo, tu e la tua personalità umana dovete rendere possibile a me di rivelarlo, volgendovi a me dentro, come l'una e unica sorgente, recando a me la coppa assolutamente vuota del sé, con mente e cuore semplici come quelli di un bambino. Allora, e solo allora, quando nulla della coscienza personale umana rimarrà a impedire che io ti ricolmi fino a traboccarne con la coscienza di Me, potrò additarti gli splendori del mio reale intento, per il quale questo messaggio è soltanto una preparazione esterna.

Tuttavia è giunto per te il tempo di comprendere qualcosa di tutto questo. Abbastanza ti è stato rivelato per prepararti a riconoscere la mia voce che parla dentro di te.
Perciò, procederò ora come se tu realizzassi che "Io sono" dentro di te. Tutte le verità che espongo per mezzo di queste pagine, hanno il solo scopo di imprimere più fortemente nella tua coscienza quegli aspetti della mia Idea che tu non potresti ancora in modo chiaro ricevere direttamente.

Quanto, di ciò che è scritto qui, ti appare come verità e ti attira è, quindi, solo una conferma di ciò che la mia Idea si è finora sforzata di esprimerti dal di dentro. Quanto non ti attira, non ti persuade e non riconosci come tuo, lascialo; è segno che io non desidero ancora che tu lo accetti. Ma ogni verità che espongo qui, avanzerà vibrando, finché non raggiungerà le menti che io ho stimolato a riceverla; poiché ogni parola è piena della potente energia della mia Idea e alle menti che percepiscono la verità in esse celata, questa verità diviene una realtà vivente, essendo essa quella fase della mia Idea che esse sono ora capaci e degne di esprimere; poiché tutte le menti non sono che aspetti della mia mente infinita, ossia le parti di essa manifestantisi in forme differenti di natura mortale. Quando io parlo per mezzo di queste pagine alla tua mente e ad altre menti, parlo soltanto al mio sé mortale, pensando con la mia mente infinita e sospingendo la mia Idea in manifestazione terrena. Precisamente così, tu subito penserai i miei pensieri e sarai conscio che io parlo direttamente all'interno della tua coscienza umana, e allora non avrai più bisogno di ricorrere a questo libro o a nessun'altra mia rivelazione esterna, scritta o parlata, allo scopo di percepire il mio intento.

Perché, non sono forse io in te? Non sono io te, e non sei tu uno con me, che vivo nella coscienza di tutte le menti e mi esprimo per mezzo di esse, conoscendo tutte le cose?

A te non resta che entrare nella onniscienza della mia Mente e dimorarvi con me, come io dimoro nella mia Idea nella tua mente; allora tutte le cose saranno tue, come ora sono mie, essendo solo l'espressione esterna della mia Idea, ed esistendo solo in forza della coscienza che io diedi loro quando le pensai in esistenza.

E soltanto questione di coscienza, di pensiero cosciente. Tu sei separato da me solo perché pensi di esserlo. La tua mente non è che un punto focale della mia Mente. Solo che tu lo comprenda, ciò che chiami la tua coscienza è la mia coscienza. Tu non puoi neppure pensare, e ancor meno respirare ed esistere, senza che la mia coscienza sia in te. Non lo comprendi?

Ebbene, allora pensa, credi che tu sei Io, che noi non siamo separati, che non possiamo essere separati; perché siamo Uno: Io dentro di te e tu dentro di me. Pensa che è così, immagina risolutamente che è così e veramente all'istante in cui tu sei conscio di questo, tu sei con me nel Cielo.

Tu sei ciò che credi di essere. Nulla nella tua vita è reale o ha valore per te, se non in quanto tu pensi e credi che ne abbia. Non pensare quindi più che sei separato da me e dimora con me nel Regno Impersonale, ove tutto il Potere, tutta la Sapienza e tutto l'Amore, la triplice natura della mia Idea, aspettano solo di esprimersi attraverso di te.

Io ho ormai parlato molto su questo soggetto e, apparentemente, ho detto la stessa cosa più d'una volta, benché con differenti parole. Ma ho fatto ciò espressamente; ti ho presentato il mio intento sotto luci diverse perché tu possa alfine comprendere la mia divina Impersonalità, che in realtà è la tua Impersonalità.
Si, Io ho ripetuto e continuerò a ripetere ancora molte verità, e tu puoi trovar ciò tedioso e non necessario; ma se tu leggerai attentamente troverai che ogni volta che ripeto una verità aggiungo sempre qualcosa a ciò che ho già detto e che ogni volta si fa sulla tua mente un'impressione più forte e più duratura. Se è così, il mio scopo è raggiunto e ben presto la tua anima realizzerà questa verità.

Ma anche tu che non comprendi, gusterai ogni parola, e leggerai e rileggerai molte volte e acquisterai di conseguenza tutte le meravigliose perle di sapienza che io serbo per te. E questo libro e il suo messaggio saranno per te, d'ora innanzi, solo una fonte d'ispirazione, ossia una porta per mezzo della quale tu diverrai idoneo a entrare nello stesso impersonale e a mantenere dolce comunione con me, tuo Padre nel Cielo, mentre t'insegnerò tutte le cose che tu desideri sapere.

Ho raffigurato lo stato impersonale da molti punti di vista, allo scopo di renderlo cosi familiare che tu possa infallibilmente distinguerlo da tutti gli stati inferiori e imparare a dimorare coscientemente in esso a volontà. E, quando potrai coscientemente dimorare in esso in modo che le mie parole ovunque e in qualunque tempo proferite possano sempre trovare accoglienza e comprensione nella tua mente, allora ti permetterò di adoperare certe facoltà che ho risvegliato in te. Queste facoltà ti renderanno capace di vedere sempre più chiaramente la realtà delle cose, specialmente le debolezze, le colpe, le mancanze, come anche i tratti belli e piacevoli, nelle personalità che ti circondano. Ma tu sarai reso atto a scorgere queste colpe, queste mancanze, non perché tu possa criticare o giudicare ì tuoi simili, ma perché io possa far sorgere in te la risoluzione di sopraffare, di sopprimere quelle colpe e quelle mancanze della tua personalità. Poiché, bada! Tu non le rileveresti se non le avessi ancora in te stesso; giacché io, dentro, non avrei più bisogno di richiamare a esse la tua attenzione.

Siccome tutte le cose sono fatte per essere adoperate e soltanto per questo, studiamo un po' quale uso tu hai fatto finora di altre facoltà, doni e poteri che ti ho dato. A quest'ora tu sarai convinto che io ti ho dato ogni cosa: tutto ciò che hai, che sei, sia buono o cattivo, gioia o dolore, successo o insuccesso, ricchezza o povertà, tutto io ti ho dato o ho attratto a te. A quale scopo? Per adoperarlo a svegliarti al riconoscimento di me quale Donatore.

Così, anche prima di tale riconoscimento, tutte le cose che possedevi avevano la loro utilità: e se tu non eri conscio della loro utilità era solo perché non potevi riconoscere me quale Donatore. Né tu potevi riconoscermi come tale finché non sapevi che Io sono il Donatore. La tua personalità, infatti, si era così immersa nel travaglio di liberarsi dì certe cose che ti avevo detto, o di buttarle per altre che credevi migliori, che naturalmente non potevi neppure sognare e ancor meno riconoscere Me, il tuo Sé, come il Donatore. Ora, invece, tu riconosci Me come il Donatore, come l'intima essenza, il Creatore di tutte le cose nel tuo mondo e nella tua vita e perfino del tuo presente atteggiamento verso queste cose.

Entrambe queste disposizioni d'animo sono opera mia; sono soltanto le fasi esterne del processo che io adopero nell'esprimere la mia Idea della tua perfezione interna; la quale perfezione, essendo la mia perfezione, si sviluppa gradatamente dal tuo interno. Man mano che tu approfondisci meglio questo, ti sarà rivelato lo scopo delle cose, delle condizioni e delle esperienze che ti mando. Poiché allora tu comincerai a scorgere qualche barlume della mia Idea interna e, scorta questa Idea, tu comincerai a conoscere me, il tuo Sé reale. Ma prima che tu possa veramente conoscermi, devi imparare che tutte le cose che io ti do sono buone e servono per servire me; che tu, personalmente, non hai interesse né diritto su di esse e che giovano solo in quanto tu le metti a tal servizio. Io posso esprimere per mezzo tuo bellissime sinfonie di suoni, di colori, di immagini, sotto forma di musica, pittura e poesia, secondo la terminologia mortale, e le opere tue possono talmente colpire gli altri da farti acclamare come uno dei grandi del giorno. Posso parlare per mezzo della tua bocca o ispirarti a scrivere molte bellissime verità, che attirano a te molti seguaci i quali ti salutano come il predicatore, l'istruttore più meraviglioso. Posso perfino risanare per mezzo tuo certe malattie, cacciare demoni, far vedere i ciechi, camminare gli sciancati e compiere altre opere stupefacenti che il mondo chiama miracoli.

Sì, io posso fare per mezzo tuo tutto ciò, ma nulla di ciò gioverà alla tua personalità se tu non adopererai, non applicherai queste armonie di suoni in ogni tua parola, di modo che esse sembrino a tutti gli uditori una dolce musica celeste; se il tuo senso del colore e della proporzione non si manifesteranno nella tua vita in modo che da te fluiscano solo pensieri gentili, elevati, salutari, provando così che la sola vera arte è quella di vedere chiaramente la mia perfezione in tutte le mie umane espressioni e di permettere al potere vivificatore del mio amore di riversarsi attraverso di te nei loro cuori, raffigurando alla loro visione interna la mia immagine ivi celata.

Così pure nessuna autorità potrai esercitare, siano pure meravigliose le verità che io dico o le opere che io compio per mezzo tuo, se tu, tu stesso, non vivi queste verità ogni giorno, ogni ora; se non fai servire queste opere come un costante memento di me e del mio potere che io riverso largamente per te, mio diletto, e per tutti, perché sia adoperato al mio servizio.

E a te, a cui apparentemente non ho elargito nessuno di tali doni e che ti reputi indegno e non ancora abbastanza avanzato per servirmi in quel modo, a te io dico: precisamente nella misura in cui tu sinceramente riconosci me dentro e cerchi con vero fervore di servirmi, precisamente in quella misura io ti adopererò; non importa quale sia la tua personalità, non importano le sue colpe, le sue tendenze, le sue debolezze. Io farò compiere anche a te, che cerchi di servirmi così, molte cose meravigliose nel risvegliare e vivificare i tuoi simili a un uguale riconoscimento di me. Io farò in modo che tu possa influenzare le vite di molti di quelli che vengono a contatto con te, ispirandoli e innalzandoli a più alti ideali, modificando il loro modo di pensare e il loro atteggiamento verso il loro prossimo e quindi verso di me.
Sì, tutti voi che cercate di servirmi, non importa quali siano i vostri doni, io vi renderò atti a essere una forza vitale per il bene della comunità, trasformando il tenore di vita di molti, ispirando e plasmando le loro aspirazioni e ambizioni, divenendo insomma un fermento benefico in mezzo alle attività mondane in cui vi collocherò.

Ma tu per intanto non saprai nulla di tutto questo. Tu forse aneli ancora a servirmi e brami una coscienza più intima di me, credendo di non fare nulla, di commettere molti errori e di non riuscire a vivere il tuo alto ideale di me; non comprendendo che questo anelare e bramare sono appunto i canali per mezzo dei quali io riverso la mia forza spirituale, che essendo completamente impersonale, viene adoperata da te senza avere coscienza che sono io dentro di te che l'adopero, per elaborare il mio intento nel tuo cuore e nella tua vita e nel cuore e nella vita degli altri miei e tuoi "sé".

Così, quando arriverai alfine a comprendere tutto questo, come certamente arriverai e lo proverai con l'uso pratico di tutto ciò che possiedi in mio servizio, io ti darò gradatamente la forza e l'abilità di usare coscientemente e impersonalmente il mio Potere, la mia sapienza e il mio Amore, nell'espressione della mia Idea divina che si sforza eternamente di manifestare per mezzo tuo la sua perfezione.

Vedrai perciò ben presto che la tua personalità umana, con tutte le sue facoltà, poteri e possessi, i quali in realtà sono miei e che agiscono per mezzo tuo, è pure completamente per il mio servizio e che vero successo e soddisfazione non si possono trovare che in tale servizio. Come il seme piantato sviluppa la pianta, così tale uso sviluppa l'abilità di usare coscientemente tutte le mie facoltà spirituali nell'espressione finale, perfetta, della mia Idea, che può essere espressa solo per mezzo della tua personalità umana.

 

-          - Anime compagne -

(parte dodicesima)

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Esaminiamo ora alcune delle cose che io ti ho dato, specialmente quelle delle quali tu non puoi ancora riconoscerne come il Donatore.

Tu pensi, forse, che la posizione che occupi attualmente nella vita non sia la più adatta all'espressione della mia Idea che incalza entro di te. Se così è, perché non esci da codesta posizione e non vai in quella che sceglieresti? Il fatto stesso che tu fai, o non fai, o non puoi fare ciò, prova che, per adesso, tale posizione è la più adatta a svegliare in te certe qualità necessarie alla mia perfetta espressione e che io, il tuo Sé, ti costringo a rimanervi finché tu non riconosca il mio intento e il significato nascosto nel potere che codesta posizione ha di turbare la tua pace di mente e di mantenerti così insoddisfatto.

Quando tu avrai riconosciuto il mio significato e il mio proposito e avrai deciso di rendere tuo il mio proposito, allora, solo allora, ti darò la forza di uscire da codesta posizione e di passare in un'altra che ho previsto per te.

Forse tu trovi che il marito o la moglie che ti ho dato sono ben lungi dal convenirti e dall'essere capaci di aiutarti nel tuo risveglio spirituale, ch'essi sono anzi un impedimento e un danno. E, tu, puoi avere segretamente desiderato di lasciare e perfìno aver coltivato l'idea di abbandonare quel compagno (o compagna) per un altro che è affine a te nelle aspirazioni e nella ricerca e che quindi ti sembra più vicino al tuo ideale. Tu puoi sfuggire alla mia scelta primitiva, se vuoi, ma sappi che non puoi sfuggire alla tua personalità; che nella sua brama egoista di un compagno spirituale, tu sviluppi ancora di più il lato egoistico della tua natura; mentre un compagno antipatico ti obbliga a ripiegarti su te stesso, a volgerti all'interno, dove io dimoro.

Così pure un compagno amabile, fedele, condiscendente incoraggerebbe in te soltanto l'egoismo e la superbia, se tu non dimori ancora nella coscienza del mio amore impersonale; mentre un compagno tormentoso ti fornisce appunto la disciplina dell'anima di cui hai bisogno ancora e t'insegna il valore dell'opposizione e del dominio di se stessi.

Solo che tu lo sapessi, colui che assume la parte del tuo presente compagno è in realtà un angelo del Cielo, uno degli attributi del mio Sé divino, venuto a te per insegnarti con il dispotismo e l'opposizione, con l'egoismo, la durezza, il rigore - i quali sono soltanto ombre di qualità che esistono in te che la luce della mia Idea dentro, irradiando attraverso la tua annebbiata personalità, getta sull'anima del tuo compagno, oscurandola, inceppandola, legandola alla sua personalità, magnificando e nello stesso tempo distorcendo queste ombre di qualità nella sua personalità in modo che esse vengano innanzi audacemente, ostentando davanti a te il potere di turbarti e di tormentarti; per insegnarti che solo quando tu avrai purificato la tua personalità di tali qualità, in modo che il mio sacro amore possa esprimersi, tu potrai essere liberato dalle condizioni che ora turbano tanto la tua mente e rendono così infelice la tua anima.

Poiché, sappilo, quell'anima dolente e incatenata, questo angelo del cielo, questa altra parte di me e di te, è venuta a te e batte le sue ali contro la gabbia chiusa della tua personalità in cui tu l'aiuti a restar chiusa, mentre essa continuamente anela e si forza di chiamare a espressione attraverso te l'amore impersonale, la tenera, attenta cura verso gli altri, la calma della mente, la pace dei cuore, il sereno e fermo impero di sé che possono spezzare i ceppi, aprire le porte e permetterle di uscire nella libertà del suo glorioso essere ed essere per te il suo vero sé; soltanto allorché tu potrai vedere in quest'anima tutta la sua divina bellezza, benché ora ammalata e indebolita dai suoi ceppi terreni, sarà possibile per te trovare e riconoscere l'ideale che cerchi.

Poiché quell'Ideale non esiste all'esterno, in qualche altra personalità, ma solo dentro, nella tua controparte divina, che è Io, il tuo Sé superiore, immortale. È solo la mia Idea di questo tuo perfetto Sé, che si sforza di esprimersi e manifestarsi mediante la tua personalità, che ti mostra le apparenti imperfezioni nel compagno che io ti ho dato.

Tempo verrà, ad ogni modo, in cui tu cesserai di cercare al di fuori l'amore e la simpatia, la considerazione e l'aiuto spirituale, e in cui ti volgerai completamente a me dentro, e allora queste apparenti imperfezioni spariranno; allora tu vedrai nel tuo compagno soltanto il riflesso dell'amore altruista, della dolcezza, della fiducia, della fedeltà e lo sforzo costante a rendere gli altri felici, tutte qualità che irradieranno luminosamente e di continuo dal tuo proprio cuore.

Forse tu non puoi ancora credere completamente tutto questo e domanderai se io, il tuo Sé, sono proprio responsabile della tua presente posizione nella vita e se proprio io scelsi per te il tuo presente compagno. Se è così, è bene che tu ti interroghi finché tutto sia evidente. Ma, ricorda, io parlerò in modo molto più chiaro direttamente dall'interno, solo che tu ti rivolga fiducioso a me per aiuto. Poiché, io serbo sempre i miei più sacri segreti per quelli che si rivolgono a Me e che nutrono fede profonda e perseverante che io posso e voglio provvedere a ogni loro necessità. Ma a te, che non puoi ancora fare questo, io dico: se il tuo Sé non ti mise dove ti trovi e non ti diede il compagno che hai, perché allora tu sei così? Perché hai quel compagno?

Pensaci.

Io, il Tutto, il Perfetto, non commetto errori.

Sì, ma, tu dici, la personalità ne commette. E la personalità scelse quel compagno, e forse non ha meritato miglior posizione.

Ma che cosa e chi fece scegliere alla personalità proprio quel compagno e quella posizione? Chi scelse e collocò quel compagno in modo che tu potessi sceglierlo e chi ti fece nascere, fra tutti i paesi, proprio in questo paese e in questa città, fra tutte le città del mondo, e proprio in questo tempo? Perché non in un'altra città e cento anni dopo? Fu la tua personalità che fece queste cose?

Rispondi sinceramente a queste domande dinanzi a te stesso e imparerai che io, Dio in te, il tuo proprio Sé, faccio tutte le cose che tu fai e le faccio bene.
Le faccio nell'esprimere la mia idea, che cerca di manifestarsi continuamente in forma esteriore quale perfezione attraverso di te, mio vivente attributo, pur restando nell'eterno interiormente.

Quanto alla tua vera "anima compagna" che qualcuno ti ha indotto a credere che ti aspetti in qualche posto, smetti di cercarla; poiché essa non esiste al di fuori, in qualche altro corpo, ma dentro la tua anima.

Poiché ciò che in te chiede complemento è solo il tuo senso della mia presenza, dell'Io dentro, anelante di essere riconosciuto; Io, la tua controparte divina, la tua parte spirituale, la tua altra metà a cui soltanto tu devi essere unito, prima che tu finisca ciò che sei venuto a esprimere in Terra.

Questo è invero un mistero per te che non sei ancora sposato nella coscienza al tuo Sé impersonale. Ma non dubitare; se tu verrai in completa rinuncia e non ti curerai d'altro che dell'unione con me, ti schiuderò le dolcezze dell'estasi celeste che da lungo tempo ho in serbo per te.

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