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Avadhoota Gita

AVADHOOTA GITA


 

Traduzione dall'inglese di F.F.G. dei primi tre capitoli dell'Avadhoota Gita (gli insegnamenti

di Dattatreya,) antico testo tradotto dal sanscritoda Sri Purohi Swami, edito da S. Mokashi

Punekar Munshiram Manoharilal Pvt. Ltd 1988 New Delhi India. Un importante classico

dell'Advaita.

Capitolo I

1 Sri Avadhoota Dattatreya disse: è solo per lagrazia del Signore se un'anima o due aspirano

all'unione con Lui, sfuggendo a seri pericoli.

2 Come posso prostrarmi di fronte a quel Sésenza forma, il solo immutabile bene, che

riempie di sé ogni cosa, attraverso la sua stessa natura e potere?

3 Ogni cosa è fatta di terra, acqua, luce, aria, spazio, come le onde di un miraggio, non ha

sostanza; ma io sono senza errore, uno senza un secondo; a chi allora dovrei prostrarmi?

4 Tutto non è altro che il Sé. Non esiste vicinanza né distanza, come posso dire una cosa

senza negarne un'altra?

5 Questa è l'unica sostanza degli insegnamenti Vedici, l'essenza di tutto il conoscere del

sentire. Per mia natura io sono il Sé senza forma che vive in ogni cosa.

6 In assoluta verità io sono Dio che vive in tutto perfetto come il cielo, puro e pulito di natura.

7 Io solo sono l'immutabile illimitata pura consapevolezza. Non provo né piacere né

dispiacere. Mi domando come queste cose possano accadere ad altri.

8 Non penso mai in termini di bene e male, non parlo mai di bene e male, non lavoro per il

bene o il male, io sono conoscenza, eterna, pura ed oltre i sensi

9 La mente è come il cielo che fronteggia ogni cosa. Difficile da definire, la mente è ogni

cosa, benché non la suprema.

10 Solo io occupo ogni cosa, vivendo senza preferenze, oltre i cieli. Come può l'evidenza o il

ragionamento essere d'aiuto perché io possa essere visto come sono?

11 Mi domando come tu non realizzi che tu solo esisti, vivendo egualmente in tutto, vivendo

sempre e completamente in ogni cosa, semprebruciando senza mai declinare. Mi domando

come tu, il maestro, pensi al giorno e alla notte.

12 Ricordati che solo tu risiedi sempre in tuttele cose. Quando dici di meditare mediti su

qualcos'altro da te stesso dividendol'indivisibile? Poi tu farlo?

13 Tu non sei mai nato, non sei mai morto, non sei mai stato il corpo. I Veda dichiarano in

molti modi che lo spirito nella sua gloria è tutto.

14 Tu sei il bene in ogni luogo, in tutti i tempi, dentro e fuori. Perché allora corri qua e là

come un'anima illusa?

15 Non c'è unione né disunione tra te e me o qualunque altra cosa. Tu non esisti, io non esisto,

il mondo non esiste, solo il Sé esiste ovunque.

16 Il tatto, il gusto, la vista e l'olfatto non sono te; né tu i cinque sensi. Tu solo sei la verità

ultima. Perché allora tormentarsi?

17 Vita e morte, legame e liberazione, bene e male appartengono alla mente e non a te. Perché

singhiozzare figlio mio? Né tu né io abbiamo nome o forma.

18 Mente perché questa confusione? Perché erri come un fantasma?Pensa solo al Sé, rinuncia

al desiderio e sii felice

19 Tu sei il solo principio che redime, che rimane stabile e imperturbabile. Non hai desiderio

né avversione. Ahimé, perché allora ti tormenti con voglia di cose.

20 I Veda proclamano che il Sé è senza qualità, senza impurità, senza declinazione,

incorporeo, retto. Portami senza dubbio a tale Sé.

21 Ciò che è manifesto è irreale, solo ciò che è immanifesto è reale. Chi scopre questa verità

non ritorna più.

22 I saggi affermano che la realtà è una, ovunquela stessa. Rinunciando al desiderio, la mente

non pensa più all'uno o ai molti.

23 Quando tutto è uno, libertà incarnata, dove è il fascino di meditare sul Sé, dove il fascino

sulla meditazione sul Non-Sé, dove il fascino della meditazione quando c'è una disputa tra

essere e non essere?

24 Tu sei quel semplice principio, senza corpo,senza inclinazioni, senza nascita, senza morte.

Come puoi dunque affermare che conosci il Sé o che non conosci il Sé?

25 Quando i Veda proclamano: "Tu sei Quello", "Quello" significa il Sé. Ciò che i Veda

intendono con "non questo, non quello" è che tutto ciò che è fatto dei cinque elementi è

irreale.

26 Tu stesso hai riempito di te stesso ogni cosa dentro te stesso senza una lacuna. La tua

mente menzognera non è né il soggetto né l'oggetto della meditazione. Come puoi allora

meditare impunemente.

27 Se non conosco il bene come posso servirLo? Poiché io sono il bene non mescolato, la

realtà ultima, trascendente come il cielo.

28 La mia personalità non è la realtà. Come può essere che la realtà non frammentata, che è

oltre il soggetto e l'oggetto, oltre l'immaginazione e l'intenzione, sia conosciuta solo da se

stessa?

29 Nessun oggetto è reale, nessun oggetto è eterno Lasola realtà è la bellezza del Sé. Il Sé

non conosce né concordia né discordia.

30 Tu sei quella realtà, semplice, equanime, immateriale, la realtà che non è mai nata, la realtà

che non perirà. Perché allora questa ricerca del Sé? Come fai a confonderti ancora e ancora?

31 Quando un vaso si rompe il suo spazio si fonde nello spazio comune senza possibilità di

riconoscimento, quando la mente è ripulita la personalità si dissolve nel bene universale senza

possibilità di riconoscimento.

32 In verità non esiste vaso, non esiste spazio nel vaso, non esiste corpo, né anima nel corpo.

Ricorda che solo lo spirito esiste, oltre il soggetto che conosce e l'oggetto della percezione.

33 Il Sé è ogni cosa, ogni luogo, ogni tempo,connesso e stabile, visibile e invisibile. Non

dubitare, ricorda "Tu sei Quello".

34 Non ci sono sacre scritture, non ci sono sacrifici, Dei, religioni, non ci sono colori, non ci

sono livelli, non ci sono classi, non ci sono gruppi, non c'è alcun sentiero oscuro né alcun

sentiero luminoso, la realtà ultima è soltanto la bellezza dello spirito.

35 Quando tu da solo sei tutto, oltre lo spazio da occupare e oltre l'oggetto che potrebbe

occuparlo, come puoi pensare che il Sé possa essere trovato direttamente o indirettamente.

36 Alcuni cercano l'uno, alcuni cercano i molti, entrambi falliscono nel trovare la realtà

imparziale che trascende sia l'uno sia i molti.

37 Come si può discutere della realtà che è oltre il colore, la qualità, oltre le possibilità della

mente e delle parole.

38 Quando trovi ogni cosa, compreso il tuo sé fisico, effimero come l'orizzonte, comprendi lo

Spirito e le tue abitudini dualiste scompaiono nell'aria.

39 Quando so che il mio Sé personale ed il Sé impersonale sono per natura uno e lo stesso

cielo, come potrebbe esistere qualcuno che medita e qualcosa su cui meditare.

40 Qualunque cosa io goda, qualunque cosa io offra, qualunque cosa io consacri, qualunque

cosa io faccia, nulla mi appartiene. Sono senza macchia, senza nascita né morte.

41 Ricorda che tutto in questo mondo è senza forma, senza trasformazioni, con l'innocenza

della natura e la bellezza del solo bene.

42 Senza dubbio tu stesso sei Spirito, come allora vorresti cercare di nuovo lo spirito? Come

osi pensare che esso sia da trovare all'interno o che non possa essere trovato per niente.

43 Figlio mio da dove viene quest'illusione, quest'allucinazione, quella luce e quell'ombra?

Non esistono. Tutto è solo verità senza errori come la cupola del cielo.

44 Sono fermamente convinto d'essere libero nell'inizio, libero nella fine e libero nel mezzo,

con non nata pulizia e semplicità. Non sono mai stato schiavo.

45 Dall'immanifesto seme del Mahat (luce proiettata dalla consapevolezza assoluta), giù sino

al mondo manifesto, nulla mi appare, tutto è solo Spirito. Come allora può esserci la

condizione d'insegnante, di capofamiglia e di monaco?

46 So assolutamente che solo io sono pieno di significato, vivo ovunque senza un sostegno e

senza una lacuna. Aria, acqua, fuoco, terra ed etere non hanno un reale significato.

47 Il Sé non è maschile, né femminile, né neutro, non è né una proposizione né una

supposizione. Come puoi quindi pensare che egli possa avere gioia o non averne.

48 Lo spirito non può essere trovato attraverso il controllo del respiro o il controllo della

mente, o attraverso un sermone dal pulpito. Esso può essere trovato quando si rivela secondo

il suo stesso volere.

49 Non c'è corpo materiale né corpo spirituale. Quando tutto è soltanto Spirito che cosa è la

veglia, il dormire, il sognare, e gli stati ulteriori?

50 Non sono né uno schiavo né un uomo libero.Non separato dallo Spirito, non sono né

quello che agisce né quello che gode dell'azione, né l'occupante, né l'occupato.

51 Come l'acqua versata nell'acqua diventa inseparabile acqua, così io trovo inseparabili

Spirito e materia.

52 Né libero né legato, come puoi pensare al sé come se avesse forma o come se non

n'avesse?

53 Io so che il tuo sé superiore è autoevidente come il cielo, il tuo io inferiore spurio come

l'acqua di un miraggio.

54 Non sono un insegnante e non do lezioni, non hoattività da compiere né doveri che mi

legano. Io sono per natura semplice e nudo come il cielo senza attributi.

55 Lo Spirito è semplice, il tuo corpo gli appartiene. La tua mente non è lo Spirito supremo

che è oltre ogni cosa. Come puoi non vergognarti allora di affermare che la tua personalità è

quel sé che è la verità di tutte le verità?

56 Perché soffrire oh mente? Diventa il tuo stesso Sé da te stessa. Figlio mio bevi la pura

essenza dell'immortalità, che è senza oscurità senza declinazione.

57 Colui il quale sa che non esiste né conoscenza né ignoranza, né una combinazione delle

due, diventa egli stesso conoscenza, null'altro che conoscenza lui stesso.

58 Non c'è luogo né tempo, non c'è apprendimento né discussione, non c'è meditazione, non

c'è concentrazione, non ci sono prediche di sacerdoti. Io sono spontanea conoscenza reale,

naturale ed immobile come il cielo.

59 Io non sono nato, non morirò; bene e male non mi appartengono. Io sono Spirito senza

qualità, senza impurità; come potrebbe allora qualcosa trattenermi o rilasciarmi?

60 Quando Dio è presente ovunque senza perturbazioni uniforme e perfetto, non trovo alcuna

distanza tra Lui e me. Come può allora Egli essere all'interno o all'esterno.

61 Ancora il mondo sorge di fronte alla mente, tempo dopo tempo come un tutto indiviso.

Osserva quest'illusione, questo travisamento, questa fantasia d'unità e diversità.

62 Quando ogni cosa materiale e immateriale è negata una volta per tutte, le apparenze

scompaiono e solo il bene rimane.

63 Non hai madre, non hai padre, non fratello o benefattore, non hai moglie né figli, non hai

né amici né nemici; perché allora questa sofferenza mentale?

64 Mente, non esiste né giorno né notte, non esiste l'alba né il tramonto. Come può il saggio

pensare a forme per ciò che non ha dimensioni.

65 Non sono né divisibile né indivisibile, né felice né dispiaciuto, né parziale né completo.

Ricorda io sono l'unico Sé.

66 Non sono né il seminatore né il mietitore, non ho mai seminato prima né sto seminando

ora. Non ho mai avuto corpo e non ho corpo; come posso dire "questo è mio, questo non è

mio".

67 Non ho brame, non ho sofferenze fisiche o mentali. Credimi io sono solo il Sé, con la

grandezza del cielo.

68 Oh amata mente a che serve parlare tanto a vanvera? Tutto quanto è oltre le congetture. Ti

ho detto la sostanza: tu solo sei la verità comparabile al cielo.

69 Lo Yoghi può rinunciare al suo corpo in qualunque momento, in qualunque luogo, in

qualunque circostanza, egli si dissolve in Spirito, come lo spazio in un vaso si dissolve nello

spazio quando il vaso si rompe.

70 Dimenticato da tutti egli può morire in un luogo sacro o in una capanna profana, la sua

equanimità gli porterà libertà e diventerà uno con lo spirito.

71 Lo Yoghi osserva le ricchezze e le ambizioni, la religione e la liberazione, gli uomini e gli

animali ogni cosa che si muove o immobile come l'acqua di un miraggio.

72 So per certo di non essere responsabile per le mie azioni o godimenti, del passato del

presente e del futuro.

73 Santificato dall'acqua dell'equanimità l'Avadhoota vive felicemente da solo, in una

capanna deserta o altro senza decorazioni, senza presunzione, si muove a caso trova tutto solo

in sé stesso.

74 Nel Sé non c'è presagio, non c'è talismano, nullada imparare, non c'è prosodia da studiare.

Avadhoota Dattatreya, che nuota nell'oceano della non differenziazione, canta nella sua

delizia di un cuore puro la grandezza della verità.

76 Ogni cosa né è, né non è, ogni cosa non è né vera né falsa. Parlo del Sé come lo trovo in

me stesso con piena conoscenza della materia.

Capitolo II

1 Non pensare con leggerezza al maestro per il suo comportamento mondano, considerandolo

un fanciullo, un dissoluto, un servo, o un capo famiglia. Qualcuno rinuncia ad un gioiello solo

perché lo trova in un angolo sporco?

2 Possono non esserci sprazzi poetici in questo discorso. Un uomo sensibile dovrebbe cercare

il suo significato. Una barca può essere priva di decorazioni, senza alcun disegno, fallirà per

questo di portare il viaggiatore sull'altra riva?

3-4 Io riconosco Lui come intelligenza, sempre presente come il cielo, che con pazienza e

facilità raggiunge ogni luogo e governa ogni cosa, ispira tuttele cose animate ed inanimate,

uno, solo, senza un rivale.

5 Io sono il bene ultimo che mai va o viene, che è oltre il bene e il male, oltre il tormento e il

dubbio.

6 Io sono quello senza parti, adorato dagli dei.Non posso vedere comel'Uno perfetto possa

essere diviso nei molti.

7 Come bolle d'aria che salgono dall'acqua e si dissolvono nell'acqua, i sentimenti vanno e

vengono. Che cosa può realizzare un anima sentimentale che erra?

8 Egli vive sempre nella mente e nel cosmo, vive negli elementi e in tutte le cose, tenere o

dure, dolci o amare.

9 Come la freschezza, la salinità e la fluidità sono aspetti dall'acqua, così la materia abita lo

spirito.

10 Libero da qualunque attributo, immacolato più bello del più bello, oltre l'immaginazione,

oltre il giudizio, oltre la sensazione, Egli dirige ogni cosa senza errore.

11 Poiché Egli è spontaneamente ovunque, quale spazio vi è per me, per te, e per ogni cosa

animata ed inanimata?

12 Ho paragonato quell'intelligenza che conosce tutto al cielo; egli infatti è come il cielo,

pulito e compatto.

13 Non possiamo colpirlo, l'acqua non può annegarlo,la terra non ha abbastanza spazio per il

suo gioco. Pieno di luce egli vive nella luce.

14 Egli riempie l'aria e nulla può riempire Lui.Egli vive completamente e in tutti i tempi,

all'interno e all'esterno.

15 Poiché egli è sottile, invisibile, senza qualitàgli Yoghi suggeriscono un simbolo per la

meditazione che conduce l'aspirante a Lui, scalino dopo scalino.

16 Quando con pratica costante l'aspirante può meditare senza il suo aiuto, si perde insieme al

simbolo nel Sé e diviene libero dal bene e dal male.

17 L'unico antidoto naturale e infallibile per il veleno orribile del mondo che crea passione e

pazzia è la coscienza dell'immortale (Il nettare di Sahaja)

18 Il Sé può essere trovato con l'esperienza, e benché senza forma, può creare forme visibili.

Non è né essere, né assenza d'essere, ma si trova in luogo intermedio.

19 Vediamo il mondo dal di fuori, la radice della materia è nascosta all'interno, ma la radice

d'ogni radice è ancora dentro come l'acqua in una noce di cocco, ben meritevole di essere

conosciuta.

20 La conoscenza esteriore non è conoscenza, la conoscenza interiore è la vera conoscenza,

ma la radice della conoscenza è ancora dentro come l'acqua in una noce di cocco, ben

meritevole di essere conosciuta.

21 Benché solo una luna brilli in una notte di luna piena, uno strabico nell'illusione ottica, ne

vede due esattamente simili .

22 Allo stesso modo per il difetto dell'occhio della mente la gente vede in modo distorto. Il

vero devoto è un'eccezione, egli conosce la misericordia di Dio, diventa imperturbabile e

rivolge a lui canti di lodi in modi differenti.

23 Attraverso la grazia del maestro, il discepolo sia egli un pandit o un pazzo, conosce la

verità e perde il suo attaccamento per questo o quello.

24 Non vuole nulla e non rifiuta nulla, pronto per il bene di tutti, fermo nel suo proposito,

temerario, egli ottiene il sommo.

25 Come lo spazio contenuto in un vaso che si rompe si dissolve nello spazio comune,

disintegrando l'identificazione con il suo corpo si dissolve nella bellezza del Sé supremo.

26 Nessuno dice che il futuro di uno Yoghi che medita è messo in pericolo dai suoi sui

pensieri di morte, tutti sanno che la sua meditazione conduce alla liberazione; ma quando

dicono che il futuro di uno Yoghi che lavora è messo in pericolo dai suoi sui pensieri di

morte, non sanno che è la dedizione che gli assicura la liberazione.

27 La condizione usuale ottenuta da chi medita o da chi lavora con un occhio alla ricompensa,

può essere descritta dalle parole; la condizione specifica ottenuta dallo Yoghi che medita o

che lavora senza un occhio alla ricompensa è oltre la possibilità di descrizione.

28 Lo Yoghi conosce la sua strada, conosce come percorrerla, e non alberga dubbi, i poteri

occulti lo dirigono secondo la loro stessa volontà.

29 Può morire ovunque, in un tempio o in un tugurio, egli non ritorna più in un ventre, e

scompare nello Spirito Supremo.

30 Una volta che ha riconosciuto in suo stesso Sé, naturale, imponderabile, immutabile egli

può comportarsi nel modo che gli piace, ed è libero da macchia, e se un santo o un eremita

rifiuta di essere coinvolto nell'azione egli non è legato a fare altrettanto.

31 Egli ottiene il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, senza desiderio, senza malattia, senza

forma, senza supporto, senza comparazione, senza piacere e dispiacere, incorporeo, sempre

onnipotente.

32 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, egli dimentica la sua

educazione, dimentica l'iniziazione, dimentica il suo ordine, dimentica il suo maestro,

dimentica il suo discepolato, dimentica i rituali, e i simboli

33 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, egli non ha più corpo, non ha

volto, non ha arti, né spirituali che materiali o mentali; come la giara non ha azione né fine.

34 Egli raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, da cui tutte le cose animate e

inanimate vengono alla luce, nel quale si nutrono e nel quale si dissolvono; come le bolle e la

schiuma delle acque nutrite dalle acque si dissolvono nelle acque.

35 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, non ci sono più posizioni dello

Yoga, né controllo del respiro, non più interiorizzazione dello sguardo, non più andare a

tentoni nell'oscurità, non più fuoco serpentino che risale lungo la colonna

36 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, non c'é più unità non più

dualità, non più differenze, non più confini, non più finezza o ruvidità, non più grandezza o

piccolezza, non più pesare, non più misurare, non più bilanciare.

37 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, egli può essere sotto controllo o

senza controllo, può essere inattivo e attivo, può stare con tutto e senza di tutto.

38 Quando raggiunge il Sé, l'immortale monarca d'ogni cosa, bello come il cielo, egli non ha

mente, non ha intelletto, non ha corpo, non ha sensi, né sensazioni, né personalità.

39 Quando lo Yoghi vive per Dio, non è legatoall'azione, la sua mente non fa differenza tra

uomo e donna, piacevole e disgustoso, può fare tutto ciò che gli piace anche se proibito.

40 La mente non può immaginare quella condizione, la lingua non può descriverla. Come può

allora un insegnate insegnare ciò?

Comunque la verità brilla luminosa nel cuore del discepolo che si affida agli insegnamenti di

maestro tanto competente.

41 Così è scritto nel secondo capitolo sulla Conoscenza del Sé, del sacro Poema Avadhoota

Gita di Sri Avadhoota Dattatreya indirizzato a Sri Kartika Swami.

<...>

Capitolo III

1 Come posso prostrarmi a quel Bene che abita ognicosa, il cui viso è la terra, la cui bellezza

è il cielo, senza possibilità di qualificazione népositiva né negativa, senza complessità, senza

confusione, senza affetto o assenza d'affetto, senza distinzione né declinazione?

2 Caro amico, come posso prostrarmi al mio stesso Sé, vivente in me, poiché io sono quel

puro ed eterno bene, senza carnagione, senza cambiamento, oltre la causa e l'effetto.

3 Con o senza combustibile io continuo a bruciare, con o senza fumo, sono sempre radioso,

con o senza fiamma sono sempre risplendente, sono l'immortalità nella conoscenza, io sono

equanimità in essenza, sono come il cielo.

4 Come posso dire che lo spirito abbia un piano o ne sia privo, che è con o senza

attaccamento, con o senza sostanza? Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono

equanimità in essenza, sono come il cielo.

5 Come posso dire che le cose sono uniformi o multiformi, come posso dire che ogni cosa è

transitoria o eterna? Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza,

sono come il cielo.

6 Non sono né sostanziale, né insostanziale, né superiore né inferiore, io sono senza

confusione e senza stagnazione, senza inizio, senza centro e senza fine. Dico la verità, sono la

verità ultima. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono

come il cielo.

7 Ricorda che gli organi di senso sono illusoricome l'orizzonte. Ricordati che sono uno,

libero dalle impurità, oltre i legami e la libertà. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io

sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

8 Figlio mio non sono neppure troppo misterioso o troppo difficile da contemplare; non sono

misterioso perché vivo tanto vicino; io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono

equanimità in essenza, sono come il cielo.

9 Brucio i fardelli dell'azione e dell'inazione; brucio i fardelli del piacere e del dolore, brucio i

fardelli del corpo a chi adora il suo corpo, brucioi fardelli del corpo a chi ignora il suo corpo,

io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

10 Sono il fuoco che brucia la religiosità e l'irreligiosità, il fuoco che brucia il merito ed il

peccato, il fuoco che brucia i legami e i privilegi, sono l'immortalità nella conoscenza, io sono

equanimità in essenza, sono come il cielo.

11 Figlio mio, non posso restare senza essere né senza non-essere; senza unione né disunione;

non posso rimanere privo di pensiero né di non-pensiero; sono l'immortalità nella conoscenza,

io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

12 Conosco la condizione della tenerezza e del distacco, la condizione della gioia e

dell'infelicità, la condizione dell'avarizia e del sacrificio; io sono l'immortalità nella

conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

13 I tentacoli della coscienza terrena non m'imprigionano, i piaceri della carne non mi

seducono, gli inganni dell'ignoranza non mi trattengono, sono l'immortalità nella conoscenza,

io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

14 Non ho alcun sentimento verso la tenerezza della religione, non appetito per i piaceri

sensuali, non ho motivo per perdere la calma; iosono l'immortalità nella conoscenza, io sono

equanimità in essenza, sono come il cielo.

15 Dio non crea odio e miseria, non evoca la furia della mente, la tua presunzione crea i tuoi

dolori e le tue pene; io rimango libero da presunzione; sono l'immortalità nella conoscenza, io

sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

16 Né decido né esito; sono la morte d'ogni attività e inattività, io non promuovo né distruggo,

sono la morte di tutti i progetti e di tutti i sogni; né cerco né mi tiro indietro; sono la morte di

tutte le verità e di tutte le falsità; sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in

essenza, sono come il cielo.

17 Il Sé non è né un tema della conoscenza né un mezzo, è oltre i motivi, oltre

l'immaginazione, oltre il sentimento, la parola e le convinzioni. Come posso allora

descriverlo? Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono

come il cielo.

18 Se il principio ultimo non é né il guscio né il mollusco, oltre l'unità e la separazione, che

cosa è allora? Non è né il soggetto che gode prima di creare, né l'oggetto che è goduto prima

di estinguersi. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono

come il cielo.

19 Io sono il principio oltre l'attrazione e la repulsione, oltre la buona e cattiva sorte, oltre

l'attaccamento e il desiderio. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in

essenza, sono come il cielo.

20 Non c'è veglia, sogno, sonno, che cosa oltre?

Non c'è passato presente o futuro, est, ovest o nord e sud, io sono pacifico, il grande principio,

il goal finale; sono l'immortalità nella conoscenza,io sono equanimità in essenza, sono come

il cielo.

21 Non ho dimensioni di grande o piccolo, né corto né lungo, né triangolo né cerchio; sono

l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

22 Non ho né madre né padre, né figlio, nessuno è mai nato nessuno è mai morto. Non ho mai

avuto una mente per pensare. Io sono l'invulnerabile roccia immobile, la verità ultima. Io sono

l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

23 E' l'ignoranza che definisce che la verità è pulita o sporca, frammentaria o completa; che

aderisce a tutto o non aderisce a tutto. Ha un volto senza fine. Io sono l'immortalità nella

conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

24 Quando il principio ultimo è uno, senza complessità, come può esserci un creatore, un

sostenitore ed un distruttore. Come possono esistere molti Dei e numerose religioni quante

sono le sfere celesti? Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza,

sono come il cielo.

25 Come posso dire che esso è puro quando non è né questo né quello, quando non è né parte

né tutto, quando è oltre gli attributi e l'assenza d'attributi? Sono l'immortalità nella

conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

26 Io lavoro sempre come se il più grande lavoro non fosse un lavoro, io onoro il mio corpo

come se esistesse e con se non esistesse, il mio più grande gioco è quello di rinunciare alla

mia rinuncia; sono l'immortalità nella conoscenza,io sono equanimità in essenza, sono come

il cielo.

27 Gli inganni e gli intrighi del mondo non sono dovuti a me, l'astuzia e l'ipocrisia non sono

da attribuirsi a me, né la verità né la falsità. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono

equanimità in essenza, sono come il cielo.

28 Io non provo separazione, poiché il Sé è oltre il tempo, oltre il mattino e la sera. Non sono

né sordo né muto, poiché il Sé è oltre la reazione. Il Sé è oltre il dubbio, oltre l'affermazione.

Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

29 Sono oltre il maestro e l'assenza del maestro,oltre il pensiero e l'assenza del pensiero.

Credimi, io sono oltre la sofferenza, oltre a tutto. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io

sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

30 Come posso dire che cosa è una casa o una giungla? Come posso dire che una cosa è

provata o dubbia? Ogni cosa è ugualmente saldata in me senza sforzo. Io sono l'immortalità

nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

31 Il Sé mi appare come oltre la vita e l'assenza di vita, oltre al seme e all'assenza del seme,

oltre la libertà e all'assenza di libertà, sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità

in essenza, sono come il cielo.

32 Sento sempre che nulla è mai stato creato, nulla è mai stato sostenuto e distrutto. Io sono

l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

33 Non possiedi nulla che abbia nome o forma che meritino di essere menzionati, non

possiedi nulla che ti sia vicino o lontano. Perché allora quest'ansia o mente senza vergogna?

Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

34 Amico perché singhiozzare? Non c'è nascita, né morte, non c'è malattia né decadimento,

non c'è né piacere né dolore; sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in

essenza, sono come il cielo.

35 Amico perché singhiozzare? Non hai volto, nébellezza, né età, né deformità. Io sono

l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

36 Amico perché singhiozzare? Non hai occhi per vedere, non hai orecchie per sentire, non

hai lingua per gustare, non ai pelle per toccare, né naso per annusare, né mente per pensare, né

vita da vivere. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono

come il cielo.

37 Amico perché singhiozzare? Non hai desiderio, non hai attaccamento, non hai illusioni

folli. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il

cielo.

38 Perché ricercare la prosperità? Nulla ti trattiene, la tua compagna non ti appartiene, nulla ti

appartiene nulla mi appartiene; sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in

essenza, sono come il cielo.

39 Né tu né io abbiamo nascita, sesso o progenie, questa mente dal viso della vergogna ha

creato la separazione. Nulla che conosca separazione e non separazione appartiene a te o a

me. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

40 Non hai ambizioni, neppure la più piccola, non hai passioni mai in nessun caso, e anche

nessuna avversione. Io sono l'immortalità nellaconoscenza, io sono equanimità in essenza,

sono come il cielo.

41 Dentro di te non c'è nessuno a meditare, né samadhi che debba essere ancora ottenuto. Non

esiste meditazione interiore, non esiste meditazione esteriore, non esiste oggetto di

meditazione, né gioia nella meditazione. Io sono l'immortalità nella conoscenza, io sono

equanimità in essenza, sono come il cielo.

42 Ti ho detto tutto, la sostanza di tutto. Non sei tu, io, o il maestro, o il discepolo, o il grande

uomo. L'ultima verità è semplice, accordata con labellezza del Sé. Io sono l'immortalità nella

conoscenza, io sono equanimità in essenza, sono come il cielo.

43 Quando sono la sola ultima verità, come l'unico cielo, come può ciò essere gioioso o privo

di gioia, intellettuale o non intellettuale?

44 Ricordati che io sono solo esperienza; sono labellezza dell'esperienza, l'esperienza e una

sola, senza né vento né fuoco, senza terra, né acqua; imparziale immutabile, illimitata come il

cielo.

45 Non sono né vuoto né pieno,né pulito né sporco, io sono la mia stessa forma, io sono

l'ultima verità con la bellezza del bello.

46 Rinuncia alla terra. Rinuncia alla terra. Rinuncia alla tua rinuncia. Quando la malattia della

rinuncia se ne è andato, rimane la semplice ed inesorabile immortalità.

Così è scritto nel terzo capitolo sulla Conoscenza del Sé, del sacro Poema Avadhoota Gita di

 

Sri Avadhoota Dattatreya indirizzato a Sri Kartka Swami.

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