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Shri Shastriji

Vishnu Datt Mishra (Shastriji)

più comunemente conosciuto dai devoti come ,Shri Shastriji è uno dei primi devoti a riconoscere Shri Babaji in questa sua ultima manifestazione, Shri Shastiji era devoto di Shri Mahendra Baba grande siddha yoghi , vissuto nel periodo tra il 1922 e il 1970  che annunciava il ritorno di Shri Babaji. Prima di lasciare il corpo Shri Maendra trasmise un Mantra a Shastriji e gli disse: "Io ti nomino Acharia (maestro) dell'Ordine di Heriakhandi, ti insegno un Mantra che ti darà tre poteri. Primo, se mai l'Ordine fosse in pericolo, usando questo Mantra sarai in grado di salvarlo.

Secondo, se mai la continuità della tradizione fosse minacciata da problemi finanziari, questo Mantra ti aiuterà a trovare i soldi necessari. 

Terzo, qualsiasi sadhu potrebbe presentarsi qui in kurta e topi (speciale cappello usato dal Vecchio Herakhan Baba) e affermare di essere Herakhan Baba, ma tu dovrai accettare come tale solo chi ti riporterà questo Mantra."

Shastriji incontra Shree Babaji il 22 febbraio 1971, pieno di dubbi e scetticismo,all'ashram di Vrindavan. Arrivato all'ashram Shastriji fu subito invitato a seguire Shree Babaji nella stanza dove era solito risiedere Shree Maendra, appena rimasti soli, Shastriji udì il suono del Mantra echeggiare da una parte all'altra della stanza, così forte che gli sembrava essere attraversato dal Mantra. Dopo questa esperienza Shastriji cadde ai piedi di Shree Babaji e lo ringraziò, uscì dalla stanza gridando a tutti che Quello era Shree Herakhan Baba, e come se stessero aspettando quel segnale tutti gioirono, danzarono e si inchinarono al Signore Shree Herakhan Babaji.

Personalmente ho avuto la fortuna e la grazia di incontrare diverse volte Shri Shastriji, al Bhole Baba Ashram di Cisternino, a Milano ed in Svizzera. Per molti anni ha accompagnato Shri  Maha Muniraji nei suoi viaggi in Europa, nei vari Ashram. Incontrarlo è una grande benedizione, dove ognuno di noi può sperimentare la semplicità, l'amore e l'umiltà della Saggezza . 

Bhole Baba Ki Jai !!

 

 

 

 

 

 

Jai Maha Maya Ki Jai!!

Shri Shastriji lascia il corpo il 19 novembre 2003, lo ricorderò sempre sorridente.

 

Shri Muniraji

Shri Muniraji

E' l'estate del 1984, l'ashram di Cisternino è splendente siamo stati impegnati per più di dieci giorni a ridipingere tutto, ogni angolo è stato ripulito. Shree Babaji ha, da qualche mese, lasciato il corpo e nell'ashram c'è una atmosfera triste , un po' mesta ma allo stesso tempo carica di attesa , qualcosa stava per accadere, sono un po' confuso perchè non so come accogliere Muniraji che sta per arrivare.

Si sta facendo buio ed è ora dell'arati, la kirtan hall è stracolma di persone provenienti da tutta l'Italia per l'occasione io mi fermo in fondo alla sala, i bhajans sono intensi e carichi di energia, siamo tutti in attesa di incontrare Shree Muniraji. Nella mia mente mille pensieri , come lo accoglierò, come mi rivolgerò a Lui, debbo o no inchinarmi ai suoi piedi, penserò Lui come il mio Maestro?

Mille interrogativi affiorano alla mia mente tra un canto e un altro e mentre tutto ciò sta accadendo all'improvviso un fremito mi percorre la schiena mi giro e proprio dietro di me c'è Lui il tanto atteso. In quel momento la mia mente si è fermata ,tutti i dubbi i pensieri , i se e i ma svaniti , nulla più ha importanza Lui è lì al mio fianco. Ho aperto il mio cuore e non ho potuto fare altro che inchinarmi ai suoi piedi.

IO che mai mi sono prostrato davanti un uomo, in quel momento ho posto il mio cuore e la mia mente ai piedi di Shree Muniraji e Lui ha aperto il Suo cuore e mi ha accettato come suo devoto.

Ho fatto il mundam e sento una strana e nuova energia dentro di me e al mattino presto dopo la doccia mi reco dal mio Guru per il chandan e ogni volta è una nuova iniziazione, la mia mente viene purificata e inondata dall'amore, del Guru.

Sono stati dei giorni pieni di nuove emozioni, e di rinnovata energia ho potuto finalmente incontrare il mio Guru, nella forma fisica di Shree Muniraji, Lui mi ha chiamato “Somnath” e mi ha dato una pratica da seguire.

 

Shri Muniraj left his body

Dear Brothers and Sisters,

This is to inform you that Shri Muniraj today on the 4th of August has left his body.

This is very sad news for all of us, but to comfort our pain know that for Shri Muniraj the last year has been very very difficult for his physical body.

He is free of that suffering now and enjoying with Shri Babaji in another dimension.

Pinda Kacha, Sabdha Sacha

The body is perishable, the word is eternal

Babaji

OM NAMAHA SHIVAY

Con questo annuncio, il 4 Agosto 2012 viene annunciata la dipartita del nostro amato Muniraji. Rimarra per sempre nei Cuori di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.

Viaggio in India 2005

 

Un viaggio Interiore

Dopo tanto parlarne, tanto pensarci, andiamo o non andiamo, sino all'ultimo forse il passaporto non me lo danno, il biglietti li facciamo o no; finalmente è arrivato il giorno della partenza, la vigilia sono stato molto eccitato, non stavo più nella pelle, sembra che sia in overdose di caffeina, sono arrivati Gigi e Marcella con Dede, dormono da noi per essere pronti il mattino presto, ma questa è stata una notte insonne, non ho preso sonno, sono già in India con la mente.

 

Al mattino molto presto mi alzo e comincio a fare il caffè, pian piano si svegliano tutti, prepariamo le ultime cose e siamo pronti.

Siamo tutti allegri e su di giri, i nostri sorrisi sono più grandi delle nostre facce, non so cosa aspettarmi, non immagino, o forse si, come potrà essere con Guruji, tutto avviene velocemente, dopo circa 24 ore siamo in India, sconvolti dal fuso orario, e dall'eccitazione e completati gli ultimi obblighi burocratici, ritiriamo i nostri bagagli e ci avviamo verso l’uscita, cerco di scorgere Guruji all'interno dell’aeroporto ma niente, ci avviamo verso l’esterno, una folla di facce nuove e di chiacchierio, ma ecco che tra quelle tante facce lo vedo, è Guruji, sorridente ci viene incontro con Vasanti, ci salutiamo velocemente e tutti insieme ci avviamo verso le macchine, siamo un po’ storditi ma siamo felici, in India e si vede.

Non abbiamo ancora idea di quello che ci aspetta in questo mese, subito Guruji ci chiede se siamo stanchi, e se vogliamo riposare il nostro primo giorno, ma tutti ansiosi rispondiamo di no, riposeremo la sera. Così con le due macchine con le quali sono venuti a prenderci ci siamo diretti a casa di Guruji (l’istituto IUC ), ci ha mostrato la casa , fatto colazione, e accompagnato a sistemarci nei 2 mini appartamenti, nuovi di zecca, messi a disposizione da Sampati, nel pomeriggio siamo andati in una scuola dove Guruji stava tenendo un corso di base, ci ha presentato come la sua famiglia italiana, sul tardi siamo andati con Vasanti e Vhinò a mangiare qualcosa, e questo ci ha subito un po’ indisposto, poiché tanto è piccante, io e Patrizia non siamo riusciti a mangiare, tranne che un gelato.

L’indomani, Domenica, c’è la chiusura del corso e trascorriamo tutto il giorno con il gruppo di Bangalore, cominciamo a conoscere la famiglia.

Guruji ci fa suonare dei Bhajans, tutti sembrano gradire i nostri canti, abbiamo passato una piacevole giornata in gioia e letizia, ma questo è solo l’inizio.

Il Lunedì siamo andati all’Ashram di Guruji a circa settanta KM, dove si è celebrato diverse puja con yaghia in suffragio delle vittime dello Tsunami, è stata una giornata fantastica, abbiamo partecipato alla Yaghia con Guruji, seduti accanto a Lui in qualità di ospiti d’onore, abbiamo suonato alcuni Bhajans, l’Energia è stata molto alta e tutti sono molto carini con noi.

Il giorno successivo ci ha fatto conoscere i bambini dei quali si occupa nel suo Istituto, questi 2 giorni li abbiamo trascorso a Bangalore, cercando di adattarci alla nuova situazione, dopo di che siamo partiti per Salem, dove siamo stati accolti da maharaji da Singaravelu e Gomathi, due persone meravigliose molto devote a Guruji, che ci hanno messo a disposizione la loro casa. L’indomani siamo partiti per i corsi avanzati in un villaggio nella giungla, a circa 60 Km da Salem, un posto molto bello immerso nella natura, il luogo del corso è una scuola che Guruji ha affittato, o meglio ha restaurato in cambio dell’ospitalità per i corsi.

La prima settimana è stata la volta delle ragazze che hanno fatto il corso con una sessantina di donne indiane ed una trentina di volontarie. Noi siamo stati alloggiati in una villetta presa in affitto per l’occasione, con tutti i confort per rendere la nostra permanenza più comoda possibile. La nostra presenza al corso è stata giustificata in quanto nominati volontari sul campo, ma in realtà non abbiamo fatto nulla, anche se volenterosi di aiutare, ma erano così in tanti, e la loro intesa formidabile, che noi potevamo solo essere di intralcio, e comunque in quanto ospiti d’onore non ci era permesso di lavorare.

È stata lo stesso una bella esperienza, ho visto Guruji all'opera nel suo ambiente, ho visto come le problematiche delle donne indiane siano diverse, ho capito e sperimentato la meditazione del “Cambiamento” che Guruji ci ha fatto sperimentare, ma che forse io non avevo bene afferrato durante un tramonto da Gigi e Marcella in occasione del corso av., ho visto, anche, come da un gruppo di donne che non si conosce, dopo tre giorni ne esce una famiglia, desiderosa di tenersi in contatto.

Ancora una volta ho approfondito la prima verità, il Mondo è la nostra mente sono uno, il mio mondo è il frutto di tutto ciò che arriva a me attraverso i sensi, se voglio riposare, alleggerire il peso debbo mettere da parte il mio mondo con la meditazione, e se voglio cambiare il mio mondo debbo cambiare la mia mente.

Ho sperimentato ancora l’unione con il tutto, questa volta senza bisogno di rapportarmi con un essere in particolare, ma semplicemente aprendo il mio cuore all'universo  semplicemente osservando con il cuore, senza aspettativa, senza tornaconti, senza catalogare ne decodificare con la mente come siamo abituati a fare sempre per ogni cosa, per ogni avvenimento, per ogni sentimento o emozione. Pur non capendo, in quanto Guruji parlava quasi esclusivamente in Tamil, questi tre giorni sono stati d’insegnamento, come sempre accanto a Guruji, come Lui stesso mi ha insegnato spesso le parole non servono.

Il Lunedì successivo siamo tornati a Salem, per un paio di giorni, abbiamo visitato un antico Tempio. Ci siamo intrattenuti a parlare con il bramino capo del tempio, e dopo la puja e la circumnavigazione del tempio siamo tornati a casa. 

In questi giorni ,io e Gabriele ne abbiamo approfittato, per occuparci del nostro aspetto fisico e siamo andati dal barbiere che con molta delicatezza ci ha tagliato i capelli, e guarda caso un dei barbieri è un devoto di Sai Baba.

A Salem siamo stati veramente bene sotto tutti i punti di vista, una bella città, senza il traffico caotico di Bangalore, il tenore di vita è più basso, la gente tranquilla e socievole, la Famiglia di Guruji qui è veramente molto organizzata ed attiva, Singaravelu e Gomathi sono delle persone eccezionali, molto devoti a Guruji e disponibili.

La settimana successiva è il nostro turno, quindi siamo tornati nella giungla nella nostra villetta, e qui ho sperimentato il mantra “ Sa Shiva So Ham Ham Sa – Ham Sa Shiva So Ham – So Ham Ham Sa Shiva Ham”

Io sono Te, Tu sei Me Noi siamo Shiva , ho capito che dobbiamo essere Guru e discepoli, e dobbiamo vedere gli altri come nostri Guru, e allora siamo discepoli, a volte dobbiamo aiutare gli altri e quindi siamo Guru e in quanto entrambi siamo Shiva, il tutto, siamo un tutto uno con l’universo.

È stato un insegnamento molto importante ed ho avuto i primi sentori già durante la meditazione del “So Ham” , quando Guruji, dopo la respirazione a ritmo di mantra, ha invitato tutti a lasciarsi andare, a fare quello che sentivano, ed io mi sono prima disteso, poi ho sentito la necessità di osservare gli altri, non descrivo dettagliatamente, poiché ci lega una promessa fatta all'inizio del corso, osservando gli altri ho sentito una grande compassione, osservavo tutti come si osserva il mondo, nella meditazione della natura, con il cuore aperto ho sentito gli altri facenti parte di me, e all'improvviso Guruji si è avvicinato e mi ha toccato la fronte ed ho capito. Alla fine del corso un’altra meditazione è stata importante per questa verità, in gruppi di dieci a giro ci siamo fatti pranam, e offerto una ghirlanda di fiori, con la stessa devozione che usiamo per il nostro Guru, offrendo quei fiori ai nostri Maestri, ai nostri cari defunti, a tutte quelle persone che hanno avuto un certo peso nella nostra crescita. Questo è stato forse l’insegnamento più importante che ho vissuto in questo mio viaggio.

Dopo il corso avanzato per gli uomini siamo tornati a Salem, l’indomani c’è stato la conclusione dei due corsi in un locale, dove abbiamo rincontrato tutti quelli che abbiamo conosciuto nei due corsi avanzati, è stata una giornata molto bella, Guruji ha ringraziato tutti quelli che in qualche modo hanno contribuito alla riuscita dei due corsi, poi ci sono state danze, canti, il pranzo insieme. Alla fine tutti hanno fatto delle offerte, ed il Pranam a Guruji e Vasanti.

Nei giorni passati a Salem abbiamo conosciuto molti studenti di Guruji, tutte persone eccezionali, che sono state molto disponibili, affettuosi, ed affabili con tutti noi. Abbiamo visitato una località turistica, dove abbiamo affittato dei pedalò per visitare il lago, abbiamo osservato il tramonto da un’altura. Il giorno dopo siamo stati a vedere delle cascate sulla strada per Bangalore un posto molto bello, naturalistico, abbiamo fatto un’escursione in barca, se così si possono chiamare, poiché non sono altro che delle grandi ceste dove fanno salire cinque persone alla volta, ma dove non scommetteresti che riescono a stare a galla. Le giornate passano veloci, siamo già ad oltre la metà del nostro viaggio, e invece sembra che siamo sempre vissuti in India. Oramai siamo pienamente adattati alla nuova vita e già si avvicina il momento di tornare.

Mysore

È il 1° Febbraio, e siamo tornati a Bangalore, siamo stati appena un giorno per poi ripartire il 3 per Mysore a trovare Ivonn da Rimpoche, certo che viaggiare per le strade dell’India è una vera avventura, e adesso ho capito cosa intendeva Vasanti quando parlava della guida di Guruji, io sono stato molto tranquillo e fiducioso in quella che era il modo di guidare di Guruji, ma Gigi e Patrizia proprio in occasione di questo viaggio si sono fatti prendere dal panico, ed erano molto ansiosi.


Sulla strada per Mysore, anzi proprio alle porte, siamo stati in un Parco Ornitologico, pieno di Aironi, Cormorani, Pipistrelli, qualche Coccodrillo, ed altre varietà di Uccelli, abbiamo fatto un giro in barca per poterci avvicinare di più alla fauna, un vero paradiso terrestre.

Certo in India è tutto cambiato, forse perché sono passati ventenni da quando sono venuto la prima volta, forse perché il nord India è diverso dal sud India, forse perché il mondo intero sta cambiando, o forse semplicemente perché io sono cambiato, è cambiata la mia percezione del mondo, la mia esperienza con il Maestro è diversa, Muniraj Re del silenzio, ha segnato la mia vita in modo silenzioso, senza scalpore, senza parole, ma solo con il suo cuore, con il suo vivere; e Guruji “kamikaze” del caotico traffico di Bangalore, dove con grande maestria si divincola nei mille ostacoli e pure trova il tempo per darti un insegnamento che probabilmente cambierà la tua vita, o in qualche modo segnerà il corso naturale della tua vita. Maestri diversi ma nella loro essenza UNO con l’universo.

A Mysore abbiamo incontrato Rimpoche, non abbiamo avuto molto da trascorrere insieme, forse la colpa è anche mia, ma Guruji ha tutto pianificato, ogni giorno, ogni attimo della giornata, abbiamo qualcosa da fare, mi sono posto in una prospettiva di lasciare che gli avvenimenti si susseguano senza un mio controllo diretto, ma lasciando un po’ gli eventi al loro corso, un po’ naturale, un po’ guidato dai desideri degli altri, non ho voluto mai, o quasi forzare gli avvenimenti e lasciare che la maggior parte delle volte sia Guruji a decidere sul da farsi, anche se questo a volte non coincideva con i miei desideri, tranne che una sola volta ma ne parlerò più avanti.

A Mysore siamo stati tre giorni, abbiamo partecipato al rituale del mattino con i giovani studenti di Rimpoche, è stato intenso, mi sono abbandonato nelle calme onde del fiume di antichi mantra del Buddismo Tibetano recitati da questi ragazzi, che fanno una vita da fortunati, poiché Rimpoche si prende cura di loro e vivono secondo i precetti del Budda, in un oasi di pace in mezzo alla tempesta del Samara; hanno un cuoco eccezionale, una casa decorosa e pulita, dei maestri che insegnano loro con molta dedizione e soprattutto hanno Rimpoche che si occupa di loro e li guida in questa loro esperienza di vita.

A Mysore abbiamo visitato oltre al Parco ornitologico, un Tempio dedicato alla Madre Chamunda, un altro dedicato al Nandì, veicolo del Signore Shiva, il palazzo del MahaRaja, molto ricco di dipinti, sculture, oggetti d’arte di ogni fattura, veramente una opera d’arte del ingegno, del buon gusto e della bellezza umana.

Sulla strada del ritorno per Bangalore abbiamo visitato un antico Tempio dedicato al Signore Somnath, io sono rimasto stupito, poiché non mi aspettavo di trovare un tempio dedicato a Somnath in quella zona, nome tra l’altro che mi è stato dato da Maha Munirai nel 1984 a Cisternino durante la sua prima visita in Italia dopo la dipartita di Shri Maha Prabhuji Babaji, ed è così che nonostante avevamo deciso di non visitare il suddetto Tempio, alla fine io e Vasanti siamo entrati, un Tempio molto antico ma non più in uso, usato solo come attrazione turistica. Abbiamo visitato anche il “Vrindavan Garden”, un giardino ricco di acqua , giochi di luci e musica, un posto frequentatissimo di turisti. 

Siamo ritornati a Bangalore, dove abbiamo trascorso alcuni giorni tra shopping, relax, io ne ho approfittato per comprare un bel armonium, per prendere dimestichezza con la Città, tanto che ormai sapevo orientarmi benissimo nel centro e spostarmi con facilità con i rishò, in questi giorni Gigi , Marcella e Gabriele sono andati a trovare Sai Baba, per un paio di giorni, io e Patrizia ne abbiamo approfittato per girare in città e comprare i vari regalini per i parenti. Appena Gigi e Marcella sono ritornati da Puttaparthi, siamo partiti con Guruji per un corso di base in una cittadina di nome Chandgoria, dove per la verità io e Patrizia non volevamo andare, un po’ perché stanchi di girare, un po’ perché in quei giorni a Bangalore c’è Amma Amrita e volevamo avere il suo Darshan, ma proprio la sera prima Guruji ci invita ad andare, dicendo che se lo desideriamo, possiamo andare con Lui e poi tornare con il pullman il giorno dopo, e cosi abbiamo fatto. È stata una, particolare, ma interessante esperienza, dove è successo un po’ di tutto, tra stupore, risate e sconforti, è stata una bella ed istruttiva esperienza, certo in quella città non c’è l’organizzazione di Salem, ma alla fine le persone erano tutte entusiaste di Guruji. Siamo stati, anche qui, accolti con amore e anche qui abbiamo suonato e cantato dei Bhajans, in qualunque posto andiamo c’è una certa attenzione per i nostri bisogni, debbo dire che a volte è anche un po’ imbarazzante, ma è il loro modo di dimostrarci il loro affetto e rispetto che hanno verso di noi, ma penso, in riflesso all'Amore e Rispetto che hanno per Guruji. Abbiamo trascorso con loro un giorno ed una notte, forse la più difficile di tutto il nostro viaggio, a detta dei miei compagni di viaggio, tra sconforti, risate, e sorprese, e per fortuna che è stata alla fine del nostro viaggio, ma la verità e che forse comincia a farsi sentire la stanchezza di un mese molto intenso, amore dato e ricevuto senza sosta, nuove e tante conoscenze di gente che dà e prende, viaggi in macchina, sulle strade indiane, con la tensione che ne comporta, nuove abitudine alimentari e nuovi ritmi, nuovo ma piacevole clima, un mese sì è poco, ma l’intensità e le molte cose fatte con Guruji lo fanno diventare una stagione intera, ad ogni modo stanchi ma felici, ho rivisto le foto e le nostre facce non sono mai state così serene, rilassate e sorridente.

Io e Patrizia siamo tornati il giorno dopo a Bangalore con il pullman, in mezzo agli indiani ci siamo mossi benissimo, appena arrivati siamo andati vicino alla MahAtma Gandhi Road a mangiare in un ristorante, abbiamo fatto un giro per i negozi e poi siamo tornati a casa. Ormai muoversi a Bangalore non è un problema, riesco ad orientarmi con disinvoltura nel centro della città. Al mattino seguente ci siamo alzati presto per andare da Amma, non sappiamo quasi nulla, solo che il Darshan è nella zona universitaria, e che in città ci sono delle gigantografie di Amma, ma non disperiamo, ogni volta che siamo andati da Amma siamo stati sempre aiutati, così fermo sotto casa un rishò, sembra tranquillo, è un Indù, gli spigo dove vogliamo andare, la zona, il tipo non conosce Amma, e dopo aver contrattato il prezzo saliamo a bordo, è presto ma il traffico è già intenso, e lo smog a volte non mi fa respirare, dopo un tratto il rishomen si ferma, torna indietro a piedi, a visto la gigantografia di Amma, e così a pensato bene di prendere l’indirizzo completo del luogo del ritrovo.

Dopo più di un’ora arriviamo al luogo del Darshan, c’è molta gente, e diversi poliziotti, i mantra recitati dai Bramachari si sentono già da lontano, siamo un po’ storditi, Amma non è ancora arrivata, non sappiamo come fare per mettersi in fila per il Darshan, chiediamo con il mio inglese maccheronico, ci indicano che c’è un posto per le donne ed uno per gli uomini, ci danno una piccola foto di Amma ed un numero, così ci avviciniamo al luogo indicato ma i seva appena ci scorgono da lontano ci fanno segno di seguirli e ci conducono proprio sotto il palco che ospiterà Amma, ci fanno accomodare assieme a due simpatici anziani che stanno già celebrando la puja, noi siamo molto, felicemente, sbalorditi, non osavamo sperare tanto vista la moltitudine di persone, siamo praticamente a 8 metri dal posto dov’è l’Asana di Amma, siamo veramente felici. All’improvviso, finita la puja con i nostri simpatici compagni, si avverte una certa agitazione, Amma sta facendo il suo ingresso sul palco davanti a noi, tutti in piedi accogliamo Amma che accompagnata dal primo ministro del Karnataka, ed è così che siamo a poco passi da Amma a cantare con lei. Dopo i bhajans inizia il darshan siamo seduti davanti a Lei, e siamo felici, tutti ci trattano come se fossimo dello staff di Amma, le zone attorno al palco sono proibite alla folla, ma non per noi,forse per il fatto di essere occidentali o forse perché siamo figli di Amma e questo si vedeva dal nostro sorriso. Portiamo ad Amma delle male ed un cestino di frutta, il darshan stupendo ma con la velocità della luce, abbiamo il tempo di sentirci tra le braccia di Amma, sentire qualcuno che dice ad Amma italiani, e subito Lei parla con noi in italiano “figli miei, figli miei”, la gioia è grande ma l’abbraccio è finito, ancora storditi ci vediamo condotti dai seva sul palco proprio dietro di Amma, tutto sembra inverosimile, mai avremo sperato tanto, ero partito con l’idea che mi sarebbe bastato anche solo vedere Amma da lontano, avere il suo darshan anche solo con lo sguardo, ed invece abbiamo fatto la puja, siamo stati a pochi metri da Lei, abbiamo goduto del suo abbraccio , a benedetto le male che gli abbiamo portato, ci ha parlato in italiano e siamo stati seduti accanto a Lei sul Palco, tutto questo è andato oltre le nostre aspettative, con Amma abbiamo avuto altre volte esperienze di questo tipo ma mai come questa volta. Siamo veramente molto felici di aver deciso di incontrare Amma, e stato come completare il nostro viaggio con la possibilità di riabbracciare, dopo diversi anni, la Madre Divina, ecco adesso siamo veramente a casa. Le sorprese non finiscono, decidiamo di tornare a casa in città, e mentre facciamo i nostri piccoli acquisti nelle bancarelle dei seva, appena accendo il telefonino ecco che squilla, chi è? È il rishò che ci ha accompagnato ed al quale avevo lasciato il mio numero, ma non speravo che l’avremo rivisto, poiché mi aveva detto che alle 13,00 sarebbe andato via e invece eccolo ancora lì, ci siamo diretti fuori ed eccolo che ci attendeva, ne ha approfittato ed è rimasto tutto il giorno, è stato un giorno speciale anche per lui, a preso il darshan di Amma che non conosceva. Ci ha accompagnato a casa, ha tentato di tirare sul prezzo ma senza troppa insistenza, è stata una giornata speciale, come sempre quando incontri Amma.

Ormai sono gli ultimi di questa meraviglia esperienza, siamo un piccolo gruppo, non abbiamo avuto particolari problemi, o discussioni come sarebbe stato facile che succedesse quando si sta insieme per molto tempo, ma tutto ciò non è accaduto e di questo sono contento, perché è sinonimo di maturità, di amore, comprensione, stiamo crescendo in sintonia e sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono.

Oggi Sabato 12 c’è il meeting Inter-religioso  siamo tutti eleganti, ci sono diversi rappresentanti religiosi, uno Swami, un maestro Sikh, due Vescovi cattolici, un rappresentante Vedanta, un rappresentante delle associazione del Karnataka, un anziano maestro di Guruji, l’atmosfera è stata festante ed armoniosa, i vari rappresentanti si sono succeduti a parlare, e tra uno e altro ci sono stati dei momenti di intrattenimento, di canti, imitazioni, piccole battute comiche, ed anche noi, ancora una volta siamo stati invitati a suonare e cantare dei Bhajans, è stato un successo e questo mi rende felice. Ormai siamo arrivati all'ultima notte da trascorrere in India, il tempo è finito e questo è il momento di Shiva, la conclusione, la fine, il tempo sembra essere volato, tanti volti nuovi, tanti profumi nuovi, tante emozioni nuovi, tanti fratelli nuovi. È Domenica 13 Febbraio, ci hanno invitato dai fratello di Shaila a colazione ma abbiamo rifiutato perché vogliamo trascorrere del tempo con Guruji per poter un po’ parlare, di noi, del gruppo, di ciò che si può e si deve fare, così ogni piccola occasione è buona per chiedere chiarimenti a Guruji, alle 11,00 andiamo a casa di Shaila e tutti insieme andiamo a far visita ad uno Ospizio per donne anziane, un posto pulito e piacevole, che è stato costruito con le donazioni di un gruppo di persone, che hanno voluto dare un luogo dignitoso dove finire i propri giorni a donne anziane, probabilmente, donne fortunate considerando la realtà Indiana. Anche qui abbiamo cantato dei bhajans, abbiamo pranzato con loro, e dopo aver salutato tutti, e soprattutto il gruppo di Salem, Gomathi, Singaravelu, Sampati, ed altri ci siamo diretti all'Istituto  dove abbiamo riposato, parlato con Guruji, nel tardo pomeriggio sono venuti alcuni studenti di Guruji a salutarci, abbiamo cantato dei bhajans insieme, nella tarda serata dopo aver salutato tutti, ci siamo rilassati, se così si può dire, in attesa che arrivasse il momento di caricare i bagagli per andare all'aeroporto  è mezzanotte e arriva Sampati con la sua macchina, carichiamo le valigie e con due macchine, Guruji, Vasanti, e Sampati ci accompagnano all'aeroporto  loro non possono entrare dentro, ci salutiamo davanti la porta, è un momento triste, ci abbracciamo e con decisione mi avvio all'entrata  è finito il nostro viaggio, un mese è volato, ma dentro di me un bagaglio immenso di Amore, amici, fratelli, emozioni, promesse, abbracci, sguardi, Puje, Templi, bambini, foto, speranze, insegnamenti, realizzazioni, ricordi.

Spero che tutto questo mio bagaglio possa in qualche modo essere di aiuto per altri, a partire dalla mia famiglia, la Famiglia di Guruji, i miei colleghi, i parenti, tutti quelli che incontrerò sul mio cammino, e tutti gli esseri dell’universo.

FotoAlbum: Viaggio in India 2005

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