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Suryanamaskar

 

 

I benefici che esso apporta confermano gli apprezzamenti del Rajah di Aundh che sono i seguenti: 

* Suryanamaskar può essere praticato da tutti, soli o in gruppo, in ogni stagione perché può essere eseguito sia in una stanza che all'aria aperta.

* Suryanamaskar richiede solo pochi minuti di una giornata (da due a sei minuti).

* Suryanamaskar non limita la sua azione ad una sola parte del corpo, agisce su tutto l'organismo.

* Suryanamaskar non costa nulla, non esige un equipaggiamento oneroso: è sufficiente uno spazio di due metri quadrati.

* Suryanamaskar tonifica il sistema digerente, stirando e comprimendo l'addome, massaggia i visceri (fegato, stomaco, milza, intestino, reni), attiva la digestione, elimina le cause della costipazione, evita la dispepsia.

* Suryanamaskar rinforza i muscoli addominali che mantengono gli organi al loro posto. Le congestioni venose negli organi addominali sono eliminate,

* Suryanamaskar sincronizza il movimento e la respirazione, ventila profondamente i polmoni, ossigena e disintossica il sangue con la massiccia espulsione di C02 e di altri gas nocivi attraverso le vie respiratorie.

* Suryanamaskar aumenta l'attività cardiaca e la circolazione del sangue in tutto l'organismo, combatte l'ipertensione, le palpitazioni e riscalda le estremità degli arti.

* Suryanamaskar tonifica il sistema nervoso grazie agli allungamenti e alle successive flessioni della colonna vertebrale, regola le funzioni del sistema del gran simpatico e del parasimpatico, favorisce il sonno. La memoria migliora.

* Suryanamaskar allontana le preoccupazioni e rende sereni gli ansiosi. Le cellule nervose recuperano più lentamente delle altre, ma la pratica assidua e regolare di Suryanamaskar ristabilisce a poco a poco il funzionamento normale di tutto l'organismo.

* Suryanamaskar stimola e regola l'attività delle ghiandole endocrine - in particolare la tiroide - a causa dei movimenti di compressione del collo.

* Suryanamaskar rende fresca e giovane l'epidermide. Se l'esercizio è eseguito bene la pelle evacua una grande quantità di tossine. Il Rajah di Aundh raccomanda di arrivare anche a un'abbondante traspirazione (in India, stante la temperatura ambientale, basta solo qualche minuto di pratica; da noi, questo non è sufficiente). La pelle ben irrigata ringiovanisce, diventa alabastrina.

* Suryanamaskar migliora senza ipertrofie la muscolatura di tutto a corpo: collo, spalle, braccia, mani, schiena, reni, muscoli addominali, cosce, polpacci, caviglie. Fortificare la schiena è il mezzo più semplice ed efficace per lottare contro molti disturbi renali.

* Suryanamaskar modifica l'aspetto e il portamento del petto delle ragazze e delle signore. Il seno si fa sodo ed elastico con la stimolazione delle ghiandole e della muscolatura del petto.

* Suryanamaskar regola l'attività dell'utero e delle ovaie, elimina le irregolarità mestruali e i dolori ad esse connessi, facilita il parto.

* Suryanamaskar annulla l'effetto nefasto dei tacchi alti, delle scarpe e dei vestiti troppo stretti, delle cinture; previene i piedi piatti, rafforza le caviglie.

* Suryanamaskar elimina l'eccesso di grasso dall'addome, dalle anche, dalle cosce, dal collo e dal mento.

* Suryanamaskar riduce l'anomala prominenza del pomo d'Adamo, grazie alla flessione del collo in avanti e alla ritmica compressione della tiroide.

* Suryanamaskar elimina i cattivi odori del corpo espellendo le tossine attraverso gli organi emuntori naturali: pelle, polmoni, intestini, reni.

* Suryanamaskar aumenta l'immunità fisiologica alle malattie.

* Suryanamaskar rende il corpo umano armonico: ipertrofie muscolari ed eccessi di grasso scompaiono.

* Suryanamaskar conferisce grazia, agilità ai movimenti e predispone il fisico a qualsiasi pratica sportiva.

* Suryanamaskar infonde e mantiene uno spirito giovanile. È meraviglioso sentirsi pronti ad affrontare la vita e capaci di estrarne il massimo di vere gioie. In sintesi Suryanamaskar procura la salute, la forza, l'efficienza e la longevità alla quale ogni essere umano ha diritto.

La Nuova Era

 Le tre Principali Feste Spirituali

Tempo di Appello Invocativo

Ogni vita esprime il ritmo dei cicli: il movimento del sole attraverso i cicli. ad esempio, mostra il modello familiare associato alla notte e al giorno e al ritmo delle stagioni. Un altro ciclo familiare è quello del respiro, che simboleggia il processo di meditazione: l'inalazione rappresentando l'interludio superiore dell'inspirazione e del contatto con il divino e l'espirazione la distribuzione delle potenze contattate nel servizio all'umanità. Anche le energie spirituali sono soggette a cicli, con l'interludio superiore del mese spirituale che ha luogo al plenilunio. Durante questo periodo vi è un allineamento diretto fra terra, sole e una delle costellazioni zodiacali. In senso simbolico è come aprire una porta, liberando le energie spirituali e facilitando un accostamento ai centri planetari di Amore e Proposito Illuminato. Questa opportunità di contatto e rivelazione è ancora maggiore durante l'interludio superiore dell'anno spirituale quando il sole si dirige verso nord. Le Feste di Pasqua, del Wesak e della Buona Volontà vengono celebrate nel periodo dei pleniluni dell'Ariete, del Toro e dei Gemelli; nel corso degli anni queste tre festività hanno attratto un numero sempre crescente di persone di buona volontà che, indipendentemente dal loro credo, partecipano alla meditazione in questi periodi. Poiché l'energia segue il pensiero, in questo approccio unificato vi è un'immensa potenza e le Vite che sono giunte all'illuminazione sono sempre pronte a rispondere a tali appelli dell'umanità che chiede Luce e Amore. Queste feste hanno un lunga storia e sono tuttora eventi attuali che ci consentono di plasmare in maniera creativa il nostro futuro destino.

La Festa di Pasqua porta l'energia di restaurazione, celebra il Cristo risorto e vivente e la natura d'Amore die ci libera verso un previsto periodo di libertà dalla "tomba della materia". È la grande festa cristiana o dell'Occidente.

La Festa del Wesak è la festa orientale del Buddha e il punto culminante dell'anno spirituale. È una cerimonia sacra nota a molti in Oriente e oggi sempre più conosciuta in Occidente. Un'antica leggenda descrive il Wesak come il momento dell'anno in cui il Buddha, l'incarnazione della luce e il trasmettitore del proposito divino, ritorna dal suo alto luogo per benedire l'umanità. In quell'occasione il Buddha e il Cristo - nel suo ruolo di Istruttore del Mondo - operano strettamente uniti e grazie al loro servizio Essi fondono Oriente e Occidente, unendo coloro che sono con Loro. È un momento in cui le forze di illuminazione sono particolarmente attive, stimolando l'umanità e vivificando la nostra aspirazione.

La Festa della Buona Volontà porta l'energia di ricostruzione influenzando in modo particolare lo spirito delle nazioni verso un'espressione delle giuste relazioni umane in questi tempi di crescente tensione. Viene osservata anche come Giornata Mondiale d'Invocazione e celebrata in tutto il mondo con la recitazione della Grande Invocazione; ciò evoca lo spirito dell'umanità che aspira a Dio (i dettagli di questa preghiera mondiale a tergo). È una festa di profonda invocazione e appello, di amicizia e buona volontà, di unità umana e spirituale. Essa rappresenta l'effetto nella coscienza umana dell'opera unificata del Buddha e del Cristo. Mantenendo un atteggiamento interiore di calma attesa durante i periodi delle tre feste possiamo contribuire a fare entrare la luce necessaria per meglio servire il bisogno dell'umanità. Volete unirvi a noi in meditazione durante queste tre festività aiutandoci così a creare quell'unità di coscienza essenziale a una vera pace durevole?

Wesak

 IL Wesak è una festività orientale di origine buddista, antica di oltre duemilaecinquecento anni.

Grosso modo si potrebbe identificare con la Pasqua cristiana o il Pesach ebraico, ma il suo significato non è così squisitamente religioso.

Una volta all'anno, nel giorno in cui cade il plenilunio del Toro, in una Valle dell'Himalaya si riuniscono, giungendo da tutte le parti dell'India, del Nepal e del Tibet

pellegrini. Maestri e discepoli di ogni ordine e grado, appartenenti alle più svariate correnti esoteriche, filosofiche e religiose.

Sono accomunati dal fatto di essere le guide spirituali di milioni di individui.

Prendono posto nel luogo convenuto e, intonando il canto dell'OM, comune a tutto

l'oriente, attendono il momento esatto del plenilunio. Quando IL momento è vicino,

entrano in profonda meditazione. Non esistono più barriere di nessun tipo

perché si lavora per l'obiettivo comune dell'evoluzione spirituale del genere umano. La tradizione vuole che, 500 anni avanti Cristo, il Buddha raggiungesse il massimo dell'illuminazione. Dopo una vita trascorsa nell'ascesi e nell'insegnamento degli ideali di pace, amore e compassione, Buddha muore. Raggiunge il Nirvana (l'equivalente del nostro Paradiso) ma, prima di varcare la soglia dell'eterna beatitudine, si volta a guardare il mondo degli uomini. Li vede tormentati dalle lotte, dalla fame, dall'ignoranza, dalle malattie... Prova compassione per loro e pronuncia la "Grande Promessa" : tornerà, ogni anno, per portare a tutti il suo amorevole aiuto e la sua benedizione. In Oriente è stata considerata per secoli una festività pubblica. E' un giorno di riunione, di pellegrinaggio e di attesa gioiosa. Pochi però conoscono il significato profondo di questa festività.

La tradizione

C'è una valle ad altitudine piuttosto elevata sul versante tibetano della catena dell'Himalaya.

Al tempo del plenilunio del Toro, i pellegrini provenienti da tutti i distretti circostanti cominciano a riunirsi: uomini santi e lama si inoltrano nella valle e riempiono la parte sud e quella di mezzo, lasciando quella a nord-est relativamente libera. Qui, secondo la leggenda, si raccoglie il gruppo di quei grandi Esseri che sono i Custodi in Terra del Piano di Dio per il nostro pianeta e per l'umanità. Il nome che diamo a questi Esseri non ha molta importanza. I credenti cristiani possono parlare di Cristo e della Sua Chiesa e

ritenere che costituiscano la grande Nube dei Testimoni che garantiscono all'umanità la salvezza finale. Gli esoteristi possono chiamarli Maestri dì Salvezza. la Gerarchia Planetaria, che nei loro vari gradi sono governati ed istruiti dal Cristo, il Maestro di tutti i Maestri e Istruttore degli uomini e degli angeli. Oppure possiamo chiamarli i Rishi delle Scritture indiane, o la Società delle menti illuminate come negli insegnamenti tibetani. Sono i Grandi Intuitivi ed i Grandi Compagni della nostra presentazione più moderna, e sono l'aggregato dell'Umanità perfetta che ha seguito le orme del Cristo ed è passata per noi al di là del velo, lasciandoci l'esempio che dovremo seguire come Essi hanno fatto. Con la Loro saggezza, il Loro amore e sapere, stanno come una parete di protezione intorno alla nostra razza, cercando di condurci passo passo (come furono condotti ai loro tempi) dalle tenebre alla luce, dall'irreale al reale, dalla morte all'immortalità. Questi conoscitori della Divinità sono i principali partecipanti alla festa del Wesak. Si dispongono all'estremità nord-orientale della valle in cerchi concentrici (secondo la posizione e il grado del Loro sviluppo iniziatico)preparandosi al grande atto di servizio. Di fronte alla roccia, guardando al nord-est. stanno gli Esseri che i loro discepoli chiama-no I Tre Grandi Signori. Sono il Cristo, che sta al centro: il Signore delle forme viventi, il Manu, che sta alla Sua destra; ed il Signore della Civiltà, che sta alla Sua sinistra. Questi tre stanno di fronte alla roccia sulla quale si trova una grande coppa di cristallo piena d'acqua.

Dietro al gruppo di Maestri, adepti, iniziati e lavoratori anziani sotto il piano di Dio, si trovano i discepoli del mondo e gli aspiranti nei loro vari gradi e gruppi (sia nel corpo che fuori dal corpo per cita-re S. Paolo), che costituiscono attualmente il nuovo gruppo di servitori del mondo. Quelli che sono presenti nel corpo fisico si sono recati lì con mezzi ordinari. Gli altri sono presenti con il loro corpo spirituale ed in stato di sogno (il sogno che; riferiscono poi, non può essere il riconoscimento fisico e il ricordo di un evento spirituale interiore?). Quando l'ora del plenilunio si avvicina, su tutta la folla scende una grande quiete e tutti guardano verso nord-est. Hanno luogo certi movimenti rituali in cui i Maestri raggruppati ed i loro discepoli di ogni rango prendono delle posizioni simboliche, formando sul fondo della valle dei simboli significativi come la stella a cinque punte, con il Cristo sul punto più elevato- oppure un triangolo, con il Cristo al vertice- od una croce ed altre forme ben note, che hanno tutte un significato profondo e potente. Tutto ciò viene eseguito al suono di certe parole e frasi esoteriche cantate, dette mantram.

Il canto e il ritmico tessere diventano più forti, e tutti i partecipanti e la folla che osserva innalzano gli occhi al cielo in direzione della parte stretta della valle.

Proprio pochi minuti prima del momento esatto del plenilunio appare in lontananza nel cielo una macchia minuscola.

Si avvicina sempre più, acquistando chiarezza e nitidezza di contorni, finché si vede la forma del Buddha, seduto a gambe incrociate nella posizione di Buddha, rivestito della Sua veste color zafferano, inondato di luce e colore, con le mani tese a benedire.

Quando arriva al punto esattamente sopra la grande roccia, librandosi nell'aria sulla testa dei Tre Grandi Signori, il Cristo intona un grande mantram usato solo una volta all'anno per la festa e l'intero gruppo di persone nella valle si prosterna sulla faccia. Questa invocazione instaura una grande vibrazione o corrente di pensiero di tale potenza , che dal gruppo degli aspiranti, dei discepoli e iniziati che la usano, giunge fino a Dio stesso. Essa segna il momento supremo del più intenso sforzo spirituale di tutto l'anno e la visualizzazione spirituale dell'umanità, e gli effetti spirituali durano per tutti i mesi successivi. L'effetto di questa grande invocazione è uni-versale o cosmico, e serve a collegarci con quel centro cosmico di forza spirituale dal quale sono venuti tutti gli esseri creati. La benedizione viene riversata ed affidata al Cristo, quale rappresentante dell'umanità, per-ché la distribuisca. Così, dice la leggenda, il Buddha ritorna una volta all'anno a benedire il mondo, trasmettendo mediante il Cristo, rinnovata forza spirituale. Lentamente il Buddha recede poi in distanza, finché di nuovo nel cielo non si vede più che una pallida macchia ed anche questa scompare infine. L'intera benedizione cerimoniale, dal primo istante dell'apparizione a distanza fino a quel-lo in cui il Buddha scompare alla vista,comprende esattamente otto minuti. Il sacrificio annuale del Buddha per l'umanità (poiché molto Gli costa il tornare indietro) è finito ed Egli torna nuovamente nel luogo eccelso dove opera ed attende. Un anno dopo l'altro torna a benedire; un anno dopo l'altro ha luogo la stessa cerimonia. Egli e il Suo Grande Fratello, il Cristo, operano in stretta collaborazione a beneficio spirituale dell'umanità. In questi due grandi Figli di Dio sono stati concentrati due aspetti della vita divina, ed Essi agiscono insieme come Custodi del tipo più elevato di forza spirituale cui la nostra umanità possa rispondere. Tramite il Buddha si riversa la sapienza di Dio. Tramite il Cristo si manifesta all'umanità V amore di Dio; e sono questa sapienza e questo amore che si riversano sull'umanità ad ogni plenilunio di Maggio. Questo è il racconto antico; questa è la leggenda che sta dietro a questa festa popolare dell'Oriente. Tale è la realtà, se osiamo crederci e se abbiamo la mente abbastanza aperta per ammetter-ne la possibilità. Per l'Occidente è un'idea piuttosto nuova, che richiede il riadattamento di alcune nostre credenze cui siamo più attaccati. Ma se può esse-re afferrata e capita, nella nostra coscienza emergerà una veduta nuova e la possibilità, di attingere oggi ad una nuova fonte e ad un nuovo centro di forza spirituale. Tornando alla scena dell'Himalaya, quando il Buddha è scomparso, la folla si alza in piedi; l'acqua della coppa viene distribuita in minuscole porzioni a Maestri, iniziati e discepoli che tornano poi ai loro posti di servizio. Quelli della folla, che hanno tutti portato piccole coppe e recipienti d'acqua, la bevono e la dividono con gli altri. In questa bella cerimonia di comunione con l'acqua ci è rappresentata simbolicamente un'indicazione dell'Era dell'Acquario, cioè, il Portatore d'Acqua. È l'era de l'uomo che porta una brocca d'acqua, come disse il Cristo nell'episodio precedente il servizio di comunione che Egli iniziò. In questa cerimonia viene perpetuata per noi la storia dell'universalità dell'Amore di Dio la necessità della purificazione individuale, e l'opportunità di condividere gli uni con gli altri ciò che appartiene a tutti. L'acqua, che è stata magnetizzata dalla presenza del Buddha e del Cristo, porta certe proprietà e virtù di guarigione e di aiuto. Così benedetta, la folla si disperde i Maestri e i discepoli tornano con forza rinnovata a riprendere un altro anno di servizio

 

Da: // discepolato della Nuova Era - Trattato dei sette raggi di A. Bailey

 

La Grande Invocazione

 

Giornata Mondiale d’Invocazione

* Plenilunio dei Gemelli 

Motto del segno: «Riconosco il mio altro sé, mentre quello declina io cresco e splendo.»

Se nella festa del Wesak l’umanità riceve i benefici influssi che provengono dalla Gerarchia, nella Festa del Cristo è l’umanità stessa che è chiamata ad agire in prima persona, ad applicare la buona volontà per costruire retti rapporti e richiamare la pace.

Questa festa è chiamata anche Giornata Mondiale d’Invocazione, perché chi vuole unirsi all’opera di costruzione di un mondo più unito, dedica questa giornata alla preghiera ed alla meditazione, includendovi la recita della Grande Invocazione .

Dopo alcuni episodi sperimentali, in cui comunque questa preghiera è stata ripetuta da milioni di persone nello stesso giorno, rafforzando il potere della Gerarchia ed aprendo un canale di scambio fra essa e l’umanità che non si è più chiuso, dal giugno del 1952 la Giornata ha assunto la regolarità annuale, cadendo sempre nel plenilunio dei Gemelli.

L’immensa forza messa in moto da milioni di preghiere simultanee assume il potere di invocare le energie che dai Piani spirituali vengono inviate all’uomo, affinché quest’ultimo riesca a realizzare una nuova civiltà di Pace, Luce, Amore e Buona Volontà.

La Giornata dell’Invocazione presenta tre elementi fondamentali: la recitazione, cosciente e mirata, della “Grande Invocazione ” una preghiera che ha una sua potenza indipendentemente dalla religione di chi la esprime, la cooperazione di un grande numero di persone di buona volontà, verso un fine spirituale che trascende tutte le differenze di razza o di cultura,la diffusione, nell’interiorità umana, delle forze spirituali messe in movimento dalle due feste precedenti, Pasqua e Wesak . La celebrazione cosciente di queste tre feste aiuta l’umanità a compiere il passaggio verso la nuova era, nella quale la pace ed i giusti rapporti sostituiranno la guerra e l’incomprensione.

La Grande Invocazione è una delle preghiere più antiche in possesso della Gerarchia, ed è stata data, all'indomani della guerra, ad un’umanità lacera e sofferente,

affinché nel dolore e nello sconforto nascessero i semi di una nuova speranza, e fossero gettate le basi di una nuova civiltà, nella quale i rapporti fra gli uomini fossero dettati da sentimenti di comprensione ed unità.

La Grande Invocazione

“Dal punto di Luce entro la Mente di Dio

affluisca la luce nella mente degli uomini.

Scenda la Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio

affluisca l’amore nel cuore degli uomini.

Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto

un proposito guidi il piccolo volere degli uomini;

il Proposito che i Grandi Esseri conoscono e servono.

Dal centro che è chiamato il genere umano

si svolga un Piano di Amore e di Luce

e possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che la Luce, l’Amore ed il Potere

ristabiliscano il Piano divino sulla Terra.”

L’evoluzione dell’uomo segue un piano preciso, non è casuale; in questo piano, è stato previsto che nel tempo e nel luogo giusti questa potente preghiera fosse donata all’umanità, per darle la possibilità di avvicinarsi sempre più allo spirito, ed avviarsi preparata al ritorno del Cristo, che avverrà nella Nuova Era.

Oggi esiste una versione della Grande Invocazione in quasi tutte le lingue del mondo; in alcuni luoghi è diffusa via radio, altrove via rete, di modo che la sua divulgazione è sempre più capillare. La sua grandezza risiede nell’essere una formula che avvicina il cuore e la mente, in pratica una formula di energia che attraverso la ripetizione a più voci ed in più momenti è in grado di fermare il male, una formula che crea una spirale di luce capace di liberare da ogni blocco il collegamento fra Anima e personalità.

«A livello maggiore, essa collega i tre grandi centri planetari, formati da:

Umanità (Centro della Gola)

Gerarchia Spirituale (Centro del Cuore)

Shamballa (Centro della Testa) »

(da Le porte di Luce, Seven Rays Core)

«La Grande Invocazione è completa, da qualsiasi punto di vista la guardiamo, e può essere usata in ogni campo della nostra vita, perché incorpora, invoca ed evoca tutti e tre gli aspetti della divinità:

Volontà - Potere,

Amore - Saggezza

Luce - Intelligenza

Legati a questi tre aspetti vi sono i tre dipartimenti principali che costituiscono l’ossatura della nostra società

Educazione (Luce)

Spiritualità (Amore)

Politica (Potere)»

(da Amore e Saggezza, Leo e Viola Goldman)

Nella Festa del Cristo, così chiamata perché è il Cristo che rappresenta l’umanità dinanzi alla Gerarchia, ciascun uomo ha la possibilità di dare il proprio contributo, partecipando in prima persona, recitando la Grande Invocazione o comunque dedicando la giornata allo studio dei valori della nuova era ed al raccoglimento.

Volete unirvi a quest’opera per produrre un mondo più unito, includendo la “Grande Invocazione” nei vostri pensieri, nella vostra preghiera e meditazione in questo giorno?

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