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Gayatri

 

Herakhan, maggio 1982

Babaji chiese a tutti di imparare a ripetere il Gayatri Mantra. Questo è il mantra originale della Dea Madre Gayatri e del dio Sole. E' una meditazione sull'aspetto di Padre e Madre del Divino attraverso la luce del sole. E' universalmente applicabile come preghiera per ottenere la Luce e viene rivolta all'Onnipotente Spirito Supremo. Gayatri è la Madre dei Veda e la distruttrice dei peccati, dona lunga vita e perfetta salute. E' di buon auspicio per tutti, arche se si usano altri mantra o preghiere. E' bene ripeterlo 108 volte la mattina e 108 volte la sera.

Mattino presto e la sera presto sono considerati i momenti migliori poiché danno pace e potere spirituale. In quelle ore l'inalazione e l'esalazione del respirosono equilibrate e la meditazione diventa profonda e pacifica. Ci si deve sedere rivolti ad est o a nord. Ripetendoil mantra si medita sul suo significato e si prega per ottenere la visione della Madre Gayatri Devi. Questo mantra èdedicato a Dio come luce e il sole ne è il simbolo.La ripetizione del Gayatri mantra distrugge karmae peccati. Purificando la mente e il cuore si apre il terzoocchio dell'Illuminazione. Si vive a lungo con un corpo sano e luminoso e si aiuta l'umanità ad affrettare la sua evoluzione. Si pratica il Gayatri mantra per raggiungere laCoscienza Universale e risvegliare i poteri intuitivi...”

Tratto da: Gayatri, thè highest meditation" di Satguru Sani Keshavadas.

 

Gayatri Mantra

"...Gayatri è una meditazione che si esegue all’alba e al tramonto. Questo mantra viene ripetuto per migliorare l'intelletto e per altre ragioni. Per avere efficacia deve essere ripetuto almeno tré volte. Alcuni fanno uno o più giri di "mala" (108 volte).

Poiché questa meditazione si fa attraverso il sole - che simboleggia la Luce della. Verità - è anche conosciuto come Sandhya Vandana o saluto alla Luce della Verità.

OM

BHUR BHUVAH SVAHA

TAT SAVITUR VARENYAM

BHARGO DEVASYA DHIMAHI

DHIYO YO NAH PRACHODAYAT

OM

Supremo Divino, tu sei il Creatore di questo universo, della terra, dello spazio e del cielo.

Noi adoriamo Savituh, quel raggiante splendore, la Tua pura forma, l'origine di tutta la creazione.

Noi meditiamo sulla Tua Divina radiosità. Noi Ti contempliamo.

Ispira i nostri pensieri,guida il nostro spirito, apri il nostro occhio interno, l'occhio della Saggezza.

 

INTRODUZIONE                                  PRANAYAMA                                          PRATICA

Introduzione

 

Come  la  terra  procura  ad  ogni pianta  la  sostanza  necessaria  alla  sua crescita,  così il Gayatri  Mantra  e  il Pranayama Yoga provvedono alla realizzazione di colui che aspira ad una vita spirituale.

Lo   scopo   di   questo   lavoro è  di  avvicinare  lo  studioso  ai  sistemi combinati  di  Mantra  e  Pranayama   Yoga. Ognuno  di  questi  sistemi  ha  una  varia e  vasta  letteratura  che  non  può  essere trattata  adeguatamente  in   questo   breve articolo esso è  stato  concepito  soprattutto per i principianti. Nella sua  prima  parte è  stato  fatto  un  tentativo  di  informare l'aspirante  sulla  teoria,  sulla  pratica e sugli effetti del Mantra Yoga,  scegliendo il più famoso e principale mantra di tutti i  Veda.  Nella  seconda  parte  è  descritto come il processo  di  pranayama  può  essere realizzato     contemporaneamente     all'uso di questo supremo mantra.

La pratica del pranayama è considerato  il  primo  passo per  tutti  coloro che  sono  protesi  verso  la  realizzazione spirituale. Lo splendore della realizzazione non può essere ottenuto attraverso ricerche razionali e accademiche;  esso  deve  essere sperimentato   per   mezzo   dell'intuizione come una crescente luce interna» La recitazio ne di un mantra e la pratica del pranayama sono  aiuti  indispensabili  per  coloro  che desiderano   realizzare   l'esistenza   dello Spirito,  liberati  da  tutte  le  schiavitù dei sensi e della mente, ed ottenere perciò l'auto-purificazione.   Bisogna   avere   una mente tranquilla per  realizzare  la  Verità Suprema,  e  recitando  il  Gayatri  Mantra unitamente   alla   pratica   del   pranayama si può ottenere questa tranquillità.

Secondo   alcuni   Yogi    nessuno può  realizzare  la  vera  conoscenza   del Divino  Sé  senza  impegnarsi  nella  pratica del  pranayama  e  nella  recitazione   del mantra.  Il  Mahamantra  Gayatri  non  è  il solo  mantra  idoneo  a  tale  pratica,  ma il  Suo  supremo  potere  non  è  mai  messo in  discussione  dalla   filosofia   indiana e dalle Scritture. Il Bramanesimo si regge storicamente su di esso; da tempo immemorabi-le  in  ogni  parte  dell'India  nessuno  può aspirare al rango  di  Bramino  senza  prima ricevere l'iniziazione attraverso il Gayatri Mantra. Il potere dell'eterno ed universale suono OM è la prima metrica   del  Gayatri e l'origine della saggezza indiana.

Il  soggetto  di   questo   studio è la metafisica  del  suono  e  della  mente fino  ad  ora  inesplorati  dalla   scienza moderna.  Un  mezzo  per  l'esplorazione  di questo  "regno"  è  conosciuto  come  "Japa" o  recitazione  di  mantra.  Gli  effetti  di questa ripetizione possono essere paragonati a  quelli  del   culturista.   Esercitandosi con  dedizione  ogni  giorno  il  culturista scopre che i  suoi  bicipiti,  per  esempio, hanno  raggiunto  una   evidente   crescita. Sebbene sia incapace di registrare l'insensibile  progresso  fatto  giornalmente,   alla fine si raggiungono i risultati desiderati. Esattamente allo stesso modo,  la ripetizione regolare  ed  accurata  del  Gayatri  Mantra si   trasforma   in   evoluzione   spirituale e  gloriosa  manifestazione.  Su  questo  non ci sono dubbi.

OM NAMAHA SHIVAYA.

Pranayama

 

L'uso del Gayatri Mantra insieme alla pratica del pranayama

II Gayatri Mantra può essere recitato contemporaneamente alla pratica del pranayama. Il Pranayama è un metodo per controllare il PRANA, il respiro, e altre arie vitali. Contribuisce anche a risvegliare la Shakti, producendo distacco e liberazione dagli attaccamenti. Per mezzo della pratica regolare del pranayama l'assopita Kundalini è risvegliata, per salire verso l'alto attraverso i canali nervosi e i centri psichici.

Il Pranayama può anche essere praticato dopo la recitazione del Gayatri Mantra. Si può recitare il Mantra come preparazione a questa pratica tante volte quante se ne desidera. Ma durante il periodo iniziale il pranayama non dovrebbe essere praticato più di cinque volte a seduta.

Durante l'intero processo di recitazione e di pratica del pranayama (in particolare dopo che è stato raggiunto il controllo del respiro) si possono mantenere gli occhi chiusi, che aiuta a ridurre al minimo le influenze esterne, le quali distolgono dalla concentrazione interna.

Inizialmente la recitazione del mantrainsieme al pranayama non dovrebbe essere praticata fino a che l'aspirante non abbia perfezionato i tempi del suo respiro (inspirazione, ritenzione ed espirazione), e non dovrebbe essere ripetuto più di cinque volte a seduta. Il numero delle ripetizioni, comunque, può essere aumentato appena l'aspirante accresce la sua esperienza e se sente che un aumento potrebbe dargli beneficio. Egli deve osservare il progresso che compie durante la sadhana.

Inizio del processo di pranayama

Per iniziare bisogna purificare i nervi con un processo chiamato NADI-SHUDDi. Soltanto dopo che ciò è avvenuto si può praticare il pranayama. Ouesto perchè i nervi devono essere purificati e dati nuovl canali, aiutando automaticamente la concentrazione. Dal momento che la parte principale di questa attività si svolgerà lungo la colonna vertebrale, è necessario mantenere la stessa rilassata e libera, sedendo eretti, con il petto il collo e la testa allineati e ad angolo retto con la superficie su cui si siede.

Nadi-shuddi

Sedendo in posizione eretta , chiudete la narice destra con il pollice.

Quindi inspirate profondamente attraverso la narice sinistra respirando ritmicamente e in modo equilibrato (senza strappi). Non trattenete il respiro; espirate attraverso la narice destra, chiudendo quella sinistra con l'anulare o il medio. Continuate-immediatamente nell'ordine inverso, inspirando attraverso la narice destra ed espirando attraverso la sinistra, chiudendo questa volta la destra con il pollice. Evitate espulsioni improvvise dell'aria inspirata. Il processo di Nadi-shuddi può essere ripetuto tre o quattro volte per armonizzare il sistema nervoso prima di praticare il pranayama ad uno stadio superiore. Un principiante potrebbe trovare vantaggioso praticare la Nadi-shuddi per uno o due mesi, o fino a quando sente che il suo metodo è sufficientemente preparato, prima di impegnarsi negli stadi successivi del pranayama.

La pratica del pranayama insieme al Gayatri Mantra

STADIO 1. (4 SECONDI) Sistemate il vostro corpo in posizione eretta, quindi respirate due o tre volte normalmente attraverso entrambe le narici. Chiudendo la narice destra con il pollice, inspirate attraverso la narice sinistra per quattro secondi. Mentre inspirate ripetete mentalmente: 0M.

STADIO 2. (16 SECONDI) Chiudendo la narice sinistra con l'anulare o il medio e lasciando ancora chiusa quella destra, trattenete l'aria per sedici secondi mantenendo la mente in silenzio.

STADIO 3. (8 SECONDI) Aprite la narice destra, quindi espirate gradualmente per otto secondi. Lasciate chiusa la narice sinistra. Mentre espirate ripetete mentalmente: BHUR BHUVAH SVAHA.

 

STADIO 4. (4 SECONDI) Adesso inspirate ritmicamente attraverso la narice destra per quattro secondi, ripetendo mentalmente: TAT.

STADIO 5. (16 SECONDI) Chiudendo di nuovo la narice destra, trattenete l'aria in silenzio per se dici secondi. STADIO 6. (8 SECONDI) Aprite la narice sinistra ed espirate per otto secondi, ripetendo mentalmente: SAVITURVARENYAM

Riposo: adesso respirate due o tre volte attraverso entrambe le narici, normalmente.

STADIO 7. (4 SECONDI) Inspirate lentamente altra verso entrambe le narici, poi chiudete la destra col pollice ed espirate attraverso la sinistra per quattro secondi. Ripetete mentalmente: BHARGO.

STADIO 8. (16 SECONDI) Chiudendo entrambe le narici, trattenete l'aria in silenzio per sedici secondi.

STADIO 9. (8 SECONDI) Aprite la narice destra ed inspirate per otto secondi ripetendo mentalmente: DEVASYA DHIMAHI.

STADIO 10. (4 SECONDI) Adesso espirate attraverso la narice destra per quattro secondi. Ripetete mentalmente: DHIYO.

STADIO 11. (16 SECONDI)

Chiudendo entrambe le narici, trattenete l'aria in silenzio per sedici secondi.

STADIO 12. (8 SECONDI) | Aprite la narice sinistra ed inspirate lentamente per ot-to secondi, ripetendo mentalmente: YO NAH PRACHODAYAT.

Quindi espirate normalmente attraverso entrambe le narici.

Adesso respirate normalmente per alcune volte meditando sul significato del mantra. I dodici stadi di esecuzione del pranayama possono essere ripetuti una o due volte nelle fasi iniziali della sadhana e successivamente incrementati.

Tra i vari stadi, dalla Nadi-shuddi alla fine, inspirate ed espirate normalmente attraverso entrambe le narici due o tre volte come indicato. Ciò sarà di aiuto e rilasserà: altrimenti la pratica può diventare ardua.

Durante la pratica lasciate che le sillabe del mantra fluiscano ritmicamente e armoniosamente insieme al respiro. Poi si noterà che i nervi più tesi si sono calmati e che vi sentirete rinvigoriti dopo la pratica.

Il Gayatri Mantra, infine, può essere recitato, come col pranayama, assieme a preghiere individuali.

Gli effetti

Gli effetti di questa pratica possono essere percepiti già dal cambio di espressione del viso: le linee dure scompariranno con l'influenza di pensieri tranquilli, e la tranquillità apparirà sul volto. Come risultato della respirazione ritmica c'è per tutte le molecole del corpo una tendenza a muoversi nella stessa direziono.

II Gayatri Mantra può essere ripetuto e meditato tre volte al giorno: all'alba, mezzogiorno e al tramonto, o suonato con qualunque strumento musicale. Seguendo questo principio, le melodie basate sul Gayatri Mantra sono state composte con lo scopo di creare una gradevole atmosfera per la meditazione collettiva concentrando correttamente la mente del singolo o del gruppo in preparazione della sadhana.

Possa il Gayatri Mantra essere fonte di piacere e donare a tutti i praticanti la tranquillità e la beatitudine.

In Verità, Semplicità e Amore.

Pratica

 

Perché il Gayatri Mantra è chiamato "Vedamata"

Una  volta  Brahma,   il  Creatore Supremo, mentre era assorto in meditazione, ebbe la rivelazione della metrica, o sottile vibrazione  interna,  del  Gayatri.  Questo accadde  prima  che  i  Veda,  basati  sulla stessa metrica,  fossero  rivelati  ai  saggi del mondo: perciò il Gayatri Mantra è chiamato "VEDAMATA", la Madre dei Veda.

Le  scritture  vediche,  compilate in versi, prosa e poesia da Vyas Deva, provengono dalla Memoria dei saggi del mondo e sono la più antica espressione della Conoscenza Divina. Sebbene compilati in India, i Veda  non sono il possesso esclusivo di una particolare religione o gruppo, ma sono gli invisibili fili che articolano la famiglia  spirituale della terra in una rete sublime e armoniosa.

Il  Gayatri  Mantra  fu  rivelato al saggio Vedico Vishvamitra, un precettore di  Shri  Rama,   incarnazione  del  Signore Vishnu,  ed  è  considerato  il  più  potente mantra dei Veda.

Che cosa è un mantra?

Un  mantra  non  è  solamente  una preghiera, ne tanto meno soltanto un suono. Esso è una  sillaba  o  una  parola,  o  una serie  di  sillabe  o  parole,  investita  di un potere spirituale per evocare la Shakti (Energia Divina)  a manifestarsi all'interno di Jiva (essere).

Il mantra è la mente-mai-silenziosa che  si  manifesta  come  suono  emesso  in devozione alla Coscienza Divina. La recitazione di un   mantra è stata definita come "una  via  di  ascesa alla Realizzazione Suprema".  Il  fondamento logico della Japa o del  canto  del  mantra può   essere   apprezzato   soltanto   quando si comprende la metafisica e la scienza   del suono.

Che cosa è la Shakti?

La  Shakti  è   l'Energia   Divina che può essere rivelata per mezzo dell'intuizione  spirituale  della  mente  umana.   In accordo con gli insegnamenti degli  Shakta, coloro che seguono il culto  della  Shakti, Essa  è  la  manifestazione  della  Coscienza Divina stessa (Shiva).

La scienza occidentale parla di  energia come il principio fisico fondamentale che sta sotto tutti  gli  aspetti  della materia ma, in accordo con la filosofia indiana, tale energia è solo una limitata manifestazione dell'Onnipotente. Shiva è l'aspetto inalterabile dell'Uno, il Signore Supremo il cui potere di azione è Shakti (Energia Illimitata), Shakti può   evocare   Ananda (Beatitudine) a manifestarsi in Jiva. Shakti è il fluido spirituale che scorre attraverso tutti gli esseri ed è alla base di essi.

Come può la Shakti manifestarsi all'interno di Jiva?

Come  nello spazio   esterno   il suono genera movimenti d'aria (vayu) sotto forma di onde, così nello spazio all'interno di Jiva vengono prodotte onde dai movimenti dell'aria   vitale   (pran-vayu)    generati dal canto o dalla ripetizione di un mantra. Per mezzo di ciò la Shakti e la Coscienza Divina si manifestano all'interno di Jiva. Si può inoltre essere in comunione  con il Divino - l'unico vero scopo della vita, il fine ultimo dell'esistenza umana.

Ma come la Coscienza Divina si manifesta?

Quando è  assopita,   la   Shakti è presente nel corpo umano come un serpente attoreigliato in  stato di  riposo.  Essa giace nel plesso più basso o centro del corpo,   il   "Muladhara   chakra",   situato alla base della colonna vertebrale   ed è chiamata "Kundalini Shakti"  o Energia del Serpente. Fino a quando essa non è destata  e  fatta  salire,  penetrando  sul suo cammino i sei Loti  o  centri  psichici all'interno  del  corpo  umano,  non  si  può realizzare  la  Beatitudine  della  Coscienza Divina.

Sei  dei  centri   psichici   sono chiamati  chakra,  non  distinguibili  alla vista  grossolana;  essi   sono   conosciuti come   Muladhara,   Svadhisthana,   Manipura, Anahata, Vishudva e Ajna chakra. In questi centri i sei  loti,  occupati  da  abitudini e  interessi  del  piano  materiale,   sono rivolti verso il basso. Essi  si  rivolgono verso pensieri di un piano  più  alto  solo quando Kundalini Shakti è risvegliata e preparata ad aprirli, liberando perciò la coscienza umana da tutti gli attaccamenti mortali. Nel  corpo  umano   la   Coscienza Divina è sperimentata dagli yogi nel centro cerebrale,  il  più  alto,   il   Sahasrara. La  Shakti  assopita  si  trova  nel  centro più  basso,  il  Muladhara.  Per  risvegliare questa  shakti  dormiente,  per  aprire  le sue  spire  favorendo  un  movimento  verso l'alto e poi congiungersi con la Coscienza Divina  in  un  estatico  Samadhi  inondato di Beatitudine, sono necessari certi procedimenti .

Recitando  un  mantra  si  produce un'onda nell'aria vitale e, come nel normale atto di parlare o cantare, si genera calore all'interno  di  Jiva.  Le  onde  di  calore in tal modo generate attivano la Kundalini Shakti,  svegliandola  dal  suo  torpore  e liberandola dalla sua sede per salire  attra-verso i centri psichici. Il Jiva è perciò liberato dalla sua schiavitù (Sanskar), e  soltanto allora raggiunge un supremo stato di Beatitudine. Il Mahamantra Gayatri è considerato il mantra più idoneo a questo scopo.

Può l'uomo in questa vita raggiungere il supremo stato di Beatitudine recitando il Gayatri Mantra?

La  risposta  è  enfaticamente sì. Ogni aspirante può praticare le recitazione del  Gayatri  Mantra  e  rendersi  conto  dei risultati.

Tutti noi conosciamo, per analogia, il potere di Agni (fuoco). Se un uomo mettesse il suo dito o una verga di ferro nel fuoco ardente  ma  lo  ritirasse  immediatamente, potrebbe  sentirne  l'effetto?  No.  Ma  se egli lo lasciasse per una maggiore durata^ si renderebbe conto del suo potere e sentireb be in pieno gli effetti del calore.

Allo stesso modo, soltanto recitando  il  Gayatri  Mantra  regolarmente e  per un  considerevole  periodo  di  tempo,  con fede  e  devozione,  si  possono  realizzare i  suoi  deliziosi  effetti.  Durante  questo periodo,  come  austerità   per   purificare la  mente  psichica  al  fine  di  accogliere la verità spirituale, l'aspirante in nessun caso dovrebbe mentire. Poiché il suo parlare diventa sempre più profondamente intuitivo, tutte  le  sue  espressioni  saranno  dirette verso la materializzazione.

La disciplina spirituale (sadhana) del Gayatri Mantra

Le  sillabe  del  Gayatri  Mantra sono  costruite  e  ordinate  in  modo  che la  maggior  parte  di  aria  (vayu)  inalata durante la recitazione si diriga  in  basso verso  la  sede  della  Shakti.  La  fuga  di vayu è ridotta al minimo dalla natura   della contrazione della cavità toracica causata dal la sistematica ripetizione del mantra. L'aria accumulata  scende  nel   Muladhara   chakra e  la  pran-vayu  riscaldata  colpisce   la Kundalini risvegliandola, per salire attraver so  i  centri  psichici.  La  liberazione  di Kundalini  è  la  via  alla  Divina  Saggezza e alla percezione supercosciente.

Se  la  ripetizione  delle  sillabe del mantra è  fatta  con  fede  e  devozione si può dall'inizio sentire che si è assorbiti in uno stato di estasi e beatitudine dovuto alla loro risonanza intrinseca.

Poiché   l'atmosfera   è   dovunque colma di onde sonore, è opportuno recitare l'OM tre o quattro volte  in  modo  ritmico prima di recitare il Gayatri Mantra stesso. La risonanza dell'OM  creerà  le  condizioni ambientali ideali per la sadhana.

Il Gayatri Mantra

Prima   di   recitare   il   mantra si  dovrebbe  inspirare  e  quindi  recitare l'OM. Pausa, inspirate di nuovo e ripetete la frase seguente, Bhuh Bhuvah Svah. Recitate l'intero mantra in questo modo,  seguendo i   cinque   raggruppamenti   convenzionali descritti sulla pagina seguente.

L'aspirante può fare pausa durante la  recitazione  in  qualunque  momento  si senta  propenso,  secondo  la  capacità  del suo  respiro.  La  recitazione  di   tutte le sillabe dovrebbe essere completata ritmicamente, ma senza sforzo alcuno.

Ogni  volta  che  si  giunge  alla fine  del  mantra,   si  dovrebbe  meditare sul  suo  significato  con  fede,  devozione e un sentimento di gioia.

La  potenza  di   questo   mantra mette  in  grado  l'aspirante  di  seguire il  giusto  cammino,  di  compiere  azioni giuste e di condurre una vita di rettitudi-ne.  I  migliori  momenti  per  recitare  il Gayatri Mantra sono all'alba e al tramonto, seguiti sempre da una semplice meditazione sul suo significato.

Il significato del mantra

Alcuni studiosi hanno  attribuito al Gayatri Mantra vari significati. Quello illustrato si adatta bene alla meditazione. La  parolai Savituh  deriva  dal verbo originario sanscrito Su, che significa "ciò che da' origine o crea". Savituh è  il creatore   dei   cinque   elementi:   terra, acqua, fuoco, aria ed etere.

Gayatri mantra e Loto dai mille Petali

Le  illustrazioni  del  Loto  dai mille  Petali  raffigurate   sulle   pagine di questo libro rappresentano gli  effetti combinati  del  respiro  e  del  suono  sui sette centri psichici  nell'Uomo.  In  ogni centro,  dal  Muladhara  al  Sahasrara,  è raffigurata la sua forza sonora più rappre-sentativa ed efficace.

All'altezza del Muladhara troviamo BHUH, il fattore necessario all'avanzamento iniziale del metodo della Japa,  la  forza che  per  prima  risveglia  la  Kundalini. Il   mantra-seme   raffigurato   al   centro del chakra è LAM (pronuncia 'Long').

All'altezza del successivo chakra, Svadhisthana,  troviamo  BHUVAH,   il  suono che  comprende  il   principio   originario di  contrazione  ed  espansione  universale, e che unisce il manifesto al non manifesto. Nel  suo  centro  è  inscritto  il  mantra-seme BAM (pronuncia “Bong”)                                                             

All'altezza di Manipura  troviamo SVAH,  che  indica  l'Energia  vitale  non manifesta diventata attiva  ed  espressiva. Il mantra-seme è RAM ('Rong').

 All'altezza  di  Anahata  troviamo MAHA,  che  indica  esperienza  dilatata  e avanzamento  verso  la   Realizzazione   più grande. Il mantra-seme è YAM ('Jong').

All'altezza di Vishudvah  troviamo JANA,  simbolo dell'origine  della  Creazione edi  tutti  gli  elementi  che  da  sempre sono sottoposti a cambiamento e trasformazio-ne. Il mantra-seme è HAM ('Hong').

All'altezza   di   Ajna   troviamo TARA,  che  rappresenta  le  attività   del Principio   Cosmico   nel   risveglio   della Coscienza, meta finale dello Yoga  e  della Japa Sadhana.

All'altezza di Sahasrara  troviamo SATYA, che evoca  con  espressione ^ armonica la Risvegliata  Beata  Coscienza  di  Sat-Chit-Ananda, o Beato Stato d'Essere.  SATYA significa  libera  Conoscenza,  Gioia  senza limiti. Potere perfetto.  Beatitudine  senza ostacoli  e  l'indefinibile   e   misteriosa Essenza all'origine di tutte l.e esperienze. La  luna  crescente  sul  Sahasrara   porta l'iscrizione  della  parola  MAYA  che   si riferisce al velo  dell'illusione  che  deve essere   scostato   prima   di   sperimentare l'OM alla sommità del Loto.

I chakra più bassi sono raffigurati circondati  da  petali.  In  ogni  petalo  è disegnato  uno  degli  elementi  sonori  del linguaggio   Indiano.   Queste    consonanti e  vocali  furono  originariamente  svelate a Brahma dopo 'la rivelazione della metrica del  Gayatri  Mantra.  Essi  sono  conosciuti come AKSHARA che significa "elementi sonori non soggetti a  distruzione  o  deperimento" e  soltanto  dopo  la  loro  manifestazione i Veda furono rivelati ai saggi del mondo. Così la figura che -medita potrebbe raffigura-re Brahma, mentre  l'interpretazione  rivela l'intima  connessione del  suono  e  della parola  (mantra)  con  i  sette   specifici campi  dell'Energia  Spirituale  (S^pta_bhumi) accumulatasi   nella   coscienza   psichica,

Collegato    all'Anahata    chakra ed emergente dalla  potenza  sonora  dell'OM c'è una serpeggiante  corrente  di  Energia,  SU-SHU-MNA, il canale del nervo   centrale che  corre  lungo  la  colonna   vertebrale ed  è  situato  tra  i  nervi  IDA  (sole)  e PINGALA (luna). Su-shu-mna è l'asse principale del corpo spirituale, il mezzo di intuizio ne dello Yoga. La sua  prima  sillaba,  SU significa il raccoglimento e l'introiezione di  ciò  che  è  sparpagliato;   la  seconda sillaba,  SHU,  si  riferisce  alla  massima concentrazione di ciò che è stato raggnippato all'interno.  La  terza  sillaba,  MNA»   si riferisce alla canalizzazione  di  Su  lungo la  colonna  vertebrale  dal  più  basso  al più elevato livello di armoniosa manifestazione.

Tra  l'Anahata  e  l'Ajna  chakra troviamo l'ultima parola del Gayatri Mantra,

PRACHODAYAT,  la  quale  indica  che,  dopo aver raggiunto l'ultimo ma anche  il  solo stadio di pratica,  il sadhak non desidera niente altro che la Saggezza e l'Ispirazione necessarie per raggiungere la Vetta.

Il  respiro  è   stato   indicato sulla figura da  due  sillabe  scritte  sul naso. HAM è scritta sulla  narice  destra, e SA su quella sinistra. HAM-SA, che significa Prana o Energia Vitale, è qui raffigurata come  incorporata  nel  respiro,  dirigendo la  sua  circolazione  attraverso  il  corpo e  stimolando  il  risveglio  dell'Energia Spirituale.

Sono altresì illustrate le tré Ru-pa, o forme, assunte dalla Dea Gayatri,  at-traverso le quali si manifesta alla percezio ne spirituale del ricercatore:

" la Dea all'inizio emerge dal nucleo del  Manipura  chakra  sotto  l'aspetto di  Brahma,  il  Creatore.  Essa  regge una collana,  l'AKSHAMALA,  e  il  testo del  Rig-Veda.  I  grani  dell'Akshamala simboleggiano  gli  elementi  del  suono e  la  potenza  del  mantra,  mentre  il

Rig-Veda insegna ciò che è  necessario all'Uomo per la Liberazione Spirituale attraverso  l'uso  del  mantra.  La  Sua lunga   capigliatura,   sparpagliata  su tutti  i  lati,   simboleggia  il  velo di Maya che nasconde Satya,  o Verità, in un universo di innumerevoli  forme.

Il suo VAHANA o mezzo  di  trasporto, è il cigno celeste HAUMSAH,  incarnazione delle  attività  del  Principio  Cosmico della  Vita  che  protegge  e  sostiene la Creazione; - la Dea emerge al centro dall'Anahata chakra   sotto   l'aspetto   di   Vishnu, il Sostenitore. Essa regge una conchiglia (SHANKHA),   che   simboleggia   l'ascesa graduale ai piani spirituali, un  disco (CHAKRA), simbolo del movimento ciclico, una   mazza   (GADA),   che   rappresenta la  forza  concentrata,  e  un  fior  di Loto  (PADMA)  sinonimo   della   piena espressione.  Il Suo  veicolo  è  GARUDA, l'uccello  celeste,   incarnazione dello Spirito   nell'Etere   (AKASHA).   Garuda ha due ali, ciascuna di una differente sfumatura  di  bianco.  L'ala  con   la sfumatura più chiara  rappresenta  DIVA, o  il  giorno,  mentre  quella  con la tinta  più  scura   rappresenta  RATRI, o la notte.  Insieme esse  simboleggiano il dualismo o la polarità  che  pervade l'Universo. La Dea Gayatri emerge infine dall'Ajna chakra sotto l'aspetto di Shiva, tradizionalmente conosciuto come il Distruttore. Ma come Gayatri Devi, Shiva qui rappresenta  la  creazione  dall'Assoluto  e  la pura forza sonora di NADA che è  stata rivelata come OM e ridotta ad elementi sonori  infinitesimali  dai  colpi  del tamburo  celeste  (DAMARU).  Essa  regge il  Damaru,   simbolo  di  Nada,   nella Sua  mano  sinistra  alzata.  Nella  mano sinistra  in  basso  regge  una  ciotola di acqua informe, un fluido  illimitato che  da'  origine  alla  concezione  dei primi principi. Le  acque  informi  sono il  simbolo  della  Vita  oceanica  che è,  in serena Beatitudine, in se stessa contenuta.  La  posizione   delle   dita della  mano  destra  in  basso  esprime il JAPA MUDRA  (gesto)  che  simboleggia e  aiuta  nel  controllo  di  tutte  le disarmonie.   Il   tridente    (TRISHUL) che  Essa  regge  ed  i  tré  occhi  con cui  è  raffigurata   rappresenta   AGNI nelle sue tré  manifestazioni  -  fuoco, sole e luna - ed  il  primordiale  Agni alla  base  di  tutta  la  Creazione.  E' il flusso del Gayatri Mantra che armoniz-za  le  forze   discordanti   dell'acqua e del fuoco, ed evoca una beata Realizzazione.  Il  Suo  veicolo  è  perciò  il toro (UTSU), simbolo  dell'eterno  corso che  scaturisce  dalla  fonte  di  Gioia e Beatitudine.

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